mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Prima fanno le pulci alla casta e poi la difendono
Pubblicato il 10-02-2012


Dopo le “sparate” governative sul «posto fisso», definito «monotono» dal presidente del Consiglio Mario Monti e una «illusione» dal ministro del Lavoro Elsa Fornero, gran parte della stampa ha messo sotto la lente d’ingrandimento le carriere dei “figli dell’esecutivo”. In particolare, uno degli enfant prodige più bersagliati è stata Silvia Deaglio. Anche l’Avanti! online ha seguito la vicenda pubblicando un articolo sulla 37enne figlia di Fornero, che insegna alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, la stessa dove, coincidenza, anche sua madre aveva una cattedra alla facoltà di Economia. Nella medesima facoltà, sempre per pura coincidenza, insegna anche il padre Mario Deaglio, docente di Economia internazionale. 

Per Silvia, dunque, il posto non solo è fisso ma è anche «vicino a mamma e papà». Se ne farà una ragione il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, la quale aveva criticato questa «struttura mentale» degli italiani, invitandoli a fare «un salto culturale».

ALTRO CHE BUONGIORNO – Tra tutti gli organi di informazione che hanno bacchettato la professoressa Deaglio, venerdì scorso un giornale ne ha preso le difese. Casualmente si tratta di una testata torinese. Per la precisione è la più famosa testata del capoluogo piemontese, che con la sua autorevolezza si è guadagnata un seguito di 2 milioni e 300mila lettori. Si tratta de La Stampa, il terzo quotidiano nazionale per vendite. Un giornale che riscuote un alto gradimento grazie anche alla rubrica “Buongiorno” di Massimo Gramellini, che spesso se la prende con privilegi di casta, episodi di nepotismo e altre notizie capaci di solleticare le corde dell’indignazione.

TUTTA SUO PADRE – Perché allora la Stampa ha deciso di andare controcorrente e prendere le difese della prof. Deaglio? Una domanda che certamente si saranno posti non pochi lettori della testata diretta da Mario Calabresi. Una risposta la si potrebbe intuire scorrendo l’elenco delle prestigiose firme del quotidiano torinese. Tra gli editorialisti economici, alla lettera “D”, figura Mario Deaglio, proprio il padre della professoressa. Ma sarebbe una malignità pensare che lo storico quotidiano si sia schierato a favore della professoressa solo perché il padre vi collabora. Sarà senz’altro una coincidenza, l’ennesima.

Nicola Bandini

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