lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Trionfo annunciato del repubblicano Romney in Nevada
Pubblicato il 06-02-2012


È stata una vittoria annunciata quella di Mitt Romney alle primarie repubblicane in Nevada (Usa): l’ex governatore del Massachusetts, 64 anni, sposato, 5 figli, ha ottenuto sabato scorso il 47,6% dei voti, oltre il doppio del suo più temibile rivale, l’ex presidente della Camera Newt Gingrich (22,6%). Stavolta il radicale e libertario Ron Paul, di solito fanalino di coda, è arrivato terzo con il 18,6%, mentre Rick Santorum, già vincitore delle primarie in Iowa per un pugno di voti, ha preso solo l’11,1%.

In Nevada, che ha 2,7 milioni di abitanti ma solo 470.000 votanti registrati alle primarie, il trionfo di  Romney, mormone, era ampiamente previsto perché è lo Stato americano con la maggior percentuale di fedeli di questa religione. Inoltre il ricco uomo d’affari aveva già vinto le primarie in Nevada nel 2008, quando correva contro John Mc Cain, poi sfidante di Barack Obama alla Casa Bianca. Ed è proprio contro Obama che è tornato a concentrarsi Romney nel discorso di celebrazione della vittoria.

“Le strategie politiche sbagliate di questo presidente – ha detto – non fanno che allungare i tempi della crisi. L’America ha bisogno di un capo di Stato che sia in grado di rimettere in sesto l’economia perché ne capisce i meccanismi: io so farlo e lo farò”. Romney, già alla guida della società di investimenti Bain Capital, ha poi minimizzato i recenti dati secondo i quali a gennaio sono stati creati 243.000 posti di lavoro e la disoccupazione è scesa all’8,3% dai massimi del 10%.

“È inutile – ha commentato – che il presidente ce la presenti come una notizia tanto importante. Ciò che conta è che da 36 mesi consecutivi il tasso di disoccupazione rimane superiore all’8%. E, se si sommano ai disoccupati anche i sottoccupati con lavori part-time, il tasso reale è al 15%”. Romney ha inoltre visitato in questi giorni i quartieri dove vivono le famiglie meno abbienti, probabilmente per farsi perdonare la gaffe di qualche settimana fa, quando inizialmente rifiutò di rivelare la propria dichiarazione dei redditi per poi dover ammettere di pagare soltanto il 15% di tasse, dichiarazioni che contribuirono a rendere meno agevole la sua corsa verso la Casa Bianca.

Nelle prime cinque primarie del Partito Repubblicano svoltesi dall’inizio di gennaio Romney ha raccolto 95 delegati, più del triplo del secondo piazzato, Gingrich, con 30 delegati, che comunque ha assicurato non abbandonerà la gara e ha accusato Romney di “falsità”. Finora l’ex governatore del Massachusetts è stato sconfitto di misura da Santorum in Iowa e con ampio margine da Gingrich in South Carolina, ma ha vinto in New Hampshire, Florida e, ora, in Nevada. Domani, martedì 7 febbraio, l’attende una nuova sfida in Colorado, Minnesota e Missouri ma le elezioni più importanti in termini numerici saranno quelle del 6 marzo, detto il Super-martedì, con le primarie in 12 stati, tra i quali il Texas.

Luciana Maci

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento