giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Valsusa, leader no tav cade da traliccio
Pubblicato il 27-02-2012


Preoccupanti le condizioni di Luca Abba’, 37 anni, uno dei leader di spicco del movimento No Tav. Il manifestante, dopo essersi arrampicato su un traliccio dell’alta tensione, è precipitato al suolo da un’altezza di 15 metri. La caduta sarebbe stata causata da una scossa elettrica, che ha anche provocato all’uomo ustioni gravi su diverse parti del corpo. Abba’ è stato subito trasportato in elicottero al Centro Traumatologico di Torino, dove è attualmente ricoverato. 

LA PROTESTA – L’area di Chiomonte (Torino), dove sono iniziati i lavori per l’ampliamento del cantiere per il tunnel utile alla linea Torino-Lione, è stata raggiunta in serata da una decina di attivisti. I manifestanti, preoccupati dall’ordinanza del prefetto che ha disposto la procedura d’urgenza per gli espropri, hanno deciso di recarsi sul luogo al termini di una riunione del movimento. I No Tav da tempo ormai si oppongono alla realizzazione della linea ferroviaria, considerata dai militanti inutile per la popolazione locale, che non solo non ne trarrebbe alcun beneficio dal punto di vista della mobilità ma si ritroverebbe anche «gravemente penalizzata» dagli espropri, come dichiarano gli stessi militanti.

In mattinata, mentre la LTF (la società che realizza l’infrastruttura) sta installando le reti di recinzione a protezione della zona dei lavori, i manifestanti si sono arrampicati sui tralicci dell’alta tensione. La loro intenzione, come hanno successivamente dichiarato, era quella di compiere un «gesto estremo per bloccare gli espropri». Da poco è partita anche l’esortazione via internet: «Chi può, salga alla baita». Intanto i lavori proseguono: l’area è già stata delimitata e alcuni attivisti si sono barricati nella baita, rifiutandosi di uscire, mentre la Fiom ha chiesto la sospensione del cantiere. L’area per cui si sta realizzando la recinzione è, secondo la questura di Torino, “d’interesse strategico nazionale” in base alle indicazioni del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e comprende anche la baita della Clarea, il luogo ormai divenuto simbolo della protesta No Tav.

COMUNITA’ MONTANA A PREFETTO, SOSPENDETE I LAVORI – «Preso atto dell’incidente avvenuto questa mattina presso il cantiere della Maddalena e del clima di tensione che si sta creando in Valsusa, si chiede la sospensione delle operazioni in corso». La richiesta è stata formulata da Sandro Plano, presidente della Comunità montana Valsusa e Val Sangone. Plano, con una lettera inviata al prefetto di Torino, Alberto Di Pace, ha chiesto la sospensione dei lavori in corso nei pressi del cantiere della Maddalena.

Emanuele Ciogli

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