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Opinioni e commenti
 

Bossi istiga all’eversione: «Monti rischia la vita, perchè il Nord lo farà fuori»
Pubblicato il 06-03-2012


Non bastava il dito medio, i vaffa gridati a brutto muso, gli insulti alla bandiera e all’inno di Mameli. Bossi non si accontenta, come un animale perennemente affamato di quel calore che solo una piazza inferocita e per nulla democratica sa concedergli, alza il tiro e istiga all’eversione, alla violenza fisica attraverso parole pesantissime contro il premier Monti e la sua incolumità. Secondo lei Monti proseguirà anche dopo il 2013 sostenuto da Berlusconi? «Rischia la vita, perché il nord lo farà fuori». La risposta di Umberto Bossi ai giornalisti che lo attendevano ieri sera a Piacenza per un comizio ha provocato il putiferio. C’è chi chioserà che anche questo è il bello della politica, che quando in ballo ci sono il consenso e la rimonta in una campagna elettorale già bella che cominciata tutto è permesso. Ma – speriamo – ci saranno anche tanti che stigmatizzando parole che hanno il sapore amaro della politica della tensione, diranno basta. Non ci sto. Tanti che sosterranno: in un Paese “normale” un altro politico si sarebbe dimesso per molto meno.

BOSSI (LEGA NORD) – Pochi minuti e la notizia fa il giro del maggiori quotidiani on line e tv. A questo punto l’entourage leghista fa notare l’eco mediatico avuto dalla sortita del leader della Lega e lo invitano caldamente a correggere il tiro. Ma anche di fronte all’evidenza più schiacciante, Bossi preferisce la strada più semplice e nega tutto additando la colpa di quello che lui avrebbe inteso come un semplice fraintendimento tutta colpa di “quelle teste di legno” dei giornalisti: «Mi hanno travisato». Ha detto che non voleva dire che Monti rischia la vita: «Se devo fare una minaccia la faccio». E alla fine ha ribaltato tutto: «Ho minacciato di morte Monti? E’ Monti che minaccia di morte noi», ha chiosato.

M. E B. DUE DELINQUENTI. ABBASSO L’INNO – Poco prima, comunque, Bossi aveva scelto la metafora dei due delinquenti, già usata venerdì scorso in un comizio dall’ex ministro Roberto Calderoli, per commentare il buon momento nei rapporti tra Berlusconi e Monti: «Eh, uno ‘gratta’ e l’altro tiene il palo». E commentato l’accordo raggiunto in Commissione cultura sull’introduzione nelle scuole dell’Inno di Mameli: «Spero che i miei figli non lo cantino».

CANCELLIERI – Non si sono fatte attendere le reazioni del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, alle dichiarazioni di Umberto Bossi che ha avvertito «Monti rischia la vita» e «Il Nord lo farà fuori». Bossi ha poi corretto il tiro, dichiarando: «Certe cose io non le ho dette, ho parlato soltanto di rischio politico. Perché al Nord Monti non sarà molto amato, oltre a portarci via i soldi, ci porta qui i mafiosi». Il ministro Cancellieri ha così replicato alle parole del leader della Lega Nord: «Chi svolge funzioni pubbliche dovrebbe fare un uso saggio del linguaggio e non istigare a comportamenti eversivi. Certe parole irresponsabili generano inutili conflitti e rischiano di accendere gli animi in un momento in cui il Paese ha bisogno di trovare compattezza e unità per superare l`attuale, difficile, situazione». «Questi qui, quando sanno di perdere si inventano qualcosa», ha sostenuto il leader leghista. Ma ha sottolineato che «è chiaro che dietro ogni padano la rabbia sta montando. Prima ci porta via i soldi e poi ci riempie di mafiosi in soggiorno obbligato. Prima o dopo qualcuno si decide a impiccarli in pubblica piazza».

RICCARDI – «Desidero esprimere al presidente del Consiglio Mario Monti la mia solidarietà e la mia personale vicinanza per l’attacco di cui è stato oggetto ieri sera’. Lo ha detto il ministro perla Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi in riferimento alle parole pronunciate dal leader della Lega Nord Umberto Bossi. «La democrazia – ha aggiunto Riccardi – è fatta anche di confronti serrati, duri, fortemente dialettici, ma il livello dello scontro non può mai superare, neanche verbalmente, i confini della responsabilità in un momento molto delicato per via della crisi economica e il rischio che a parole di fuoco seguano azioni incendiarie è molto elevato. Per questo, rinnovando la solidarietà al presidente del Consiglio – uomo del Nord e da cui il Nord non ha nulla da temere – invito tutti ad abbassare i toni e a far prevalere un confronto pacato e responsabile. Il rinnovamento della politica passa anche attraverso il rinnovamento del linguaggio della politica. Troppe parole d’odio – ha concluso il ministro – sono state sparse in passato: occorre voltare pagina».

NENCINI (PSI) – «Nessuna sorpresa su Bossi. Noi l’avevamo detto. E scritto, con il nostro ‘Barbari’, vero ‘bestiario’ dell’eversione istituzionale della Lega. Più del nord che fa fuori Monti, il senatùr inizi a preoccuparsi delle inchieste che stanno facendo fuori il suo partito». È il commento di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, alle affermazioni di Umberto Bossi su Monti e le inchieste che coinvolgono il presidente del consiglio regionale lombardo, il leghista Davide Boni, indagato dalla Procura di Milano per corruzione.

CASINI (UDC), PER BOSSI PERIODO DI RIPOSO – «Dopo le minacce a Monti bisogna veramente consigliare a Bossi un piccolo periodo di riposo”. Lo scrive su twitter il leader Udc, Pier Ferdinando Casini. Casini ricorda che «fino a qualche mese fa Bossi con Berlusconi comandava l’Italia . Siamo sicuri che le cose vadano sempre peggio?. Avrei qualche dubbio».

FINI (FLI) – «Non parlo piu’ di queste questioni quando sono all’estero e ultimamente non ne parlo piu’ neppure quando sono in patria». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini da Washington, commentando le parole di Umberto Bossi di ieri sera. «Con il massimo rispetto nei confronti della persona di Bossi -ha proseguito- quando si e’ chiamati a commentare le sue parole non si e’ piu’ nell’ordine dell’analisi politica».

DI LELLO (PSI) – «Usque tandem abutere patientia nostra? Sono certo che con lo stesso puntiglio e la stessa solerzia con cui è stato fatto rimuovere il tricolore esposto dei Socialisti a Milano nei giorni scorsi forze dell’ordine e magistratura verificheranno  la legittimità di tali preoccupanti dichiarazioni». È il commento stizzito del Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Partito Socialista alle parole del leader della Lega Umberto Bossi.

SALVINI (LEGA NORD) – «Monti rischia la vita politica. In 25 annila Lega non e’ imputabile di alcun atto di violenza. Il momento e’ caldo e quello che noi rimproveriamo a Monti di non avere il consenso popolare e da abusivo sta portando avanti un massacro economico. Useremo anche parole forti, ma Monti non deve essere fatto santo subito». E’ questo il commento a Tgcom24 di Matteo Salvini (Lega Nord) alle parole pronunciate ieri da Umberto Bossi sul premier (‘Quello rischia la vita. Il Nord lo fara’ fuori’). Sui toni usati dal leader del Carroccio Salvini spiega che «le parole sono sintomo della sofferenza di una parte del Paese. Non e’ nostra preoccupazione salire o scendere nei sondaggi. Se ci sono imprenditori suicidi e famiglie che perdono la casa, Bossi ha parlato di un dramma economico. Poi si può vedere se siamo stati piu’ o meno educati, ma la sostanza non cambia. Possiamo essere attaccati su tutto – dice Salvini – ma non di lavorare per alimentare l’eversione. Chi potrebbe alimentare un brutto clima sono i provvedimenti economici del governo».

BOCCIA (PD), BOSSI INCAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE – «Le dichiarazioni incommentabili di Umberto Bossi sul Presidente Monti, non lasciano spazio alcuno a considerazioni di tipo politico. Il Signor Umberto Bossi è chiaramente incapace di intendere e di volere». Così Francesco Boccia, deputato del Pd, sulle dichiarazioni di Bossi su Monti. «Certo, fa impressione prendere atto che questo signore, confuso e farneticante, negli ultimi anni abbia tenuto in scacco un intero Paese passando per il leader di una coalizione che a questo punto non esiste più». «Ci auguriamo», ha concluso l’economista del Pd, «che dentrola Lega esista qualcuno sano di mente in grado di prendere le distanze da queste autentiche follie, segno di un evidente squilibrio psichico».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. In Italia ormai tutto è permesso.
    Si passa da una illegalità all’altra senza che nessuno batte coglio.
    Qualcuno ogni tanto s’indigna, ma alla fine tutto passa liscio come l’olio.
    La cosa ancora più grave che gli elettori stanchi, sfiduciati e distratti votano acora certi politici che palesemente imbrogliano i cittadini.
    Coloro che urlano, insultano e raccontano frottole dovrebbero essere penalizzati invece vengono premiati.
    Spero che le prossime elezioni politiche gli elettori una volta tanto capiscano che la politica non si deve fare insultando le controparti ma si deve farla con i fatti concreti.

  2. È il tempo che i mass-media comincino a risparmiarci le volgarità di Bossi. Ed è anche il tempo che gli elettori delle regioni del nord neghino a questo signore, evidentemente provato, quel consenso che, fino ad ora, ha utilizzato per esprimere volgarità ed e altre idiozie nel nome di chi lo ha eletto.
    Bossi, leader della lega nord, è quello che pur nella sua lingua incomprensibile, si è distinto per gli insulti al Presidente della Camera dei deputati, per i gesti volgari all’indirizzo della bandiera nazionale e dell’inno di Mameli.
    Un personaggio del genere non poteva che essere un ministro, addirittura il ministro delle riforme istituzionali, dello sgangherato governo Berlusconi, quello che durante i suoi tre anni di mandato ha tenuto impegnate le istituzioni per trattare delle sue vicende giudiziarie e delle sue patetiche avventurette

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