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Opinioni e commenti
 

Alfano fa il prezioso e salta vertice di ‘abc’ con Monti.
Pubblicato il 07-03-2012


È ufficiale: Angelino Alfano, segretario del Pdl, non parteciperà al vertice di questa sera con il premier Monti, un vertice che lo stesso Monti ha poi deciso di annullare e rinviare a data da destinarsi. Con il primo ministro e il segretario del Pdl si sarebbero dovuti confrontare anche il leader del Pd Pierluigi Bersani e il leader dell’Udc Pierferdinando Casini. Al tg5, Alfano spiega la sua decisione: «Non ci andrò perché mi pare di capire che si voglia parlare di Rai e giustizia. Se lì mi devo incontrare per soddisfare sete di poltrone Rai o per far avvicinare Bersani con Vendola e Di Pietro sui temi della giustizia – dice il segretario Pdl – sarebbe solo un teatrino della politica a cui mi sottraggo». Per questa volta niente da fare ma ‘ABC’, l’acronimo entrato in uso nella cronaca politica per identificare Alfano, Bersani e Casini, i leader dei partiti principali che sostengono il governo, tornerà a riunirsi a Palazzo Chigi la prossima settimana come preventivato dallo stesso premier Monti che ha tenuto a precisare: «Per ragioni inerenti ai tre principali partiti e non al governo, il segretario Alfano ha ritenuto di dover annullare la sua partecipazione all’appuntamento convocato su mia iniziativa per questa sera».

RIUNIONE D’URGENZA – Alfano, subito dopo la dichiarazione, decide di convocare una riunione d’urgenza fra i capigruppo del Pdl. Dall’incontro riemerge un tuonante Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, con un messaggio piuttosto chiaro: «Noi abbiamo dato la fiducia al Governo Monti e continueremo a darla finché si occuperà di economia». Perché tutto questo putiferio? Cosa ha spinto Alfano a rinunciare al vertice di stasera? Di motivi concreti, a ben vedere, il segretario del Pdl ne aveva almeno tre.

DDL ANTICORRUZIONE – «L’atteggiamento di Alfano è incommentabile e anche irresponsabile». Lo scrive in una nota Andrea Orlando, responsabile del forum giustizia del Pd. «L’ordine del giorno dell’incontro con il presidente del Consiglio, Mario Monti – afferma Orlando – comprendeva come si sa molti temi, certamente compreso quello della giustizia. Se fosse confermato che il no di Alfano è dipeso dalla sola idea di dover parlare del provvedimento contro la corruzione, sarebbe davvero grave e confermerebbe che su questo tema il centrodestra ha i nervi a fior di pelle».

BEAUTY CONTEST – Ai giornalisti che gli chiedono se tra i motivi del forfait di Alfano c’è anche la questione, sollevata dal governo, dell’annullamento del ‘beauty contest’ sulle frequenze tv, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, risponde che «non c’entrano nulla, finiamola con queste cose», mentre il senatore Gaetano Quagliariello parla di «interpretazioni fantasiose».

IL CASO VESPA – Silvio Berlusconi doveva presentarsi negli studi di “Porta a Porta” questa mattina alle 10, per registrare la prossima puntata del talk-show condotto da Bruno Vespa. A sorpresa, però, il Cavaliere, dopo una nottata di telefonate “misteriose”, ha deciso di non intervenire. I più maligni, alcuni dei quali falchi del Pdl, hanno subito pensato che l’assenteismo del Cavaliere possa rappresentare più che altro una forma di protezionismo verso Angelino Alfano, attuale segretario del Pdl. Silvio, cioè, si sarebbe “immolato” per non compromettere la leadership di Angelino. Per Bruno Vespa, invece, Berlusconi sarebbe semplicemente rimasto schiacciato sotto il peso della par condicio: «Come è noto – osserva il presentatore – la legge impone l’equilibrio delle presenze tra rappresentanti di forze politiche di peso equivalente. Avevamo perciò invitato per oggi Berlusconi, e per il 21 marzo Pierluigi Bersani». La scusa non convince, Vespa sa bene chi è oggi il segretario del Pdl e infatti si giustifica preventivamente: «Berlusconi non aveva mai parlato in televisione dopo le sue dimissioni da palazzo Chigi del 12 novembre e certamente le spiegazioni, che solo lui potrebbe dare, sarebbero state interessanti». Neanche questo però è bastato a placare gli animi. Quale che siano le motivazioni che hanno innescato il nuovo dramma targato Pdl, c’è chi ne ha approfittato per andare a stuzzicare il partito proprio lì, dove la ferita ancora non si è rimarginata.

SCARAMUCCE – La polemica ha infatti generato in mattinata una serie di botta e risposta dal tono tutt’altro che velato. Ad aprire le danze è il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che getta l’amo e va a pesca. «Vespa si tolga dall’imbarazzo – dice Bersani su Twitter – inviti sia Berlusconi che Alfano. Il 21 dovrei essere ospite di Porta a Porta. Cedo il mio posto». Pronta la risposta del presentatore: «Apprezzo molto la generosità di Bersani – dice Vespa –  ma l’invitato speciale per il 21 marzo, giorno di inizio della primavera, resta lui e soltanto lui. Dopo tante prime serate trascorse su altre reti, il segretario del Pd onori della sua gradita presenza anche RaiUno». Il povero Angelino coglie l’occasione per rispondere anche lui al rovescio di Bersani: «Simpatico Pierluigi Bersani! – scrive il segretario Pdl su Twitter – Tanto simpatico che, piuttosto che andare a Porta a Porta, dovresti andare a Ballarò al posto di Crozza». Meno raffinato e più diretto, come al solito, Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: «Vedo che Pierluigi Bersani fa lo spiritoso – afferma un irato Capezzone – e non si capisce bene cos’abbia da divertirsi, vista la situazione sua e del suo partito. Quanto alla puntata del 21, resta da capire se Bersani sarà ancora segretario del Pd, o se il Pd, per quella data, avrà almeno risolto la questione delle primarie di Palermo».

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. La decisione del segretario Alfano non mi sorprende affato.
    Come può partecipare ud un incontro con il Presidente del Consiglio se si deve discutere della RAI e della giustizia?
    Questi due problemi se vengono modificati qualcuno rischia molto,
    la RAI perchè se finziona meglio assorbe più pubblicitàfa sottrendola a mediaset.
    E la giustizia? Lascio a chi legge la propria opinione.
    A proposito di chi non fa leggi ad personam, l’Onorevole Alfano è proprio un modello affidabile.

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