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Opinioni e commenti
 

Bersani archivia la grande coalizione Pd-Pdl-Terzo Polo e rispolvera la foto di Vasto
Pubblicato il 08-03-2012


L’ipotesi di grande coalizione Pd-Pdl-Terzo Polo «non esiste e fare un sondaggio su questo è  cervellotico». Parole chiare e nette quelle del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, con le quali dice definitivamente addio alla grande coalizione paventata fino a pochi giorni fa. Che tirasse una brutta aria tra i due maggiori partiti di centrodestra e di centrosinistra non era difficile intuirlo a leggere bene tra le righe delle dichiarazioni che i maggiori esponenti di Pd e Pdl si sono scambiati in queste ultime ore. Poi la tensione è cresciuta e a carte scoperte la millantata intesa che avrebbe visto dare al governo una maggioranza ampia e stabile per il dopo Monti sembra sia saltata. Ad ufficializzarla è stata lo stesso segretario del Pd Bersani che ha ribadito il fatto che alla base ci sia una questione di sostanza e non di forma, insomma il dialogo salta sui contenuti e l’intesa su temi caldi come la democrazia, la giustizia e il sociale non c’è e difficilmente ci potrà essere. «Noi siamo miti ragionevoli e razionali – ha aggiunto Bersani – ma in tutti questi incontri che abbiamo, riservati o meno, con Alfano, Casini, ecc, sui temi sociali, la democrazia, la giustizia non siamo quasi mai d’accordo con la destra, non dico che sono loro nemico, ma anche loro non sono mai d’accordo con me, Alfano, la destra o la Lega, ed è naturale perché abbiamo in testa linee diverse».

FOTO DI VASTO – Se salta la grande alleanza Pd-Pdl-Terzo Polo si potrebbe ipotizzare che Bersani torni ad apprezzare l’ormai celebre foto di Vasto che immortalava l’idillio con Vendola e Di Pietro. Ma nulla è scontato in politica e tutto si traduce in strategie ben congegnate. A chi gli chiedeva di strappare quella foto, lui si è rifiutato. «Non la strappo ma chiedo a tutti quelli che hanno una radio o una tv di far sentire il sonoro di quello che ho detto a Vasto e non di far vedere solo questa foto». A Vasto «ho detto che non puo’ piu’ andare in onda il vecchio film del centrosinistra e che se stavolta ci sara’ un’alleanza di centrosinistra deve avere nuove regole per la governabilita’ e deve essere aperta ad un lavoro comune con le forze moderate e di centro.
Io -scandisce Bersani- sono fedelissimo a quel sonoro».

LEGGE ELETTORALE – «Con Alfano e la Lega non vado d’accordo. Con Casini spesso e volentieri ci troviamo d’accordo e se sulla legge elettorale c’e’ uno sforzo comune a cambiarla sono d’accordo e disposto ad un compromesso. Cosi’ com’e’ questa legge non la possiamo tenere». Pier Luigi Bersani ha invocato una riforma della legge elettorale che metta in equilibrio l’esigenza di governabilita’ con il diritto dei cittadini di scegliere i propri candidati. «Il punto principale e’ come conciliare una flessibilita’ per cui non si e’ costretti a fare maggioranze abborracciate ma nemmeno a non conoscere a camere aperte quale sia la maggioranza e quale il premier. Il paese ha bisogno di scegliere i propri rappresentanti e sapere qual e’ la proposta di una maggioranza di governo – ha concluso – questo equilibrio e’ un punto da risolvere». 

CANDIDATO PREMIER – Pier Luigi Bersani non si sbilancia sull’ipotesi che vi siano primarie per il candidato premier alle prossime elezioni. «Noi abbiamo ben oliate tutte le regole, ma non mettiamo il carro davanti ai buoi. Prima si fa lo spartito”, ha insistito, e qualche mese prima delle elezioni, «la coalizione decidera’ se faremo le primarie».
Bersani ha poi scherzato su un sondaggio per lui molto favorevole. «Se fossero sicuri che io avrei dieci punti in piu’ del Pd, mi candiderebbero tutti…. «Nel nostro statuto si dice che il segretario del Pd e’ il candidato alla premiership. A me non piacciono le decisioni prese con strumenti notarili. Se si ritiene che possa essere io, io sono disponibile ma non perche’ lo decidono in 4 o 5 persone ne’ per meccanismi statutari”, sottolinea il segretario del Pd. 

AMMORTIZZATORI SOCIALI E ART. 18 – Con un paio di miliardi, che si possono trovare, si va verso un nuovo sistema di ammortizzatori’. Cosi’ Pierluigi Bersani indica le risorse necessarie per la riforma degli ammortizzatori sociali. «Non saro’ io a mettere in crisi il governo Monti. Ho preso un impegno e lo mantengo. Ma se ci sara’ un ‘liberi tutti’ sara’ il governo Monti a mettersi in crisi con l’Italia».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. temi affascinanti, ma insufficienti. Gli italiani vogliono sapere che ne sarà del loro welfare, se e come si intenda suddividere la ricchezza del Paese, se ci sarà un limite all’ingordigia della cosiddetta dirigenza di ogni tipo e di ogni forma organizzativa dello stato nella sua veste pubblica e privata, se ci sarà un limite alle pensioni d’oro oltre le remunerazioni che vedono oscuri funzionari percepire più volte la remunerazione del più forte rappresentante istituzionale al mondo: Obama; se i soggetti sociali italiani sono tutti uguali di fronte alla legge, a partire dalla Chiesa, e se saranno chiamati tutti a pagare secondo il dettame costituzionale; se ci sarà, e come, lotta alla corruzione, alla delinquenza con colletto bianco o meno, alla evasione fiscale … e mi fermo per questione di spazio. Se non sarà così, meglio non chiedere il voto agli italiani. E via la metà del Parlamento, della remunerazione, via i vitalizi e privilegi vari, non le buffonate che si sentono in questi giorni.

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