martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Protezione Civile, da Alemanno prima rassicurazioni poi richieste
Pubblicato il 06-02-2012


Bufera di neve nel weekend e bufera di polemiche fra Protezione civile e Comune di Roma nella ricerca di un responsabile per i disagi derivati dal maltempo. La Capitale si è fatta trovare impreparata, con linee di autobus “garantite” rimaste paralizzate dal freddo e la circolazione bloccata sulle principali arterie della viabilità. Ma l’allarme era stato lanciato e il sindaco era a conoscenza della gravità della situazione che si sarebbe concretizzata nei giorni a venire. A ricostruire quanto accaduto è intervenuta la Protezione Civile.

Cosa è successo durante il comitato operativo nazionale da voi convocato giovedì sera?

Il comitato, è bene precisarlo, è il massimo organo di coordinamento e di ausilio nella gestione delle emergenze di questo genere. Alla riunione di giovedì hanno partecipato vigili del fuoco, polizia, esercito, Enel e ferrovie. Oltre, ovviamente, ai rappresentanti delle regioni interessate. Era anche presente, eccezionalmente, il sindaco di Roma, perché le previsioni ci facevano pensare a fenomeni rilevanti sul comune di Roma e provincia e in tutta la regione del Lazio. Nella sera del 2 febbraio infatti il funzionario di turno aveva dichiarato che venerdì sarebbe stata una giornata rilevante per le precipitazioni dall’Emilia in giù, e che dalla serata ci saremmo dovuti aspettare neve a tutte le quote. A Roma, e di questo il funzionario era sicuro, avrebbe nevicato anche in centro.

La previsione sembrava plausibile?

Decisamente sì.

Quindi per voi l’allarme era serio.

Sì. Ma tra i presenti al tavolo, nessuno ha ritenuto di formulare richieste specifiche.

Come ha reagito il sindaco di Roma a questa notizia?

Finita questa parte di previsione, il capo dipartimento ha dato la parola al sindaco, chiedendogli se la città di Roma era in grado di supportare le criticità. Alemanno ha presentato il piano, che includeva la sospensione dell’attività didattica per alleggerire il traffico. Per emettere un’ordinanza del genere deve aver preso in seria considerazione l’allarme meteo. Giovedì sera aveva dichiarato di aver sparso già il sale per le strade e che i mezzi erano distribuiti sul territorio e pronti a fronteggiare la crisi.

È vero che il sindaco venerdì 3 febbraio vi ha chiamati per ben due volte in serata, cercando spazzaneve e sale?

Sì, a evento già iniziato. Ha notato che la situazione era più grave di quanto previsto dalla Giunta e ha cercato di correre ai ripari.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. Alemanno e la Polverini invece di fare il giro delle TV per dire che vi era un gruppo riunito 24 ore per fronteggiare l’annunciata nevicata (Polverini) e (Alemanno) per dire che era stato predisposto ogni intervento idoneo per la prevista nevicata, avrebbero fatto meglio a dedicarsi realmente alla povera gente esposta al freddo (sono morti soltanto a Roma 4 persone), ai poveri automobilisti bloccati nel Raccordo Anulare senza che si fosse visto qualcuno ad aiutarli, ai pendolari fermi sui treni impossibilitati a proseguire la corsa senza alcun aiuto e senza informazioni di come arrivare a destinazione (ciò è avvenuto anche sulla ferrovia Roma-Lido, che non è gestita dalle F.S., ma dalla MetroRoma). L’aspetto più evidente della disorganizzazione che non vi erano Bus e Taxi con le catene o con le gomme antineve. Il Sindaci di fronte a queste resaponsabilità evidenti cerca di scaricare sulla Protezione Civile Nazionale la colpa della propria incapacità, arrivando a chiedere in TV le sue dimissioni, invece di dare le proprie per farsi scusare dai cittadini coinvolti in questa nevicata.

  2. Alemanno si rende conto della inadeguatezza propria e della sua amministrazione a garantire alla cittadinanza accettabili livelli di sicurezza e di efficienza e, in ogni circostanza, pensa di cavarsela inventandosi un antagonista da attaccare. E cerca di spostare l’attenzione su presunte inefficienze degli altri.
    Si rende conto che i cittadini hanno individuato in lui l’antagonista cui negare il rinnovo del mandato di sindaco.

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