martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sigma tau, cassa integrazione a malati e categorie protette
Pubblicato il 20-02-2012


L’Avanti!online si era già occupato del caso Sigma Tau lo scorso 31 gennaio. Abbiamo parlato della protesta dei lavoratori a Trigoria davanti al pullman della Roma, dei dubbi sollevati (anche dai sindacati) sullo stato di crisi sventagliato dall’azienda, della mega acquisizione dell’anno scorso che mette un grosso punto interrogativo sulla necessità di “sbarazzarsi” di 569 dei 1400 dipendenti. Ieri, nell’ultima puntata della trasmissione Presadiretta in onda su Rai 3, Riccardo Iacona, complice il verbale di contestazione aperto dall’Agenzia delle Entrate, ha risolto alcuni dei nostri dubbi.

IL GIOCO DELLE TRE CARTE – Il faro fiscale si è concentrato sulla consociata portoghese della Sigma Tau, l’azienda Defiante, che ha sede nell’isola di Madeira, noto paradiso fiscale. Il gioco delle tre carte questa volta è sottile: la procedura è quella che in gergo si definisce “Transfer Pricing”, e consiste nel trasferimento (illecito) di valore da una società a un’altra consociata, che pagherà le tasse al posto suo. E così  mentre la Sigma Tau, nel periodo 2000 – 2010, passa da un utile di 123 milioni di euro a uno di soli 34, la gemella portoghese avrebbe portato il suo patrimonio da 31 a 310 milioni di euro. E non è tutto: a Madeira, dove la Defiante ha sede, l’iva è al 13 percento, la più bassa d’Europa. E così, mentre a Pomezia l’azienda farmaceutica mette in cassa integrazione straordinaria oltre 500 dei suoi dipendenti, la consociata portoghese avrebbe realizzato utili sempre più vertiginosi. L’Agenzia delle Entrate però non ci casca e, in un documento di oltre 100 pagine, svela la “truffa” messa in atto da Sigma Tau ai danni di oltre 500 lavoratori italiani.

FUORI ANCHE I PIÚ DEBOLI – «La cosa che colpisce qui è che le lettere di cassa integrazione sono arrivate anche alle persone più deboli, alle categorie protette», si sottolinea nel servizio di Presadiretta. E uno degli ex dipendenti scaglia la denuncia-choc: «Hanno fatto fuori anche una ragazza che si era ammalata di distrofia muscolare». «Hanno fatto una carneficina, una carneficina assoluta – incalza un’altra cassaintegrata – hanno licenziato anche un non vedente che ha perso la vista qui dentro. E abbiamo una collega che da anni si sottopone alla chemioterapia per un problema veramente grosso: anche lei ha ricevuto la lettera». La donna lavorava alla Sigma Tau da più di 38 anni. Un’altra ex dipendente, adirata, ricorda forse il caso più grave: «Tra i lavoratori raggiunti dalla lettera di cassa integrazione c’era anche una persona in coma, morta tre giorni dopo l’arrivo della missiva».

INTRECCI DI STATO – Corrado Passera, prima di finire a palazzo Chigi, si trovava a Banca Intesa, l’istituto di credito che “diede una mano” proprio a Sigma Tau, finanziadone con oltre 300 milioni di euro l’acquisto del settore malattie rare della Enzon pharmaceutical, colosso farmaceutico statunitense. «Il piano di risanamento in corso di attuazione è – precisa in una nota l’azienda – il risultato di decisioni prese dal Presidente Claudio Cavazza già 3 anni fa, quando diede mandato a consulenti esterni di studiare la riorganizzazione. L’operato dell’attuale management è coerente con la linea aziendale decisa a suo tempo. Sigma Tau non persegue una strategia di disimpegno dall’Italia, bensì sta portando avanti una politica di diversificazione per assicurare un futuro al Gruppo». Passera, fra le sue mansioni ministeriali, ha anche quella di gestire le crisi aziendali. E così oggi gli oltre 500 lavoratori che attendono una risposta non possono fare a meno di chiedersi quanto interesse possa avere il ministro a risolvere la crisi in loro favore. Banca Intesa oggi detiene il 5% delle azioni Sigma Tau.

Raffaele d’Ettorre

 

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