martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

APPLE CENSURA IL FILM SCANDALO DELLA “DIAZ”: VIETATO AGLI UNDER 17
Pubblicato il 23-03-2012


Nessuno prima ci ha voluto mettere i soldi se non la casa di produzione Fandango, nessuna tv finora si è fatta avanti per acquistare i diritti del film Diaz. Non pulire questo sangue di Daniele Vicari con i bravi Elio Germano e Claudio Santamaria. A rendere ancora più difficile la vita alla coraggiosa pellicola che ricostruisce quanto accadde nelle scuola genovese il 13 luglio 2001, fra forze dell’ordine e no global giunti nel capoluogo ligure per il G8, ci si è messa anche la Apple. La Grande Mela Verde dell’hi tech, il colosso figlio del compianto enfant prodige di Cupertino che ha speso una vita intera per la “tecnologia al servizio di tutti” ha cambiato idea, almeno in fatto di democrazia. La Apple infatti ha imposto il limite minimo dei diciassette anni di età per poter scaricare l’applicazione gratuita, disponibile in rete, della presentazione di Diaz. Viva la censura insomma. Il corposo pacchetto di promo, backstage, video e interviste potrà essere scaricato soltanto dagli studenti dall’ultimo anno di superiori in poi.

GENITORI PREMUROSI VS SMANETTONI DEL WEB – Saranno numerosi e inferociti i genitori e le associazioni in difesa di sprovveduti adolescenti lasciati da soli davanti al tentacolare web e poi ci saranno gli “smanettoni internettiani” che vorranno dir la loro contro qualsiasi forma di censura ancora più discutibile se applicata al medium icona della democratizzazione tecnologica. Un po’ dibattito culturale dell’ultim’ora e un po’ polemica, la notizia è una di quelle che solleverà vespai cyber-moralisti degni di uno special in prima serata.

BOICOTTAGGIO TV – Se sul web ha prevalso il limite d’età ai minori di 17 anni, per la proiezione nelle sale la questione dell’eventuale divieto è ancora aperta. Insomma non è ancora arrivata la decisione su eventuali limiti di età per il pubblico che deciderà di vedere il film arrivato quest’anno secondo al festival di Berlino nella sezione dedicata ai premi del pubblico e che ha già fatto molto discutere in questi mesi. Prima per le difficoltà del regista a trovare un produttore “illuminato” e adesso per la penuria di possibili tv disposte ad acquisirne i diritti. La Fandango, infatti, comincia a sospettare possibili forme di “boicottaggio” e sembra davvero che le difficoltà per il film, che alterna ricostruzione documentale e riproduzione cinematografica, sono tutt’altro che alle spalle.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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