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Opinioni e commenti
 

Caso Lusi, ormai è guerra: Rutelli querela l’Espresso
Pubblicato il 16-03-2012


Lo scandalo che vede protagonista Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali del partito, continua a lasciare una scia di cadaveri. Nella sparatoria che si è innescata con il leader dell’Api Francesco Rutelli, che Lusi aveva tirato in mezzo durante l’intervista rilasciata alla trasmissione Servizio Pubblico, è finito in mezzo anche l’Espresso. Il settimanale ha infatti pubblicato un’inchiesta nella quale vengono presentati dei presunti collegamenti finanziari fra i contanti sottratti da Lusi e il finanziamento dell’allora nascente Alleanza per l’Italia di Rutelli. E proprio il deputato leader di Api ha fatto oggi sapere, tramite una nota rilasciata dal suo ufficio stampa, che sporgerà querela nei confronti dell’Espresso, giudicando «inqualificabile l’accusa di finanziamento occulto ad Api». Rutelli verrà rappresentato dagli avvocati Titta Madia e Vincenzo Zeno Zencovich.

L’ATTACCO – Ad innescare la polemica di oggi è stata un frase pesantissima contenuta nell’articolo in questione. «Di certo Lusi – ha denunciato il settimanale – non ha mai dimenticato il conto corrente della fondazione che Rutelli ha creato e di cui è presidente, il Centro per il futuro sostenibile (Cfs). A questa fondazione Lusi ha girato centinaia di migliaia di euro della Margherita quando l’ex sindaco di Roma non solo era uscito dal Pd, ma aveva già fondato un altro partito, Alleanza per l’Italia (Api), antagonista al centrosinistra. All’Espresso risulta che il Cfs ha ricevuto da Lusi, dal novembre 2009 al luglio 2011, ben 866 mila euro». Accuse gravi che non hanno tardato a suscitare una reazione violenta da parte di Francesco Rutelli.

LA REAZIONE Al centro della tesi accusatoria dei due legali di Rutelli c’è la presunta faziosità della fonte che ha lasciato trapelare i contenuti dell’inchiesta. Fonte che, secondo l’Api, sarebbe lo stesso Lusi, che avrebbe tutto l’interesse a inquinare le prove all’alba del processo. «Le informazioni – si legge nella nota pubblicata dall’ufficio stampa – quelle vere e quelle false, sono state certamente fornite dall’ex tesoriere Lusi, come parte della sua azione di inquinamento del procedimento penale in corso contro di lui, già sanzionata dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Roma, che hanno definito i precedenti articoli “assai verosimilmente ispirati dallo stesso indagato”». Le circostanze contestate nell’articolo, secondo quanto rende noto lo staff di Rutelli, «non emergono dagli atti e dai documenti acquisiti al fascicolo processuale e, qualora veritiere, sarebbero probabilmente note al solo Lusi».

MAI UN CENTESIMO DALLA MARGHERITA – «L’Espresso – prosegue la nota – sapeva di rendersi strumento di una condotta di inquinamento e depistaggio dell’indagine e del tentativo vano di intimidazione delle persone offese». Quanto alla «esplicita accusa a Rutelli – ha sottolineato lo staff del leader Api- è assolutamente ridicola. Egli è stato per dieci anni il leader del Partito e tuttora è responsabile, in base allo Statuto, della rappresentanza politica e dell’attività dell’organizzazione. È stato Rutelli – prosegue l’ufficio stampa – colui che ha portato un incessante impegno anche per la trasparente acquisizione delle risorse della Margherita, attraverso le campagne elettorali e l’autofinanziamento. Rutelli – concludono – non ha avuto personalmente neppure un centesimo dalla Margherita: ha svolto il suo incarico a titolo assolutamente gratuito».

Raffaele d’Ettorre

 

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Commenti all'articolo
  1. L’enorme quantità di denaro che gira tra i partiti è una palese dimostrazione che i medesimi partiti stanno legalmente rubando ai cittadini una enorme quantità di denaro attraverso la perversa legge sul rimborso spese elettorali. E’ intollerabile! Monti dovrebbe requisire, altrettanto legalmente, tutti i patrimoni costituiti dai partiti attraverso il sistema dei rimborsi elettorali. Ciò per rispetto verso i cittadini e verso la tanta gente nella disperazione per difficoltà economiche.

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