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Opinioni e commenti
 

Sanremo 2012, De Luca: salverei Emma, Bersani e Renga
Pubblicato il 15-02-2012


Piaccia o non piaccia il Festival di Sanremo occuperà, come ogni anno, per l’intera settimana e i giorni seguenti le pagine dei maggiori quotidiani e dei principali talk show. Chi meglio di una delle maggiori firme italiane come il critico del Messaggero Aldo De Luca può parlare a ragione, in esclusiva per l’Avanti!online, degli alti e bassi della manifestazione ospitata dall’Ariston.

Polemiche a parte, il festival ha fatto il boom di ascolti. Televisivamente ha funzionato, secondo lei perché?

Era scontato. In assenza totale di concorrenza, chi stava a casa si è visto costretto a guardare Sanremo. Quasi 15 milioni di spettatori, il 50 percento di share: era scontato. Gli ascolti però non possono giustificare il perché il festival piace: staranno su per tutta la settimana senza uno straccio di concorrenza. Le famiglie italiane, non avendo più soldi e con il freddo di questi giorni, la sera se ne stanno a casa.  E il fatto triste è che questo sarà anche il cavallo di battaglia della Rai per difendersi. Diranno: “Gli ascolti hanno premiato il festival”. E invece non hanno premiato un bel niente: se ci fosse stato l’indice di qualità, come dimostrano la valanga di critiche su twitter, il festival sarebbe stato demolito. La Rai si blinderà dietro questi dati, quando la verità è che quello di ieri è stato il peggior festival della storia di Sanremo. Un vero e proprio funerale della canzone.

Perché?

Si chiama “festival della canzone”, e la canzone ieri è stata sepolta. Da sempre quello di Sanremo è uno spettacolo, ma occhio alle esagerazioni. E ieri sera è stato oltrepassato ogni limite. Hanno affidato l’apertura a Luca e Paolo che, mentre lo scorso anno hanno stravinto, ieri sembravano congelati, senza un’idea, senz’anima. E poi un’ora di Celentano che, da sola, è destabilizzante: una noia mortale.

E Celentano ieri non ha risparmiato proprio nessuno.  Ripicche personali da smaltire o un tentativo di monopolizzare il festival?

Credo che lui avesse fame di televisione, e quindi si è sfogato. Attenzione, però: non era il “molleggiato” del passato, il geniaccio che conosciamo. Questa volta è stato demenziale. Sembrava un ubriaco molesto con una grande voglia di sfogarsi, attaccando tutto e tutti senza un vero perché.

Cosa salverebbe invece?

Le scene spaziali di Castelli. Bellissima l’astronave che atterra sul palco. Geniale, evocativo, piacevole. Gradevolissimo anche Papaleo, fortunatamente molto presente.  Se l’è cavata alla grande, ma sembrava uno straniero in terra di guerra.

Musicalmente parlando, quali sono state le performance migliori?

Personalmente salverei Emma (che rischia di vincere il festival), Bersani e Renga. La strana coppia rock Loredana Bertè – Gigi D’Alessio invece non ha funzionato. La Bertè non era in forma, non ha dato il meglio di sé. Ero curioso di vederli cantare insieme un pezzo rock, ma sono andati fiacchi.

Tra gli inciampi di quest’anno c’è stato anche il tilt del televoto.

Sì, più che inciampo potremmo parlare della maledizione di una Rai che ha affidato di nuovo il festival a un Morandi ormai improponibile. Mentre l’anno scorso si era trovato un buon equilibrio, quest’anno c’è stata una deriva mostruosa. La partenza del festival può essere paragonata alla Costa Concordia: la nave che, per fare l’inchino a Celentano, affonda.

Raffaele d’Ettorre

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