venerdì, 14 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Bologna, imprenditore in crisi si dà fuoco: è la “Primavera Italiana”
Pubblicato il 28-03-2012


 

La disperazione porta a gesti avventati. Questo forse il sentimento che ha spinto stamane un uomo a darsi alle fiamme. E’ successo davanti all’Agenzia delle Entrate di Bologna: dentro una vettura parcheggiata un italiano di 58 anni, si è dato fuoco. L’uomo gravissimo ora è ricoverato al centro grandi ustionati di Parma e ha ustioni su tutto il corpo. Alla base del gesto estremo sarebbero stati problemi economici: prima di darsi fuoco, l’uomo aveva lasciato tre lettere, delle quali una indirizzata alla commissione tributaria. In una delle missive il riferimento esplicito a pendenze tributarie: l’uomo si sarebbe scusato e dicendo di avere pagato le tasse avrebbe annunciato l’intento di andarsene.

LA TESTIMONIANZA CHOC – «Ho sentito un gran boato, sembrava un incidente, un tubo saltato. Ma affacciandomi alla finestra ho visto l’auto in fiamme, una palla di fuoco. A 25-30 metri i vigili urbani erano accanto a una ‘cosa’ a terra. Un vigile cercava di spegnerla con il giaccone; sembrava un pezzo dell’auto… poi mi sono accorto che era un uomo».Così ha descritto la scena Moreno Masotti, che stamani affacciandosi dal suo ufficio è stato testimone del salvataggio dell’uomo da parte dei vigili. Le fiamme difatti sono divampate attorno in pochi minuti e la modalità del gesto è presto detta: l’uomo si è prima dato fuoco all’interno della vettura e, una volta uscito, uno straniero ha cercato di salvarlo. Contemporaneamente alcuni passanti hanno chiamatola la Polizia municipale. Gli agenti sono intervenuti immediatamente e non hanno proceduto al sequestro dell’auto che verrà sottoposta ai rilievi scientifici del caso.

IL DRAMMA DI UN IMPRENDITORE IN CRISI – L’uomo è un artigiano titolare di un’impresa edile individuale, in netta sofferenza per la crisi economica, come molti suoi colleghi del settore. Nello specifico si occupava di lavori di piccola manutenzione nelle case. «Una persona molto equilibrata», lo definisce Ermanno Merli, responsabile Cna di Ozzano Emilia, comune della Provincia di Bologna dove da molti anni il piccolo imprenditore originario del Casertano si era trasferito, legandosi all’associazione di categoria. «Qualche anno fa so che aveva avuto dei contenziosi legati al fatto che non aveva pagato alcuni tributi – prosegue il responsabile dell’associazione – e per quello che sappiamo nell’ultimo periodo aveva più difficoltà del solito». Problemi che comunque «coinvolgono tutto il settore da un anno e mezzo. Sono molte le imprese fallite nel nostro territorio. Molte anche le persone che erano venute qui a lavorare e sono dovute ritornare al sud».

PRIMAVERA ARABA E ITALIANA – Sicuramente darsi fuoco è la forma più estrema di protesta, un gesto da cui raramente si torna indietro e che ricorda quello che inaugurò la ‘primavera araba’. Vista l’impennata di suicidi di piccoli e medi imprenditori registrata soprattutto nel nord est, viene da chiedersi se tale esasperazione non sia davvero sintomo di una società forse stanca di dover pagare lo scotto della crisi. Uno scotto troppo alto.

Diletta Liberati

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