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Opinioni e commenti
 

Psi, su legge elettorale l’accordo è ancora lontano
Pubblicato il 16-02-2012


 

C’è accordo sulle modifiche istituzionali, ma sulla legge elettorale la divergenza è abissale. Questo in sintesi ciò che emerso dall’incontro di ieri tra il Psi e il Pd. «La strada maestra da percorrere», per il segretario socialista Riccardo Nencini, scorre su binari precisi. Bisogna «ridurre il numero di parlamentari», puntando nello stesso tempo al «superamento del bicameralismo perfetto, alla previsione della sfiducia costruttiva e alla centralità del Parlamento». Fin qui i punti sui quali è emersa sintonia tra le delegazioni dei due partiti.

FINANZIAMENTO PUBBLICO – Oltre a queste riforme, il segretario del Psi ha chiesto che venga presentata «ora una proposta di legge che renda i partiti strettamente legati all’art. 49 della Costituzione». L’obiettivo è imporre loro regole di funzionamento democratiche, perché la democrazia interna diventi – secondo Nencini – fattore essenziale per poter godere del finanziamento pubblico». Si tratta di un provvedimento che contribuirebbe a far riguadagnare ai partiti un po’ di fiducia agli occhi dell’elettorato. Per questo il Psi si sta spendendo attivamente, tanto che ha convocato una conferenza stampa alla Camera, nella mattinata di oggi, per presentare già un testo che diventerà una proposta di legge.

DUE MODIFICHE – «Riforme costituzionali e riforma della legge elettorale devono procedere in modo congiunto», aveva sottolineato Nencini all’uscita dell’incontro. All’Avanti!online ha aggiunto che «non esiste una legge elettorale buona per ogni Costituzione». Il punto è che l’attuale Carta «è nata per il sistema proporzionale – ha sottolineato il segretario – mentre il Mattarellum prima e il Porcellum poi hanno creato una discrepanza trala Costituzione e il sistema politico». Ora, è la conclusione di Nencini, portando avanti le due modifiche «parallelamente» si potrebbe porre rimedio alla «discrepanza».

RISCHIO CONCRETO – Legare le due riforme avrebbe però un effetto ulteriore. Si imporrebbe anche per la modifica della legge elettorale una condivisione molto ampia. Infatti, per cambiarela Costituzione senza passare per il referendum confermativo è necessaria una maggioranza dei 2/3 in Parlamento. L’intenzione, sebbene non dichiarata, è di impedire che si faccia una legge elettorale ad uso e consumo dei partiti più grandi. Un rischio concreto che emerge analizzando la proposta del Pd. Una ipotesi di modifica del Porcellum che non si discosta da quella prospettata la scorsa settimana dal Pdl. Anzi, sono stati proprio Luciano Violante e gli altri del Pd a presentarsi da Quagliarello e company con questa proposta, poi assunta anche dal Pdl come base del dialogo.

I NUMERI – L’idea dei Democratici prevede la riduzione della Camera a 550 deputati (80 in meno), eletti con un complesso sistema misto. Con dei collegi uninominali verrebbero assegnati 232 seggi. Per altro, non essendo previste coalizioni, ogni partito presenterebbe un suo candidato. Si verrebbe eletti con un solo voto in più del secondo classificato, e tutti i voti degli sconfitti andrebbero persi. Altri 232 deputati verrebbero attribuiti con il metodo proporzionale, basato su liste circoscrizionali bloccate. Alla rappresentanza degli italiani all’estero verrebbero riservati 12 seggi. Poi, come contentino, tra i partiti che non superassero lo sbarramento – si parla del 5% – verrebbero distribuiti 24 seggi. Infine, i restanti 50 deputati verrebbero assegnati ai partiti al di sopra di una “soglia bonus” (indicata intorno tra il 15% e 20%), con l’effetto che questa sorta di premio di maggioranza potrebbe finire anche a un partito di opposizione. Le stesse regole varrebbero anche per l’elezione dei senatori, con la sola differenza che le cifre indicate sarebbero proporzionate a un Senato di 150-160 seggi. 

LA DENUNCIA – Una legge del genere, per Nencini «sarebbe anche peggio dell’attuale». Infatti, oltre a «non restituire ai cittadini il diritto di scegliersi i deputati, toglierebbe loro anche la possibilità di sapere quali coalizioni si formeranno, perché nascerebbero in Parlamento solo dopo le elezioni». Ne consegue che verrebbe «negato anche il diritto di conoscere in anticipo il candidato premier e il programma di governo». Insomma, la proposta del Pd «contraddice lo spirito degli ultimi 20 anni – denuncia il segretario socialista – e seppellisce il bipolarismo del quale si sono riempiti la bocca» nel corso della seconda Repubblica.

RITORNO AL PASSATO – Un ritorno al passato, dunque? Neanche per sogno. «Sarebbe peggio del passato, quando almeno veniva garantita la rappresentanza parlamentare anche alle forze più piccole», è la considerazione di Nencini. Questo sistema elettorale introdurrebbe «un doppio premio di maggioranza che mira a escludere» quanti più seggetti possibile. Da una parte perché «si bruciano i voti di chi perde» con il sistema uninominale. Dall’altra perché, conclude Nencini, «si fissa una soglia di sbarramento molto alta». Se la nuova legge elettorale avrà questa fisionomia, si potrà continuare a chiamarla porcata.

Nicola Bandini

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Commenti all'articolo
  1. Cosa ci si può aspettare da un partito che affida una materia così delicata ad uno come Luciano Violante? come se questo sinistro personaggio, espressione dello stalinismo nostrano che non mancò di mostrare all’epoca in cui era magistrato (ricordate il caso Sogno?) e successivamente da parlamentare e presidente della camera, non fosse stato l’espressione della funzionalità di pezzi della Magistratura ai desiderata del Pci Pds ecc. Il modello parlamentare che costui ha in mente è verosimilmente un soviet post moderno e in quest’opera di sfregio del principio della rappresentanza parlamentare è affiancato da utili idioti di scuola veltroniana come lo pseudocostituzionalista stefano ceccanti. a correre seri pericoli con questa gente non sono tanto i piccoli partiti, come loro vogliono far credere, ma la democrazia. e fintantochè nel pd troveranno ascolto e tutela siminli personaggi la sinistra riformista non post comunista continuerà a correre il rischio di essere uccisa. Che,a pensarci bene, è la mission che continua a guidare i post comunisti e i post democristiani con la benedizione di Barbapapà Scalfari, noto ex fascista che non a caso non si fa scrupolo di teorizzare che la socialdemocrazia europea in italia sarebbe un’anomalia! Una bella compagnia di giro che, c’è solo d asperare non porti a termine un disegno liberticida.

  2. Qualsiasi legge elettorale che non restituisca la possibilità ad ogni cittadino di esprimere preferenza e di scegliere i partiti in base alle proprie tendenze culturali ed ideali non potrà mai essere una riforma per una democrazia moderna. La via maestra per conto mio quella del proporzionale una testa un voto, non credo però che gli “attori” dei due rami del Parlamento siano intenzionati a fare.

  3. Se queste sono le presse e pensando che non si può fare una nuova legge elettorale truffa, oltre al fatto che una nuova legge elettorale sarebbe opportuno trovi un conenso ampio tra le forze politiche non solo quelle presenti in parlamento, credo che sarebbe meglio che si concentrassero tutti sui problemi cogenti da risolvere e forse e meglio che ci teniamo la porcata e nel 2013 dopo il voto si avvii un processo costituente vero su riforma costituzionale, istituzionale, del modello complessivo di governo del territorio sfoltendo gli enti da sfoltire e aggregando quello che deve essere aggregato e poi una seria, nuova legge elettorale che parte dal nuovo assetto prefigurato. Questi ci vogliono fregare tutti, il capo dello stato non lo può permettere e noi dobbiamo denunciarlo ancora più forte.

  4. In vent’anni di seconda Repubblica, abbiamo avuto diverse Leggi elettorali sia livello nazionale che Regionale e via via per ltre assemblee elettive. Risultato? siamo andati di male in peggio… ogni volta diamo la colpa ai sitemi elettorali, ma mai facciamo una seria riflessione sui perchè le varie forme adottate si sono rivelate sbagliate. In Europa ci sono differenti sistemi elettorali (uninominali, doppio turno, maggioritario con sbarramento , ecc..) eppure nelle altre nazioni questi sistemi funzionano, perchè? perchè la questione non è tecnica , ma politica! In Europa si confrontano due idee politche, la Sinistra rappresentata dai Socialisti o socialdemocratici o Laburisti; una Destra fatta da Conservatori, popolari, liberali. E’ DAL DOPO GUERRA QUESTE FORMAZIONI SI ALTERNANO ALLA GUIDA DEI VARI PAESI. In Itali NO ! Addirittura anche i Paesi che sono arrivati dopo di noi alla Democrazia , Spagna, Portogalo, fino ai Paesi dell Est, si sono INTEGRATI e riconosciuti nel sistema politico Europeo. In Italia NO! nel nostro Paese è stato UCCISO, ogni tentativo di fare dell’Italia un “normale” Paese Europeo, Nel nostro Paese forze diverse hanno distrutto alla base la possibilità di costruire due grandi forze politiche, una socialista e l’altra popolare, per IMPEDIRE che si affermasse anche da noi una cultura politica Euopea, Tanti hanno concorso a questo obbiettivo, a cominciare dai ex comunisti, ex socialisti, e forze economiche del cosidetto capitalismo “democratico” ben rappresentato da De Benedetti e Scalfari. Se non saremo capaci di ricreare le condizioni politiche per darci anche noi un sistema Europeo, allora non basteranno mille leggi elettorali per salvarci!

  5. La filosofia del sig. Violante è sempre stata la medesima STALINISTA, per questo, bisogna dargli atto della Sua coerenza. Sicuramente è abberrante una proposta elettorale di questa portata, ma in questo paese negli ultimi vent’anni si è visto di tutto. Come ma è così difficile ritornare al proporzionale con preferenze? Il cittadino non è sprovveduto ingnorante, il cittadino sa cosa fare e lo dimostra , quando gli si da la possibilità di scegliere liberamente, senza impedimenti.
    In questo paese dov’è andato a finire il buon senso.

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