lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Spaccarotella, il legale: più idoneo omicidio colposo di volontario
Pubblicato il 15-02-2012


Non si aspettava la conferma della condanna Luigi Spaccarotella, l’agente della Polstrada dichiarato colpevole dell’omicidio del tifoso della Lazio Gabriele Sandri, avvenuto l’11 novembre 2007 sull’A1 nei pressi di Arezzo. La sentenza di oggi della Corte di Cassazione ha confermato la decisione del giudice di secondo grado di condannare Spaccarotella a nove anni e quattro mesi di reclusione per omicidio volontario. L’agente ha dichiarato di essere preoccupato per i figli, ma, fra le lacrime, ha parlato con uno dei suoi legali dichiarando: «Affronterò la situazione da uomo». Inizia così la fase dell’esecuzione della condanna, che si concluderà nelle prossime ore con il trasferimento in carcere dell’agente che, tuttavia, avrebbe fatto sapere tramite i suoi legali che andrà a costituirsi. A commentare la sentenza della Corte è il legale di Spaccarotella, l’avvocato Federico Bagattini.

Come giudica la sentenza della Suprema Corte?

Una valutazione ora è prematura, potrà essere fatta soltanto dopo la lettura delle motivazioni. Sono certo che la motivazione sarà seria e meditata, com’è costume della Corte. Anche oggi ho visto un Collegio molto attento alla valutazione della vicenda. Ovviamente non la condivido, credevo molto all’atto di ricorso.

Come mai questa differenza con la sentenza di primo grado?

A mio parere il titolo di reato, omicidio colposo, era più idoneo. Al di là della pena diversa è diverso il titolo: si è trattato di capire se fosse dolo eventuale o colpa cosciente, una problematica discussa per decenni in dottrina e giurisprudenza, che ancora non hanno saputo trovare una previsione di reato che fosse una via di mezzo tra l’omicidio volontario e il colposo.

Cosa succederà adesso all’agente?

Si è aperta la tristissima prospettiva dell’esecuzione della pena. Ci siamo sentiti in maniera molto episodica e frammentaria però so che si trova a casa sua. Non c’è un progetto diverso da quello di costituirsi, come non c’è mai stata da parte sua volontà di fuga.

Il vostro rapporto legale-assistito si conclude qui?

Il rapporto tra avvocato e assistito sfocia poi dal punto di vista umano in un rapporto di carattere personale e di affetto. Adesso è tutto ancora troppo prematuro per capire cosa succederà in futuro.

Martina Perrone

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento