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Opinioni e commenti
 

Sanremo: Castaldo, canzoni in “zona grigia”. Avrei proibito Celentano!
Pubblicato il 18-02-2012


Sanremo, tra le polemiche passate, presenti, (e chissà) future, ci riprova. Mentre impazzano le diatribe per il presunto playback della Bertè, c’è attesa per la finalissima della kermesse, soprattutto in vista del ritorno sul palco dell’Ariston del tanto criticato Celentano. Il Molleggiato riuscirà a rialzare le sorti di uno spettacolo che tende al declino? Staremo a vedere, per il momento sappiamo che gli ascolti della quarta serata non sono stati favorevoli: a seguir Morandi e compagnia cantante nella prima parte dello spettacolo 11 milioni 429 mila spettatori (share 39,64%) e, nella seconda, 7 milioni 324 mila (49,84%). Nel 2011 la prima parte della quarta serata era stata vista da 12 milioni 857 mila telespettatori pari al 44,24% di share mentre la seconda aveva totalizzato 8 milioni 266 mila spettatori e il 52,1%. La media ponderata della quarta serata del “Morandi bis” e dunque di 9 milioni 931 mila spettatori con il 41.97%. Lo scorso anno era stata di 10 milioni 616 mila con il 46.91%. Sulle sorti del festival, abbiamo chiesto il parere di Gino Castaldo, firma storica di Repubblica.

La sua impressione su Sanremo?
Come al solito un miscuglio di qualche raro momento di buona musica e di canzoni grottesche.

Un giudizio sulle canzoni ancora in gara e sui duetti di ieri sera.
Da qualche anno sto notando un processo di appiattimento: una volta le canzoni erano o davvero brutte o lavori di grande pregio. Adesso si è entrati in una zona grigia, quest’anno questa sensazione è maggiore, non ci sono canzoni veramente brutte o veramente belle.

L’esibizione di D’Alessio e Bertè, secondo lei è stato davvero playback?
Mi sembra di sì, ma il tutto è dovuto ai regolamenti cervellotici del festival, che vengono cambiati alla bisogna. Per una volta non è grave, e per ottenere quell’effetto un po’ chic e divertente era quasi inevitabile.

Gli ascolti non danno ragione a Gianni Morandi e Papaleo, perché lo show non sfonda?
Secondo me perché è proprio brutto. Anzi, fanno fin troppo. Il problema va risolto scendendo dalla dittatura dei numeri degli ascolti. Se non si supera l’equivoco secondo il quale il numero fa qualità si cadrà in un disastro qualitativo.

Sanremo, la città dei fiori per un festival senza fiori. Un giudizio sulla scenografia?
Diciamo che il palco pieno di fiori non si poteva più vedere! Poi c’è sempre chi si lamenta, ma ne vengono portati così tanti sul palco.

Se fosse stato nell’organizzazione Rai cosa non avrebbe proposto e cosa invece avrebbe inserito?
Avrei proibito Celentano. E manca la passione per le sorti della musica italiana.

Un giudizio complessivo, chi butterebbe giù dalla torre?
La Rai.

Diletta Liberati

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