martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Romney vince ancora in Florida. Prossima tappa: Nevada
Pubblicato il 01-02-2012


Mitt Romney, già superfavorito alle primarie del Partito Repubblicano statunitense, è tornato a vincere: ieri, in Florida, ha ottenuto il 46,4% dei voti, sconfiggendo l’ex presidente della Camera Newt Gingrich (31,9%), che a sorpresa lo aveva battuto nelle precedenti votazioni in South Carolina. Staccati gli altri candidati: il cattolico Rick Santorum ha ottenuto il 13,4%, e il libertario Ron Paul il 7%.

ATTACCO A OBAMA – Ringraziando gli elettori, Romney, 65 anni, ex governatore del Massachusetts e mormone, si è preoccupato di non accentuare la rivalità con i concorrenti. «Una primaria competitiva – ha detto – non ci divide ma ci rafforza». È poi tornato ad attaccare il presidente in carica Barack Obama, sostenendo che «è tempo che se ne vada». In caso di vittoria alle presidenziali Romney ha promesso «una nuova era di prosperità per l’America» e, in particolare, ha assicurato che metterà freno alla spesa pubblica, riporterà il bilancio in pareggio e rimetterà mano alla riforma sanitaria voluta da Obama.

DIO DENARO – La vittoria in Florida, non del tutto scontata in una corsa alle presidenziali caratterizzata da diversi colpi di scena, è stata ottenuta puntando soprattutto sui temi dell’economia, in questo momento i più cari alla popolazione americana, e rivolgendosi alla vasta comunità ispanica presente nello Stato sud-orientale. Tuttavia buona parte del successo è dovuta alla disponibilità di denaro di Romney, già alla guida della società di investimenti Bain Capital. Nella sola Florida ha speso circa 16 milioni di dollari e acquistato 13.000 spazi pubblicitari televisivi, contro i 200 di Newt Gingrich, che ne ha approfittato per commentare: «Nei prossimi sei mesi il potere del popolo dovrà sconfiggere il potere del denaro».

REDDITI – Paradossalmente proprio una questione economica aveva messo in dubbio la corsa di Romney alla Casa Bianca: Gingrich era riuscito a sconfiggerlo in South Carolina incalzandolo sulla dichiarazione dei redditi, che inizialmente il mormone si era rifiutato di rivelare, per poi ammettere di pagare solo 15% di tasse su un patrimonio decisamente vasto. Stavolta, però, l’ex speaker della Camera non ha insistito sull’argomento. Inoltre, spiegano i commentatori politici, a questo giro anche l’establishment repubblicano si è stretto intorno a Romney, giudicato da molti più presentabile di Gingrich. Se infatti il ricco Mitt è considerato a volte troppo aperto ai compromessi politici (una caratteristica non vista di buon occhio dai conservatori), il 68enne Gingrich è ritenuto «eccentrico e umorale», seppure «energico, intelligente e originale», come lo definisce il settimanale The Economist.

MORMONI – Dall’inizio di gennaio le primarie hanno visto la vittoria di misura di Rick Santorum in Iowa, il trionfo di Romney in New Hampshire, la sorprendente rimonta di Gingrich in South Carolina e il coronamento di Romney in Florida. Sabato prossimo ci saranno i caucus in Nevada, lo Stato americano con la maggiore percentuale di mormoni dove l’ex governatore del Massachusetts conta di vincere ancora. Ma per avere un quadro esaustivo bisognerà aspettare il «Supertuesday» del 10 marzo, quando si voterà in ben 13 Stati.

Luciana Maci

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