mercoledì, 15 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Bevo nitroglicerina
Pubblicato il 19-03-2012


Dio solo sa quanti giovani bevono a rotta di collo ogni week end se non addirittura molti giorni della settimana. E Dio sa pure che tra questi balordi ci sono pure io! La ricerca dello ”sballo” è sempre dietro l’angolo. E’ divenuto oramai un must, un’esigenza quotidiana a cui veramente la maggior parte dei giovani non sa rinunciare. Da giovane anch’io ho fumato, ma ringraziando il cielo sono esperienze che mi son lasciato alle spalle, ed ora limito i miei vizi al semplice drinkare, diciamo anche molto spesso.

Ma da dove nasce questa voglia incondizionata di star fuori e di stordirsi? Da adolescente spesso e volentieri è per seguire la moda, per fare il figo, per non essere da meno ai compagnucci più ganzi. Ed allora le prime sigarette fumate di nascosto e controvoglia con quel sapore di affumicato nel naso che ti senti un barbecue. Poi magari gli spinelli: giornate intere al parco a farsi canne a go go per poi rimanere completamente storditi e cenare con mamma e papà e dargli la sensazione di aver avuto un figlio rimbambito. Crescendo i più arditi avranno poi avuto l’occasione di entrare a contatto con droghe più pesanti come pasticche, ecstasy, cocaina e così via, tutti ingredienti ”allucinanti” che portano la mente dei ragazzi e non solo sempre più lontano da quella che potremmo definire realtà.

E per l’appunto è la realtà quella che molti di noi cerchiamo di fuggire. Quando la sera branchi interi di giovanissimi e non solo decidono di occupare un bar per drinkare decine di shottini a tutti i gusti e sapori e svariati litri di birra non è di certo perché sono amatori di pregiati liquori o birre artigianali, ma semplicemente per sballarsi, e l’ipotesi di dare di stomaco o di dormire su di un marciapiede non li demorde affatto. Ricordo la mia prima sbronza verso i quindici anni dalla parti di piazza del Pantheon: il mio ”amico” barman, non l’ho più visto, ci fece bere una decina di cocktail chiamati nitroglicerina. Io e il mio compagnuccio abbiamo dormito fino a mezzogiorno incollati su di un marciapiede appena asfaltato proprio davanti a Montecitorio.

Sarà stato forse un segnale? E così capita a tantissimi ogni week end: bere bere bere fino a quando i problemi quotidiani rimangono solo un ricordo, ed il problema principale diventa ”dove ho parcheggiato il motorino?”. Alla lunga il problema diventa poi cronico: ”ora vado a parlare con quella fighetta laggiù! Facciamoci due vodkine così sono più sciolto!” Poi ancora c’è il chiodo schiaccia chiodo: ”ieri ho bevuto un sacco ed oggi mi sento uno straccio. Che faccio? Bè continuo a bere così mi riprendo”, è una tecnica da professionisti, ma vi assicuro è che  molto in voga. La ricerca dello sballo, l’alienazione dalla realtà, è insita nella razza umana sin da quando questa esiste, non bisogna stupirsi, ed ogni epoca storica ha avuto le sue raffinatissime tecniche per metterla in atto.

E’ più facile affrontare i problemi quotidiani da storditi piuttosto che con fredda lucidità. Come al solito bisogna sempre precisare che non per tutti è così, ed anche una piccola parte dei miei amici, veri pesi massimi dello sballo, trascorrono le serate a litri di Fanta. Io ho capito che il vizio è la cosa più facile del mondo, e perderne il controllo è ancora più facile, fino a quando bisogna fare i conti con la propria salute. I giovanissimi che si sfracellano di alcool a diciott’anni di certo non rischiano la vita quanto un alcolizzato cronico adulto, ma anche questi genere di vizi rischiano spesso di prendere il sopravvento e, come in molte cose nella vita, l’equilibrio è la via migliore. Saper bere con stile, con classe, magari anche spesso, ma mantendo la testa sulle spalle.

Non mischiare intrugli come piace tanto a ragazzini d’oggi. E’ bello sfuggire la realtà, “una vita vissuta da lucidi ventiquattro ore al giorno è una cosa spaventosa” diceva qualcuno. La sindrome da rockstar è stata per molto tempo il mio vizio, ora mi accontento di essere una popstar, ma sono sicuro che presto diventerò un semplice musicista di strada.

Paco Cianci

Scrittore - InterRail: italiani prove di fuga!

More Posts

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. La maggior parte di noi nasce rockstar, i più deboli ma simpatizzanti dei primi, popstar, pensando di riuscire a vincere le proprie insicurezze, turbe, pensieri, e altre parti costituenti della realtà! I furbi nascono musicisti di strada; perdono meno tempo appresso ad alternative inutili che ci riportano comunque tutti, prima o poi, sullo stesso piano, la realtà. C’é chi ha difficoltà e chi meno ad accettarlo..

Lascia un commento