domenica, 19 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Cialente (Pd), primarie ok con un solo candidato. A Genova hanno sbagliato
Pubblicato il 07-03-2012


Il 70% degli elettori del centrosinistra ha scelto lui alle ultime primarie del Pd all’Aquila, con 3.512 voti contro i 1.465 del suo antagonista, Vittorio Festuccia. Un plebiscito straordinario per Massimo Cialente, sindaco uscente che andrà alle prossime amministrative del 6 maggio con il sorriso e una certezza in più. Sentito in esclusiva dall’Avanti!online, Cialente fa il punto sulla validità del meccanismo delle primarie vista la disfatta dei democratici alle tappe di Napoli, Genova, Palermo. Ma anche sul futuro del Pd e sulle possibili alleanze con l’Udc di Casini.

Lei ha stravinto alle primarie dell’Aquila. Si attendeva un simile responso?

Diciamo che ci speravo. La risposta della gente è stata buona, anzi, ottima, e la partecipazione altissima: 5.000 persone, nonostante i disagi, hanno deciso di andare a votare. Personalmente ho vissuto queste primarie come una sorta di referendum, per misurare il peso di quello che avevo fatto fino ad oggi. Le mie scelte, a quanto pare, sono state più che premiate: c’è stato un plebiscito, ed è importante sottolinearlo, visto che ho impostato la mia campagna elettorale sui contenuti, più che sulle chiacchiere.

Cosa si aspetta dalle prossime amministrative?

Che non vinca il centrodestra. In primo luogo perché ha due candidati voluti da due esponenti politici regionali che non sono aquilani, non conoscono il territorio né tantomeno la gente. In secondo luogo, il centrodestra oggi non ha un’idea politica, non ha una linea di condotta precisa e farebbe più male che altro. Inoltre mi aspetto che il 6  maggio arrivi un voto utile. Perché ci serve, la città ne ha bisogno. Non possiamo permetterci di restare in attesa di un ballottaggio: il 6 maggio la città deve avere la sua giunta.

A Genova, Napoli e a Palermo il Pd ha perso alle primarie. Va rivisto il meccanismo oppure è solo un periodo “no” per il partito?

Il problema è questo. Bisogna vedere come si intende usare lo strumento delle primarie: se è quello di sottoporre un ventaglio di candidati, non è questione che il Pd vince o perde. Se il Pd presenta due candidati, o è in qualche modo spaccato al suo interno, mi sembra più che logico che ci sia una difficoltà da parte dei candidati stessi. La questione è che se a livello locale non si ricompongono le fratture, diventa obbligatorio fare un prepassaggio: fare le primarie interne al partito. Se il partito non riesce ad arrivare ad una sintesi, la parola allora deve andare agli iscritti.

Non ai vertici, come suggerito da Bersani?

No, non ha senso che decida Roma, la parola deve andare lì dove ci sono i vertici locali. Il gruppo locale deve arrivare ad una sintesi, ed è facilissimo: si fanno le primarie interne di tutti gli iscritti al Pd. Sono regole democratiche. O il Pd fa questo, ed è l’idea che io preferisco, o accetta di correre con due candidati.

Con risultati però non felicissimi, come è successo a Genova.

A Genova hanno sbagliato tutto, tant’è che il giorno dopo le primarie si sono dimessi sia il segretario provinciale che quello comunale. Se vuoi correre su una corsia con due cavalli, è facile che i due si azzoppino a vicenda. Se il partito decide invece di proporre un solo candidato, è anche attraversato da meno tensioni correntistiche.

Possiamo archiviare la foto di Vasto?

Questo ancora non lo so. È però un dato di fatto che oggi stanno succedendo alcune cose strane. Qui all’Aquila l’Idv, che ha governato con me fino a 10 giorni fa, si è dimessa dicendo di non voler correre con questo centrosinistra. L’Idv oggi sta cercando di ricavare il massimo dalla posizione che ha a livello nazionale. E’ un gioco strano, in questo modo si impedisce la costruzione di una valida alternativa.

Secondo lei il futuro del Pd è con Casini?

Prima di fare alleanze, e decidere con chi vai in gita, devi decidere innanzitutto dove andare. Il problema è contenutistico: in questo momento manca a mio avviso la serenità necessaria a parlare di soluzioni. Ognuno si sta invece preoccupando di marcare il proprio territorio. Il progetto non deve essere politico, lo scopo non è il programma: lo scopo è trovare già adesso le soluzioni ai problemi con i quali ci si confronterà alla fine del governo Monti. L’“ascensore” Monti ci sta portando al primo piano: sta a noi sapere a che piano si arriva, e da lì come fare per salire ancora e dove dirigersi poi. Quello che Bersani sa fare meglio è proprio questo: capire dove e come muoversi per trovare soluzioni. Bisogna che tutto il partito capisca che bisogna lasciar fare il segretario, senza inutili polemiche. Tanto questo governo è a tutti gli effetti un commissariamento, e noi dobbiamo prepararci da adesso per quando andranno via i commissari. Quella di Monti è una fase: anziché “giocare” a scegliere chi ci deve essere dopo, dobbiamo preparare soluzioni concrete per il Paese. Questo dobbiamo fare, e nient’altro. E dirlo da subito ai cittadini. Preparare le alleanze da adesso è sbagliato. Noi prima facevamo coalizioni con programmi di 250 pagine, coalizioni che si sapeva benissimo non avrebbero retto. Se io fossi il segretario del Pd mi concentrerei solo sulle soluzioni da offrire al Paese dal 2013, nel dopo-Monti. Si va avanti facendo proposte e presentando contenuti, non scannandosi sulle alleanze.

È vero che tutte le mattine va a prendere un caffè a Firenze su un aereo guidato da Ruggeri?

Di Ruggeri non mi fido, prendo l’elicottero personale. Dovevo fare il camionista, altro che il sindaco! A parte gli scherzi, mi ha colpito come il Formez abbia potuto pubblicare questi dati assurdi. Hanno detto che con l’auto istituzionale farei 250.000 km all’anno: credo che neanche gli aviatori facciano tanto, e da qui la battuta che poi ho fatto sull’aereo. Credo che ci sia stato un errore, perché 250.000 km non li facciamo neanche sommando tutti i mezzi comunali.

Lei quanto viaggia con l’auto di servizio?

Io forse ne faccio 25.000 all’anno, ma neanche. Uso l’auto blu solo per spostamenti di tipo istituzionale, prevalentemente per viaggiare a Roma. Per tutto il resto ho la mia vecchia panda, che di blu ha solo il colore e che è ancora eccezionale: durante l’ultima nevicata si è comportata benissimo!

Raffaele d’Ettorre

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento