giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Una buona prova di equità
Pubblicato il 16-02-2012


L’Italia è un paese per la maggior parte cattolico. Se fino ad ora a pagare erano i cristiani, adesso a pagare sarà anche la Chiesa. Questa è una battaglia di equità che i socialisti conducono da sempre. Proprio nel periodo in cui ricorre l’anniversario dei patti lateranensi, il governo Monti annuncia di eliminare le agevolazioni fiscali e l’esenzione IMU per gli immobili commerciali di proprietà della Chiesa e di altri soggetti no profit. Questo segna una svolta e un bel passo in avanti.
Lo è per i soldi, tanti, che rientreranno nelle casse dello Stato, ma lo è soprattutto perché ristabilisce equità in un momento in cui si chiedono ai cittadini sacrifici e senso di responsabilità. E la Chiesa cattolica deve fare la sua parte, perché il paese è in recessione. Soprattutto, perché ha conservato e continua a conservare, in parte, altre agevolazioni e privilegi.
Non è una crociata anticlericale o un accanimento nei confronti della Chiesa, la nostra. E’ una campagna che i socialisti conducono in nome dell’equità e della giustizia, in un periodo storico in cui il paese ha bisogno che ognuno paghi la crisi economica.
Un provvedimento saggio, quello del governo Monti, che condividiamo. E che sgretola una delle tante anomalie che hanno impedito in questi anni all’Italia di essere un paese normale.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Dopo la scelta di non finanziare le Olimpiadi anche la decisione assunta nei confronti della chiesa cattolica affinchè anche essa paghi l’ IMU restano due provvedimenti giusti e necessari nel contesto in cui ci troviamo, tutto ciò va nella direzione di una politica del risparmio e di una politica che si accentui maggiormente sull’equità.

  2. Caro segretario, concordo sul merito. Del resto non ci sono voci ufficiali né dei comuni fedeli cattolici che si oppongano alla tassazione di attività commerciali gestite da strutture cattoliche. Lo stesso Bagnasco ha più volte detto che non ci sono ostacoli in questo senso. Sempre che questo non significhi voler tassare le attività non profit e quelle finalizzate esclusivamente a scopi caritativi o di culto. Che ne penserebbero i socialisti dell’ipotesi di veder tassato, per esempio, il tesseramento al partito? Sul fatto che i cascami della “questione romana” rendano l’Italia un Paese meno normale di altri o che quelli riconosciuti alla Chiesa siano privilegi, ciascuno ha le sue idee. E meraviglierebbe molti socialisti, almeno quelli non malati di anticlericalismo datato e infantile, scoprire quanto su questo aspetto le loro posizioni siano simili a quelle dei cattolici educati alla Dottrina sociale della Chiesa e al primato dell’uomo e del lavoro sul capitale e sui cosiddetti poteri forti. Cordialità.

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