martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Svuota-carceri, la Severino incassa la fiducia nonostante Lega e Idv
Pubblicato il 09-02-2012


Con 420 sì, 78 no e 35 astenuti il Parlamento ha oggi accordato nuovamente la fiducia al governo Monti sul decreto cosiddetto “svuota carceri”. A favore hanno votato Pdl, Pd e terzo Polo. Contrari invece Lega, Idv e Noi Sud, mentre è stata netta l’astensione dei Radicali. Il voto finale sul provvedimento è previsto per martedì prossimo.

LA FIDUCIA – La decisione di porre la questione di fiducia era stata presa ieri a palazzo Chigi, su proposta del ministro della Giustizia Paola Severino. Una questione d’urgenza, visto il pochissimo tempo rimasto prima della scadenza del decreto (il prossimo 21 febbraio) e il gioco di rimbalzi che ha visto il Carroccio farla da padrone, con più di 500 emendamenti che hanno esasperato il lavoro in Aula. Netto il calo di consensi nella sesta fiducia incassata dal gabinetto tecnico. Il 18 novembre scorso i sì erano stati 556, il 16 dicembre sulla manovra 495, mentre il 26 gennaio sul decreto milleproroghe erano ulteriormente scesi a 469. Un calo di fiducia progressivo che mette un onere pesantissimo su eventuali votazioni future.

IL DECRETO – Scopo del provvedimento è quello di mettere una “pezza d’urgenza” alle falle del sistema penitenziario italiano, consentendo l’uscita progressiva dal carcere di circa 3.500 detenuti (intervenendo così sulla questione del sovraffollamento) e alzando a 18 mesi il limite temporale per la pena residua da scontare ai domiciliari. Nello specifico, dal decreto viene introdotto «il divieto di portare in carcere le persone arrestate per reati di non particolare gravità, prima della loro presentazione dinanzi al giudice per la convalida dell’arresto e il giudizio direttissimo, per evitare le cosiddette ‘porte girevoli’ in carcere, ovvero le detenzioni pari o inferiori a 48 ore».

L’ATTACCO DI IDV – «Ancora una volta si assiste a una resa incondizionata dello Stato ai criminali e ai delinquenti». Lo ha dichiarato il leader Idv Antonio Di Pietro. «Siccome mancano i posti letto nelle carceri – incalza il deputato – allora si mettono in condizione le parti lese, i cittadini, di ritrovarsi aggrediti da quello che il giorno prima li aveva aggrediti. Serve un’edilizia carceraria migliore – conclude – non dei condoni ogni due anni con un atto di resa dello Stato ai delinquenti».

LA DIFESA DEL MINISTRO – «Io ho sentito dire da parte di Di Pietro che questo decreto è una resa dello Stato che mette fuori i delinquenti. Dall’altra parte, dalla Lega Nord è stato detto che è una legge “scarica barile”. Io posso ribadire che non è né l’uno né l’altro e lo dice il contenuto del decreto legge». Lo ha dichiarato il ministro Paola Severino alla fine della votazione in Aula. «Più correttamente – ha spiegato il ministro – si dovrebbe chiamare “salva carceri”, perché salva le carceri italiane dal degrado. I detenuti lasceranno il carcere solo se un magistrato avrà ritenuto che quel detenuto, che ha già scontato una parte di pena, sarà meritevole di scontare la parte residua di pena agli arresti domiciliari. Ci sarà un magistrato – continua Severino – che se riterrà che la pericolosità sociale del detenuto sarà attenuata, gli darà gli arresti domiciliari per il fine pena di 18 mesi mentre adesso è già consentito negli ultimi 12 mesi residui».

POLIZIA DI STATO CONTRARIA- «Il ministro Severino ha chiesto e ottenuto la fiducia sul decreto svuota carceri, un provvedimento che non risolve il sovraffollamento se non per un breve periodo, come la precedente legge varata con il Ministro Alfano». È il commento di Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’Associazione funzionari di polizia. «Non è necessaria la sibilla Cumana – aggiunge – per prevedere che la prossima legislatura dovrà occuparsi nuovamente della saturazione dei nostri istituti di pena». Lo svuota carceri, invece, «avrà effetti pericolosi sulla sicurezza reale degli italiani determinando, anche, un aumento della percezione dell’insicurezza senza dare alcuna risposta alla domanda di certezza della pena da parte dei cittadini», conclude Letizia.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. Sicuramente, questo Decreto non risolverà la questione carceri, ma è un passo nella direzione giusta per tentare di ricreare una certa tranquillità negli istituti di pena. Ritengo sbalorditivo che i Radicali si siano astenuti, essendo a loro dire paladini della Demodrazia e rispetto dei valori umani, ma i tempi cambiano e i Radicali seguono. Un altro passo che questo Governo dovrebbe fare è utilizzare lo strumento del bracciale elettronico, avrebbe un impatto economico immediato, ma successivamente sarebbe una risoluzione vantaggiosa per la vita in carceri ed i costi di gestione si abbasserebbero. Speriamo che il Ministro in futuro ci sorprenda con altre iniziative.

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