mercoledì, 13 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Stupro di gruppo, la Cassazione dice no all’obbligo di carcere
Pubblicato il 02-02-2012


Corsi e ricorsi della giurisprudenza. Che in casi come questo farà discutere non poco cittadini comuni e giuristi eccellenti. Tutti divisi tra garantisti e giustizialisti. Tra il rispetto dei principi sanciti dalla nostra Costituzione e la difesa delle donne “violate”, difesa che passa anche dall’inasprimento delle pene relative. La notizia shock è la seguente. Niente più obbligo per il giudice nel disporre o mantenere la custodia in carcere dell’indagato coinvolto in procedimenti per violenza sessuale di gruppo. Il giudice di turno potrà infatti valutare, secondo coscienza, se applicare misure cautelari alternative al carcere «nell’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure».

TRIBUNALE DEL RIESAME – A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, dando un’interprestazione estensiva ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2010. Una «sentenza aberrante» è il coro di proteste unanime che la decisione, come prevedibile, ha suscitato da parte delle molte donne impegnate in politica. La Cassazione ha annullato una ordinanza del Tribunale del riesame di Roma, che aveva confermato il carcere per due giovani accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza del frusinate ed ha rinviato il fascicolo allo stesso giudice perché faccia una nuova valutazione, tenendo conto dell’interpretazione estensiva data dalla Suprema Corte alla sentenza n. 265 del 2010 della Corte Costituzionale. Dal 2009 infatti, grazie all’approvazione da parte del Parlamento di una legge di contrasto alla violenza sessuale non era consentito al giudice di applicare, per i delitti di violenza sessuale e di atti sessuali con minorenni, misure cautelari diverse dal carcere da scontare in carcere.

INCOSTITUZIONALITÁ – È su questo punto che è intervenuta la Corte Costituzionale individuando nella suddetta norma un vizio di incostituzionalità perché in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Carta. E dunque la Consulta si è espressa a favore delle alternative al carcere «nell’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure». A cascata l’interpretazione della Corte Costituzionale circa i “reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni” è stata applicata dalla terza sezione penale della Corte di Cassazione anche ai reati di  “violenza sessuale di gruppo” ritenendo che abbiano “caratteristiche essenziali non difformi”.

LE REAZIONI – Durissime, com’era prevedibile, le reazioni suscitate dalla decisione della Cassazione. «E’ aberrante applicare misure alternative al carcere per lo stupro di gruppo. La Cassazione ha lanciato una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e a depotenziare tale grave reato. Una donna che vede negato il carcere per i suoi carnefici subisce una seconda violenza» così Alessandra Mussolini del Pdl. «Una sentenza impossibile da condividere, contro le donne, che manda un messaggio sbagliato – dice Mara Carfagna, deputata Pdl ed ex ministro per le Pari Opportunità – Le aggravanti per i reati di violenza sessuale furono introdotte proprio per evitare lo scempio della condanna senza un giorno di carcere per chi commette un reato grave come questo». Per Barbara Pollastrini del Pd la sentenza è «lacerante, fa discutere. Il punto non è volersi vendicare ma poter avere fiducia che si compia sino in fondo giustizia. Leggerò con attenzione la sentenza della corte – conclude l’ex ministro per le Pari opportunità – ma, ora, il mio pensiero va a quella giovane donna e insieme a lei alle altre che sono state offese e violate». Per la deputata del Pd Donata Lenzi la sentenza «sarà un’ulteriore spinta al silenzio per le donne che subiscono violenza».

TELEFONO ROSA – «Un ennesimo passo indietro dove a rimetterci è la parte più debole ossia le donne vittime di violenza. Abbiamo piena fiducia nel ministro Severino e siamo certe che lei saprà ascoltare il grido di dolore e l’indignazione che oggi ogni donna prova venendo a conoscenza di questo giudizio della Cassazione». Così Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa ha commentato la sentenza della suprema corte. «Questa sentenza – aggiunge Moscatelli – ribadisce quello che già nel 2010 la Corte Costituzionale aveva detto, concedendo misure alternative a stupratori di gruppo. Vogliamo ricordare che questo reato bestiale segna per sempre la vita di una donna e che ci batteremo in ogni modo perché ci sia un cambio di rotta della giustizia italiana su questi reati».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Stupro di gruppo e poi arresti domiciliari!!!!!! Incredibile.
    Perchè si devono adottare misure” umanitarie ” verso chi non ha mostrato alcuna umanità? E perchè non si pensa ha chi ha subito la violenza e al rischio della vendetta che potrebbe essere compiuta da chi non rispettasse l’arresto domiciliare?
    Sono indignato ed infuriato.

  2. Io invece sono indignato e infuriato da questo medioevo. Quelle persone sono accusate e li trattate da condannati, con una cronaca che pullula di false accuse, le carceri che esplodono e un gip che non ha rilevato sufficienti indizi per tenerli in carcere in attesa di processo. Vergogna tutti. State festeggiango la liberazione di Carlo Parlanti? Inquisitori nazifemministi. Spero che veniate falsamente accusati e sbattuti in carcere da innocenti, trattati da criminali senza nessuna possibilità di difesa. Uno per uno.

  3. Signora Moscatelli, ci parli anche del caso Parlanti tenuto in carcere per sette anni negli USA con un processo farsa, o dei 350 innocenti che in Spagna, grazie al carcere preventivo per reati sessuali introdotto dal nazifemminista Zapatero, ogni giorno vengono incarcerati. Ci parli di Assange, che grazie alle leggi nazifemministe della Svezia può essere un ricercato internazionale per un preservativo che si è sfilato durante un rapporto CONSENSUALE. Ci parli del VOSTRO MEDIOEVO ANTIUOMO.
    La Corte Costituzionale ha fatto benissimo, perché se la legge è uguale per tutti non si può chiedere a un giudice di tenere in carcere una persona con evidenti indizi di innocenza e di falsa accusa. E vi ricordo che voi donne nelle separazioni giudiziali, circa 3 volte su dieci (avete letto bene, 3 su 10), accusate falsamente l’ex di molestie sui figli. Bene, tutte quelle persone con quello che state chiedendo dovranno andare in carcere, cioè precisamente quello che sta succedendo in Spagna e che voi media colpevoli vi rifiutate di dire alla gente. Questa è la vostra dannata incivile risposta al dramma delle separazioni. Incoscienti, irresponsabili, asociali, sessisti.

  4. Il caso Strauss-Khan non vi ha insegnato niente, non c’è cosa che possa indurvi a pensare, perché la vostra indignazione è falsa, dentro di voi cova solo l’effetto di un odio di genere frutto di sessant’anni di propaganda e di male-bashing antiuomo, che si vuole trasformare in legge dello Stato e in prassi giuridica. Dite la verità alla gente, donne che odiano gli uomini.

  5. Pingback: Lanchester, privilegiato principio innocenza | Avanti

Lascia un commento