Il PSI al sud per rilanciare l’Italia e l’Europa

In un periodo caotico di riforme portate avanti a colpi di fiducia, nel Paese c’è una forza che potrebbe cambiare le carte in tavola. “Mezzogiorno, porta d’Europa”: questo il titolo del nuovo convegno nazionale organizzato dal Partito socialista italiano. La conferenza rappresenta l’ultima tappa di una serie di iniziative organizzate dal Psi sul territorio, l’ultima delle quali a Salerno. I lavori si terranno a Lecce sabato 31 marzo e domenica 1 aprile e vedranno la partecipazione di Donato Pellegrino, consigliere regionale socialista; Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Psi; Luigi Nicolais, presidente del Cnr; l’economista Gianfranco Viesti; Vito Gamberale, amministratore del fondo F2I; Gioacchino Albanese, amministratore Ilia; Antonio Foccillo, segretario confederale Uil. A seguire il governatore pugliese Nichi Vendola, Lello di Gioia, della segreteria nazionale Psi; Gianvito Mastroleo (Fondazione Di Vagno); Salvo Andò (Fondazione Mediterraneo); Gim Cassano (associazione LibLab); Pietro Larizza (Fondazione Iris-Uil) e Luigi Covatta, direttore di Mondoperaio. Seguiranno gli interventi di Michele Emiliano, sindaco di Bari; gli amministratori socialisti Rocco Vita, Gennaro Oliviero, Franco Pastore, Gennaro Chierchia e Gerardo Labellarte, il senatore socialista Carlo Vizzini; Bobo Craxi, Nino Oddo, Vincenzo Maraio, Luigi Iorio e Maria Rosaria Cuocolo. Domenica 1° aprile i lavori riprenderanno con i contributi di Nicola Martinelli, prorettore del Politecnico Bari; Antonio Uricchio, preside della facoltà di Giurisprudenza di Taranto e Maurizio Ballistreri, professore ordinario della facoltà di Economia dell’Università di Messina. A seguire gli interventi di Nicola Latorre, vice capogruppo dei senatori Pd e di Vito De Filippo, governatore lucano. Alle ore 11.30 le conclusioni del segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini.

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Le infaticabili Santanché

Noi, piccole Santanché, collezioniamo finte Kelly di Hermès, fatwe islamiche, e foulard di Gucci raccattati negli outlet della Bassa Padana. Con il metodo «piramide di Cheope» ci presentiamo turgide & scattanti anche dopo gli anta: un tocco qua un tocco là, e il gioco è fatto! I tacchi a spillo? Ma è boia chi li molla: sono le nostre protesi, quasi una filosofia di vita! Daniela, è il nostro unico modello di riferimento socio-politico-culturale. Stavamo bevendo spumante al Billionaire, ma abbiamo temuto che da un momento all’altro sarebbe arrivata la Naomi a spaccarci i telefoni in testa e a devastare la sala. Sarah Palin è la Dani americana, noi siamo le Marilyn Manson italiane. Continua a leggere

C’è chi tira la corda e chi la cinghia: Casini dà il buon esempio, gli altri chissà

In campagna elettorale tutto è concesso. Anche spogliarsi pubblicamente di quei privilegi – autoblu, uffici, personale – dei quali godono gli ex presidenti della Camera e che tanti mal di pancia continuano a sollevare nei milioni di cittadini che lottano con la cassa integrazione, con buste paga sempre più leggere o peggio con licenziamenti più o meno giustificati. Dare il buon esempio, si sa, non fa mai male se non a quanti non hanno il coraggio di fare lo stesso. Non diciamo di meglio. Così va la vita in campagna elettorale. C’è chi tira la corda e chi invece tira la cinghia. Chi spende e spande con i soldi del Mezzogiorno, quei fondi Fas per lo sviluppo che a tutto son serviti tranne che per dare una spinta al Meridione con una marcia in meno. E chi invece fa un gesto che, di questi tempi, è politicamente scorretto per davvero. Continua a leggere

Lagrimas y sangre

Inutile, inefficace, ingiusta. Le famigerate tre I, a volte ritornano e sui governi di destra lo fanno con un cinico effetto boomerang. Sotto lo slogan delle tre I, si riuniscono i partiti di sinistra, con ritrovato vigore il maggiore partito il PSOE ma soprattutto i sindacati spagnoli, che definiscono con le tre i e l’aggettivo brutal la “Reforma Laboral”, la riforma del lavoro varata dal governo conservatore guidato dal leader del Partido Popular Mariano Rajoy. Quarantasei feriti e 176 arresti, trasporto pubblico paralizzato, autobus, treni, aerei spagnoli fermi, le quattro compagnie aeree nazionali Iberia, Air Nostrum, Vueling e Air Europa, hanno cancellato nella giornata la maggioranza dei voli nazionali e rallentato il traffico internazionale ovviamente la paralisi non è stata totale, i sindacati dei trasporti hanno garantito i servizi minimi, il che significa che in tutta la giornata di Huelga General sono rimasti attivi un autobus su quattro, circa un terzo delle metropolitane e dei treni de cercanias locali, aeroporti semideserti quindi, così come spettrali sin dalle primissime ore della notte si sono presentate le fabbriche, quelle di automobili su tutte. Continua a leggere

Una metafora e cinque domande per Gianluca Buonanno

 

Diceva Neruda nel “Postino” di Radford che, anche se non lo sappiamo, tutti facciamo metafore nella vita. Io per esempio dico sempre che il calcio offre un’ottima rappresentazione del nostro paese. Anche l’onorevole Gianluca Buonanno, che lo sappia o meno, di recente s’è cimentato: in uno dei suoi ultimi interventi alla Camera, infatti, l’eliminazione del Napoli in Champions è diventata metafora di una città che non sa stare in Europa. Continua a leggere

Ci lascia Enrico Fiorini, una penna indipendente

Ci lascia un giornalista importante, una firma indipendente, ma soprattutto un uomo combattivo. E’ morto a Roma dopo lunga malattia, Enrico Fiorini. Un uomo, un collega che va ricordato per la sua attività professionale, che ha spaziato dalla carta stampata alla televisione fino al giornalismo on line, e per il sodalizio con Giancarlo Fusco e con molti esponenti della cultura e dell’arte di Roma e Milano. All’Avanti!online il ricordo commosso del figlio Edgardo. Continua a leggere

Napolitano dice basta ai giovani precari e il Paese risponde con segnali preoccupanti

 

«Le giovani generazioni, sulle quali grava già un debito pubblico che tende a diventare un fardello insopportabile, devono poter accedere al mercato del lavoro in modo che non siano penalizzate da ingiustificate precarietà o da forme inammissibili di sfruttamento». Il presidente della Repubblica non ci sta a fare lo spettatore impassibile di un dibattito politico che non va nella direzione sperata. Basta con il precariato, con la generazione mille euro anzi molto meno, con chi dice domani mollo tutto e vado all’estero e chi risponde potessi permettermelo ti seguirei. Stop alla politica autoreferenziale sempre e comunque, a quella che ci mette la faccia e poi cede ad accordi discutibili, a quella che invita ad abbassare i toni ma poi alza la testa sull’articolo 18 che tanto cambia o non cambia poco conta. Date le premesse per nulla incoraggianti non dovrebbe sorprendere che lo spread torni a salire, il ministro dello Sviluppo dica che non c’e’ sviluppo, il capo dello Stato tuoni contro lo sfruttamento dei giovani precari, la Cgil denunci la ‘controriforma del lavoro’ e annunci scioperi. Continua a leggere