lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La scalata di una femminista al Partito socialista spagnolo
Pubblicato il 08-02-2012


Per molti rimane l’artefice della peggior campagna elettorale del PSOE e il volto della sconfitta socialista nelle elezioni amministrative del maggio 2001, fu lei la prima a dare l’annuncio della disfatta, ma Elena Valenciano (madrilena classe 1960) è diventata la prima donna numero due del Partito Socialista Operaio Spagnolo, nominata vicesegretaria generale dal 38° Congresso celebrato a Siviglia dal 3 al 5 febbraio.

FEMMINISTA – Femminista fino al midollo, Elena Valenciano ha rotto, o almeno incrinato, il tetto di cristallo del suo partito. In 132 anni di storia, nessuna donna era mai riuscita ad arrivare cosi in alto, Carmen Garcia Bloise nel 1979 e Leire Pajín nel 2008 si fermarono solo al terzo posto come segretarie di organizzazione. Innegabile che a questo giro, almeno dal punto di vista di genere con la candidatura di Carme Chacòn si pretendeva rompere altri schemi e infrangere definitivamente il tetto di cristallo, l’obiettivo era prendere le redini di un partito dalla segreteria generale.

LA SCALATA – La nomina della Valenciano, non ha sorpreso nessuno né dentro né fuori lo staff di Alfredo Perez Rubalcaba neo segretario, affiliata alla Juventudes Socialista nel1975 ha continuato a scalare la montagna socialista partendo come centralinista alla sede madrilena di calle Ferraz (messa al lavoro perché in grado di parlare perfettamente inglese e capace di difendersi con il francese) era lei di turno al centralino quando il 23 febbraio 1981 Antonio Tejero prese d’assaltola Camera, e il telefono della sede iniziò a scottare per il numero di chiamate provenienti da fuori Spagna in cerca di notizie su un evento diventato storia nazionale.

Il TATUAGGIO – Studi presso il liceo francese di Madrid, figlia della trasgressiva “movida madrilena” degli anni ’80, ha aspettato i quarant’anni per tatuarsi una farfalla sulla spalla, un atto impulsivo per verificare le condizioni igieniche del negozio del tatuatore dove aveva accompagnato la figlia allora sedicenne,  per la troppa dedizione al PSOE non ha mai completato gli studi in diritto e scienze politiche, come si legge nella sua biografia, il partito ha occupato uno spazio importante, dovendo relegare a un sogno l’attività di scrittrice che oggi svolge solo sul suo blog, divorziata ora sposata con un “uomo molto bello” come non si stanca di ripetere, sul suo profilo twitter uno dei più attivi di Spagna, si definisce “feminista, socialista, mediterránea y madre”

PASSATO NASCOSTO – Una descrizione che lascia trapelare che una passione quella per la politica e il suo partito è da conciliare con la sua priorità principale, la famiglia, dalla quale vive lontana per molti giorni al mese, il marito e il figlio più piccolo vivono ad Altea (Alicante). Quello che non dice (e del quale si sa poco) è il suo recente passato nello staff di Josep Borrell all’epoca della candidatura a Presidente del Governo, una dimostrazione chela Valenciano normalmente riesce a puntare sul candidato vincente. Dal 1999 al 2008 è stata eurodeputata, nel 2007 dopo Trinidad Jimenez diventa segretaria per le politiche internazionale del PSOE, concluso il mandato a Bruxelles, rientra in Spagna come candidata alle elezioni politiche del 2008.

Sara Pasquot

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