martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Walter Chiari, la solitudine degli uomini primi
Pubblicato il 28-02-2012


Walter Chiari, fino all’ultima risata. Questo il titolo della nuova produzione di mamma Rai, che ieri, con la seconda e ultima puntata dedicata alla biografia del celeberrimo showman, ha catalizzato davanti al televisore un pubblico nostalgico ma corposo: sono stati ben 6 milioni e mezzo di telespettatori (6 milioni 452 mila) con uno share del 22.66% gli italiani incollati davanti alle rete ammiraglia di viale Mazzini. Rai1 fa il pieno di ascolti e si conferma ancora una volta la rete leader del prime time. La miniserie diretta da Enzo Monteleone ci presenta un Walter Chiari interpretato molto credibilmente da Alessio Boni, che così descrive il proprio personaggio: «Walter era elegante, ironico ma anche una grande maschera tragica. Era un fuoriclasse di fronte al quale in certi momenti non mi sentivo all’altezza. Ma poi uomini così ti danno una carica incredibile, ti aiutano a scioglierti davanti al pubblico, e questo è esattamente ciò che è successo. Dopo un po’ mi sono sentito più libero e sicuro nel far rivivere il personaggio».

COCA E CARCERE – Un prodotto di qualità per una storia notevole, narrazione di una vita vissuta sempre al massimo, senza mai esitazioni, tra stravaganze e droga, generosità e follia. Proprio quella cocaina, che lo porterà a essere incarcerato il 22 maggio 1970 con l’accusa di spaccio e che lo farà finire in un giro perverso, senza ritorno. La fiction, infatti, si apre con Boni-Chiari in prigione, in quei terribili momenti che segnano l’inizio del suo declino. La storia, difatti, percorre in flashback tutta la carriera di Walter Chiari, dagli inizi in fabbrica passando per i primi spettacoli e il grande boom con mamma rai, fino ad arrivare all’inesorabile declino di un uomo rimasto solo, che morirà da solo guardando in tv le repliche dei propri successi.

SOLITUDINE FUORI DALLA TV – Una fiction dai toni pacati e lineari, dall’ambientazione  ricostruita con grande cura dei particolari, che non censura i lati oscuri di un uomo amato da tutti, ma che non riusciva a stare da solo. Un uomo instancabile che della follia ha fatto il suo modus vivendi: da Milano a Roma per vedere il figlio ritardando la messa in onda della trasmissione. Ritardi che lo resero “inaffidabile” al punto da far recedere molti contratti e in particolar modo con l’emergente tv commerciale, Telelombardia. Un successo di pubblico meritato, per un prodotto ben costruito, che facendo leva su un mito del passato ha fatto appassionare a questo controverso personaggio anche ragazzi, che forse non ne avevano sentito mai parlare.

Diletta Liberati

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Commenti all'articolo
  1. Ho visto la fiction su Walter Chiari. Complimenti! Complimenti alla Rai per aver rivalutato un artista demonizzato per anni per aver fatto uso di stupefacenti e ridotto all’emarginazione da una Rai controllata ancora da bigotti e moralisti. Brava la Rai per la scelta coraggiosa, bravo il regista e bravi gli attori: Boni nei panni di Chiari è veramente superbo. Veramente bello: senza eccessi mielosi, senza retorica, ha descritto la storia di un personaggio mettendo a nudo i suoi difetti e la sua generosità sconfinata. Veramente un bel lavoro! C’è di che essere orgogliosi. Giancarlo Colella.

  2. Pingback: Luca Barbareschi: Da parlamentare produco fiction per la Rai? Certo, mi è permesso dalla legge | Avanti

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