lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Alle prossime amministrative Pdl e Lega si apparentano con le liste civiche
Pubblicato il 27-03-2012


 

Dopo  la lista Forza Lecco, che ha aperto le danze, sono scese in pista anche Forza Verona, ma soprattutto Forza Veneto, quest’ultima al momento slegata dalla competizione elettorale delle prossime amministrative. In vista dell’appuntamento con le urne, insomma, il Pdl al Nord ha un bel da fare, non c’è che dire. Liste civiche come mezzo per ricompattare l’alleanza tra Popolo della libertà e Lega ormai ai titoli di coda? A guardare il caso Tosi non si direbbe. La sospensione decisa dal segretario Angelino Alfano per tutti gli esponenti veronesi del Pdl che, anziché il candidato di partito, hanno deciso di appoggiare il sindaco leghista uscente, infatti, tutto sembra tranne che un segnale di riconciliazione con il Carroccio. E che dire di Forza Veneto?

GASPARRI, ‘FORZA VENETO’ NON E’ UNA LISTA CIVICA – Non è che, per caso, le distanze tra ex An ed ex Fi stanno riaffiorando con tutto il loro peso? «Sono tesi semplicistiche, fuorvianti  e prive di ogni fondamento». Maurizio Gasparri, raggiunto al telefono dall’Avanti! Online, è stato tranchant. «Al congresso di Lecco è stato eletto un esponente di Forza Italia, a Verona è stato il sindaco Tosi a non volere un collegamento col Popolo della libertà. Quanto a Forza Veneto», ha spiegato il presidente dei senatori Pdl, «non è una lista». Gasparri, insomma, non vuol sentir parlare di insofferenza tra le due anime del partito: «Il destino del Pdl è quello di rimanere unito. Anche a me, per esempio,» ha sottolineato «sta antipatico Galan con certe sue affermazioni, ma le archivio come sciocchezze». Pure Guido Crosetto, uomo di punta del Pdl piemontese, taglia corto su questo punto: «La suddivisione tra ex An ed ex Fi non è corretta. Le dirò di più», ha detto all’Avanti! Online l’ex sottosegretario alla Difesa, «per certi versi Gasparri è più moderato di me che a volte seguo una linea davvero eretica. E, poi, sa quante divisioni sono frutto semplicemente di antipatie personali?».

GENTE DELLA LIBERTA’, L’ELETTORATO L’HA PRESO IN PAROLA – Sta di fatto che al Nord, complici le liste, si registra una certa effervescenza centrifuga nel Pdl, in barba all’inno nuovo di zecca presentato di recente dal Cavaliere, proprio per unire. «Gente della libertà»: è questo il titolo e, a quanto pare, i pidiellini lo stanno interpretando alla lettera, facendo un po’ di testa propria. Nulla di preoccupante, a sentire Crosetto: «I sommovimenti attraversano tutto il panorama partitico italiano e il Pdl non fa eccezione. E poi è normale che in fase congressuale i rapporti interni alle formazioni politiche sembrino più problematici». Secondo l’ex sottosegretario, tuttavia, «è vero che nel Popolo della libertà  c’è fermento. Un fermento che non è mai una cosa negativa se ricondotto all’interno del partito».

CROSETTO PROBABILE CANDIDATO SINDACO A CUNEO – Stupisce la linea morbida di Crosetto che, per sua stessa ammissione, considera «la disciplina un valore secondario». Sarà la sua ancora incerta corsa alle amministrative di Cuneo per la poltrona di primo cittadino? Può darsi. Per il momento non ha sciolto le riserve e non si è scoperto: «E’ una richiesta che mi è arrivata dal partito e io ho preso del tempo per riflettere». Una cosa, tuttavia, l’ha detta: «Dopo aver rifiutato la candidatura a sindaco di Torino, è difficile che accetti quella per Cuneo…». Comunque, sulle liste l’ex sottosegretario ha le idee chiare. Non le considera affatto fonte di mali: «Ci sono sempre state, dalle elezioni della Polverini a quelle di Formigoni e, per quanto mi riguarda, non ho pregiudizi sulla loro formazione se sono nell’ottica del partito». Insomma, l’esponente Pdl la pensa esattamente come il Cav che da tempo le caldeggia: «Berlusconi non è il terremoto, ma il sismografo», ha subito aggiunto, «in grado di intercettare prima degli altri gli umori della gente».

GASPARRI, OK ALLE LISTE CIVICHE – E Gasparri non si discosta da questa lettura: «Ok alle liste civiche quando sono valore aggiunto per una formazione politica e non il rifugio di chi ha in animo scissioni». Rimane la scomunica di Alfano contro i ribelli di Verona  che, insieme al movimento Forza Veneto, potrebbe essere  spia di un malessere crescente. Non per Crosetto e Gasparri. Entrambi condividono in pieno la linea seguita dal segretario. Anche la strategia per ricostituire al Nord l’alleanza col Carroccio li trova d’accordo. «Il rapporto con la Lega da queste parti», ha concluso l’esponente cuneese, «va al di là della politica nazionale. Diventa difficile, infatti, prescindere dai leghisti con cui condividiamo un elettorato che, se non si sovrappone, è complementare al nostro». Pure il senatore romano, infine, non bolla come soggezione alla Lega il comportamento seguito dal Pdl: «E’ il Carroccio che sbaglia e noi speriamo corregga tale errore. La nostra  non è sottomissione. Siamo solo più pazienti perché più saggi».

Paola Alagia

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Commenti all'articolo
  1. Toh, guarda come fare per riunirsi di nuovo, ovvero mischiare le carte e vendere “fumo”, ma sanno che parte degli italiano “ci vedono” e “ci sentono” bene????????????

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