giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ci lascia Enrico Fiorini, una penna indipendente
Pubblicato il 30-03-2012


Ci lascia un giornalista importante, una firma indipendente, ma soprattutto un uomo combattivo. E’ morto a Roma dopo lunga malattia, Enrico Fiorini. Un uomo, un collega che va ricordato per la sua attività professionale, che ha spaziato dalla carta stampata alla televisione fino al giornalismo on line, e per il sodalizio con Giancarlo Fusco e con molti esponenti della cultura e dell’arte di Roma e Milano. All’Avanti!online il ricordo commosso del figlio Edgardo.

La scomparsa di suo padre rappresenta una grave perdita per il giornalismo italiano, qual è stata la sua cifra distintiva?

Sicuramente un giornalista che pur trattando di politica fu sempre al di fuori della politica. Decisamente al di sopra delle parti.

Volendo ripercorrere in breve la carriera di suo padre, quali sono state le principali tappe?

Uno dei primi giornali dove inizio’ la sua carriera fu la Notte a Milano.Trasferitosi a Roma diresse con Nino Pecorelli, poi divenuto suo caro amico, Mondo D’Oggi. Dopodiché la sua attività fu poliedrica e scrisse in molti giornali, con collaborazioni anche in Rai.

Ci parli della collaborazione con Giancarlo Fusco, quale spirito animava i due?

Sicuramente uno spirito di amicizia fraterna. Lavoravano per lo stesso giornale e si consideravano due amici sinceri, conducendo insieme una vita sregolata fatta di molte avventure e di momenti di vita condivisi.

Suo padre è ricordato come giornalista, ma anche per il suo impegno tra gli allievi paracadutisti, ci racconti un aneddoto?

Un ricordo sicuramente triste: a Coltano fu catturato e imprigionato nel campo di concentramento. Nonostante la situazione avversa il suo amore per il giornalismo non si spense e cominciò a scrivere a matita su un foglio, un brevissimo quanto sentito pamphlet, che veniva appeso nella stanza e che i suoi compagni leggevano. Era l’unica attività intellettuale possibile. Dunque un amore per la scrittura al di là delle difficoltà, anzi accentuato dalle stesse avversità.

Un ricordo di Enrico Fiorini come padre?

Una persona che mi ha trasmesso la coerenza e la dignità. Soprattutto mi ha insegnato a non essere attaccato alle cose materiali. Insomma, era un vero antiborghese.

Diletta Liberati


 

 

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