lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tribuna d’onore o tribuna politica?
Pubblicato il 15-02-2012


Gira voce che Claudio Lotito sia romanista e abbia acquistato la Lazio solo in seguito a forti pressioni istituzionali. Fosse vero, sarebbe l’ennesimo esempio di quel legame contorto tra politica e calcio che ha contraddistinto gli ultimi vent’anni della nostra storia. Scandalo o normalità?
Circola, più o meno dalla settimana scorsa, un curioso retroscena sull’acquisto della Lazio da parte di Claudio Lotito: si dice che, pur essendo un romanista sfegatato, abbia rilevato la società rivale in seguito a forti pressioni “istituzionali” e che conduca una battaglia personale col CONI per continuare ad offrire biglietti omaggio ai politici. Le rivelazioni, rilasciate a margine della presentazione di un libro dall’avvocato Baldissoni, hanno sollevato un bel vespaio. Al punto che ieri, Baldissoni ha sentito la necessità di rettificare: le sue parole sono state decontestualizzate e fraintese. Sgombriamo il campo dai dubbi: le leggende su un Lotito romanista circolano dalla notte dei tempi e il fatto che la Lazio sia particolarmente legata a certi ambienti della destra romana è un fatto abbastanza noto. Il punto è un altro: il calcio interessa fortemente alla politica.
In Italia, di storie simili, ce ne sono decine alcune vere altre un po’ fantasiose. Per restare a Roma, parliamo dei rapporti tra Ciarrapico e Andreotti o della fede laziale che portava Daniela Di Sotto, ex moglie di Fini, in curva tra gli ultras. A Firenze ricordano la tessera azzurra di Della Valle, tra i fondatori di Forza Italia. Oppure il presunto complotto per far fallire Vittorio Cecchi Gori, quando oltre ad essere presidente della Fiorentina era il più grosso competitor di Mediaset. A Napoli c’è un De Magistris che appena può si fa vedere allo stadio, seduto in bella mostra accanto al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Per non parlare della tribuna autorità dell’Olimpico, dove i politici hanno sempre un posto e sempre gratuito. Ma non bastava, così i politici sono passati dalla tribuna al campo da gioco, passando per “Quelli che il calcio” e fondando la Nazionale dei Deputati. E infine, ovviamente, non poteva mancare Berlusconi: da tycoon mediatico a Presidente del Consiglio, attraverso la proprietà del Milan.
Ma di cosa ci meravigliamo? In un paese dove l’impegno politico è “scendere in campo”. Dove sessanta milioni di commissari tecnici della nazionale sono pronti a diventare presidenti del consiglio. Dove i candidati alle elezioni, se non sono soubrette televisive, vengono scelti tra vecchie glorie del calcio. Dove il dibattito si svolge in televisione più che in Parlamento e da tempo ha mutuato toni e linguaggi dal “Processo del Lunedì”. Certo, magari con l’epoca Monti la tendenza cambierà. Ma, al momento, in questo paese – e scusatemi il gioco di parole – la miglior tribuna politica resta sempre la tribuna d’onore.

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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Commenti all'articolo
  1. Eh, purtroppo m’e8 tcoacto partire da Malpensa con Easyjet. 1 ora di ritardo all’andata e 1,5 al ritorno. Certo che c’e8 una bella differenza con l’aeoporto di amsterdam. Li tutto bello, funzionale, pulito, da noi invece sembra di tornare in un paese da terzo mondo (e8 siamo in Lombardia!) Quando arrivate a AMS, basta seguire le indicazioni train e poi scendere con le scale mobili al binario per Amsterdam. A proposito se state pif9 giorni in Olanda vi consiglio di fare una puntatina a Utrecht (45 minuti dall’aeroporto in treno).

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