martedì, 24 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Caso Lamolinara: è morto in carcere il “cervello” del rapimento
Pubblicato il 15-03-2012


 

Sarebbe morto in carcere per le ferite riportate al momento del suo arresto il presunto “cervello” del rapimento dell’italiano Franco Lamolinara e del collega britannico Chris McManus, uccisi l’8 marzo durante un blitz per liberarli nella città nordoccidentale di Sokoto. Lo ha riferito la polizia segreta nigeriana, spiegando che il capo del gruppo criminale, Abu Mohammed, era stato catturato e ferito il 7 marzo a Zaria insieme con altri due sospetti (un quarto era riuscito a fuggire) il giorno prima dell’operazione congiunta anglo-nigeriana. L’uomo sarebbe poi deceduto “per le numerose ferite da arma da fuoco” all’indomani del blitz, 9 marzo, mentre era già in prigione.

GATTINARA AMMAZZATO PRIMA DEL BLITZ – La polizia segreta ha aggiunto che l’ingegnere di Gattinara sarebbe stato ammazzato dalla fazione separatista della setta islamista radicale “Boko Haram” prima, e non durante, la fallita operazione di salvataggio anglo-nigeriana. «Dagli interrogatori preliminari – è scritto nel documento diffuso dagli agenti – è emerso che gli uomini a guardia degli ostaggi avevano ricevuto istruzioni di ucciderli in caso di preannunciata minaccia». Sarebbe stata proprio l’operazione condotta a Zaria il 7 marzo a mettere in allarme i sequestratori, dato che almeno uno dei criminali era sfuggito alla cattura e probabilmente aveva riferito tutto ai complici. Con queste dichiarazioni, rilevano i commentatori, le autorità nigeriane sembrano auto-assolversi da qualsiasi responsabilità per la morte dei due occidentali, rapiti nel maggio 2011 mentre lavoravano per l’azienda di costruzioni italiana B Stabilini nella città di Birnin-Kebbi e segregati per mesi prima della loro esecuzione. 

IL MINISTRO DEGLI ESTERI BRITANNICO IN ITALIA – Intanto il ministro degli esteri britannico William Hague ha annunciato una visita in Italia il 22 marzo per incontrare il suo omologo italiano Giulio Terzi e per «altri incontri bilaterali». La visita, già preannunciata dallo stesso Terzi nei giorni scorsi, fa seguito all’incontro della scorsa settimana tra i due a Copenaghen a margine della riunione dei ministri degli esteri europei, durante la quale hanno parlato della decisione britannica di autorizzare il blitz in Nigeria.

LE CRITICHE – La vicenda, insieme al caso dei marò arrestati in India per l’uccisione di due pescatori, ha suscitato critiche sull’operato del nostro ministero degli Esteri. Oltre a specificare che «la tardiva comunicazione del blitz a Roma da parte di Londra non era intenzionale», Giulio Terzi si è recentemente difeso rivendicando che «l’attività della Farnesina e mia personale ha accompagnato e sostenuto l’azione condotta dal presidente del Consiglio per promuovere l’immagine dell’Italia credibile sulla scena internazionale».

Luciana Maci

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