martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quell’aria da professorino sobrio…
Pubblicato il 08-02-2012


Parliamoci chiaro. Quell’aria da professorino non piace a nessuno. E quella voce robotica irriterebbe chiunque. L’idea di un “tecnico sobrio” che piomba sulla terra, che sembra venuto dal cielo, quasi come fosse un unto dal Signore, che viene a bacchettare politici e partiti, francamente non mi piace per niente. E se ne va, fiero, con quella corte di ministri al seguito, tutti impettiti, circondati da un’aurea che ha un non so che di celestiale, rende un po’ indisponenti. O almeno, così ce li hanno voluti propinare.

Perché, è vero, la politica e i partiti non hanno dato una grande prova di sé negli ultimi anni, quelli della cosiddetta “Seconda Repubblica” – sempre che ci sia stata – ma sono sicura che, finito il ciclo delle leggi “fatte in casa”, con una bella “ripulita”, si sarebbe potuto puntare su qualcuno davvero in grado di riprendere le sorti del Paese. E i partiti si sarebbero ripresi il loro giusto ruolo e la loro sacrosanta importanza.

I tecnici ce li abbiamo e ce li dobbiamo tenere, per “senso di responsabilità” e “per il bene dell’Italia”, o forse perché qualcuno – magari uno che non fa politica del consenso e che non ha un elettorato di riferimento – doveva pur pensarci a togliere le bende agli italiani e fargli vedere la desolazione delle nostre casse vuote.  Non svelo niente di nuovo se dico che questo governo, più che essere supportato da centrodestra e centrosinistra, è piuttosto “sopportato”, bipartisan.

Certo che da un governo irreprensibile come questo, uno si aspetta anche sobrietà nella comunicazione. E invece, eccoli li, che cadono negli aforismi sentenziosi degni dei “bamboccioni” di Padoa Schioppa e dell’”Italia peggiore” di Brunetta.

Il primo tecnico a dare il via alle danze è uno che Brunetta lo conosce bene, il giovane Michel Martone, che alla sua prima uscita pubblica ci informa che se ti laurei dopo i 28 anni, sei “uno sfigato”. E scoppia l’indignazione.

Poi è la volta del presedente del consiglio, per cui la “monotonia” del posto fisso (eventuale), andrebbe superata ad ogni costo. Dirlo in un momento simile, è un po’ infelice. Altro che sobrietà. E a cercare di rimettere le pezze a questa “indelicatezza” di Monti nei confronti di migliaia di precari, senza riuscirci, ecco che intervengono la Fornero e la Cancellieri: la prima, con l’”illusione” del posto fisso, la seconda, con una bella e inopportuna tirata d’orecchie ai ragazzi che “vogliono stare accanto a mamma e papà”. Per un ragazzo o una ragazza che, come me, è partita dal Sud a 17 anni, per cercare un posto nel mondo ben lontano da mamma e papà, con una bella valigia piena di sogni e aspettative, è abbastanza deludente. Mi chiedo come mai il bersaglio dei “fraintendimenti” sia sempre lo stesso: i ragazzi, i precari, gli studenti, i giovani che vogliono realizzarsi.

Poi è seguita la valanga delle rettifiche: tutti hanno sentito, in coro, l’esigenza di spiegarsi meglio per  non volere esasperare gli animi. L’efficacia delle ritrattazioni è stata pari a zero: il web, come al solito, li ha demoliti.

Giada Fazzalari

Giornalista - PoliticAnti

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Commenti all'articolo
  1. Il primo dato è che il questo governo in 4 mesi qualcosina ha prodotto. Certo, avrebbe potuto e dovuto fare meglio. La sensazione che ha dato Monti è che le cose si possono fare, basta volerle. Ma è anche vero che Mariuccio tende a proteggere i poteri forti. Quindi, non è un governo esclusivamente tecnico, ma tecnico-politico.
    In quanto a etica e morale, siamo messi meglio rispetto all’era berlusconi, ma siamo messi ugualmente male. Le chiacchiere stanno a zero. Spara chi ha le cartucce. Dal punto di vista della comunicazione, ho l’impressione che questi abbiano preso ripetizioni da Berlusconi. In sintesi, questo governo a me non piace. Troppo snob. Questi ci fanno a Bocconi! Attenti. C’è bisogno di sinistra e di poca destra. Attenzione a non accentrarsi. Non possiamo permetterci il lusso di inaugurare la Terza Repubblica con idee e uomini da Prima Repubblica. Distinguersi è la soluzione, ma non dalla propria storia. Distinguersi da chi dice di essere di sinistra, ma crede di poter governare con i democratici o pensa addirittura che oggi convenga esserlo.

    • Caro “Floppolitik”, apprezzo la tua analisi, soprattutto nella sua parte iniziale. Sono d’accordo sul tuo giudizio della mal comunicazione del governo tecnico e ancora di più quando mi dici che non è solo tecnico, ma anche politico. Ma vorrei, se lo credi utile, di spiegarmi cosa intendi quando dici “Distinguersi da chi dice di essere di sinistra, ma crede di poter governare con i democratici o pensa addirittura che oggi convenga esserlo”. Grazie e a presto.

  2. Ha capito bene a chi mi riferisco. Al Partito Democratico! il partito degli ex comunisti ora democristiani. Il partito che colleziona sconfitte a raffica, non ultima quella di Genoa. Il partito degli strateghi perdenti! dei vecchi e dei giovani già vecchi! dei finti preparati! fortuna che le Iene abbiano messo a nuda l’ignoranza dei loro esponenti! il partito della casta, dei capelli bianchi o dei pelati! del ti presento Tizio, Caio e Sempronio pur essendo impresentabile. Il partito del futuro insomma! :-)

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