martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Anonymus oscura Vatican.va per le vittime di Radio Vaticana
Pubblicato il 14-03-2012


Vaticano nel mirino degli hacker. Dopo i recenti attacchi alle piattaforme on line di Trenitalia ed Equitalia, anche la Santa Sede è finita nella lista nera dei cyber-pirati di Anonymous. A pochi giorni da un primo attacco che aveva creato diversi problemi al sito ufficiale, gli hacker mascherati rilanciano con malcelata ironia la loro sfida.
«Senza entrare nel merito dei messaggi che la vostra radio diffonde – scrivono nel loro post di rivendicazione – ci duole dovervi annunciare che i vostri sistemi sono meno sicuri di ciò che vi piacerebbe credere, poiché, mentre il clamore mediatico era rivolto verso l’oscuramento di vatican.va, ci siamo presi la libertà di attuare una piccola incursione nei vostri sistemi».

IL BERSAGLIO – Nello specifico, l’obiettivo dei pirati cibernetici è Radio Vaticana, emittente considerata “tossica”. Una sentenza della Corte d’appello di Roma, poi confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione, stabilisce infatti che Radio Vaticana supera i limiti di legge previsti per l’elettrosmog. La condanna della Corte, caduta però in prescrizione, obbligava il cda di Radio Vaticana all’indennizzo delle vittime per le radiazioni emesse a danno degli abitanti di Santa Maria di Galera. Attualmente l’emittente è sotto accusa anche all’interno di un altro processo, quello per il sospetto aumento delle leucemie nel comune di Cesano, vicino Roma. Anche in questo caso, si presume che a creare il danno siano state le “velenose” antenne di Radio Vaticana.

LA DENUNCIA DI ANONYMOUS – Gli hacker accusano l’emittente con forza sul loro blog: «Ormai è un fatto conclamato che usiate ripetitori con potenze di trasmissione largamente fuori dai limiti di legge, ed è altresì tristemente nota la correlazione fra l’esposizione a onde elettromagnetiche di elevata intensità e l’insorgere di gravi malattie neoplastiche quali la leucemia, il cancro e svariate altre terribili patologie». «Tanti cittadini – continua il comunicato di rivendicazione – hanno la sfortuna di risiedere in prossimità dei vostri ripetitori e hanno intentato cause legali, in seguito al declino delle loro condizioni di salute. Anonymous – incalzano gli hacker – non può tollerare che questi crimini continuino impuniti, e vi ricordiamo che siete “ospiti” sul suolo italiano. Ci piacerebbe vedere da parte vostra segni tangibili di interessamento su questo fronte – conclude la comunicazione sul blog – magari rivedendo la locazione e la potenza di alcuni vostri apparati di trasmissione». Ieri pomeriggio è stata ripristinata l’accessibilità al sito Vatican.va, che era stata sospesa dalla Santa Sede per ragioni di sicurezza in seguito all’attacco degli hacker. Chissà che la vendetta degli anonimi mascherati non dia risalto a una questione importante come quella dei danni provocati dalle radiazioni, un nemico invisibile che miete vittime reali.

Emanuele Ciogli

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