lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Comprare all’asta i 17 volantini delle Br non ha prezzo. Anzi no: Dell’Utri paga 17mila euro
Pubblicato il 29-03-2012


17.000 euro per 17 volantini. Cifre folli visti i tempi che corrono se non fosse che quelli acquistati all’asta sono gli storici volantini delle brigate rosse e che ad aggiudicarsi, a colpi di rilanci, è stato un personaggio eccellente della politica italiana Marcello Dell’Utri. Bibliofilo e senatore del Pdl, Dell’Utri è soprattutto il presidente della biblioteca di via Senato a Milano. Il responsabile della biblioteca ha motivato l’acquisto dicendo che il lotto andrà ad arricchire «la più importante collezione di documenti sul Sessantotto. Tra i volantini brigadisti c’è anche il famoso ‘numero 6’  del 15 aprile 1978 in cui veniva annunciata la condanna a morte di Aldo Moro dopo la fine del ‘processo’ dei terroristi». Insomma testimonianze tangibili e ingiallite dalla polvere ma non dall’incuria di memorie troppo corte. Memoria lucida quella di Dell’Utri ma anche quella delle vittime del terrorismo e del sindacato di polizia Coisp che alla fine dell’asta hanno duramente protestato.

DOVEVANO ACQUISIRLI LE ISTITUZIONI – L’Associazione vittime del terrorismo aveva raccolto 4.000 euro per l’acquisto dei volantini. Tuttavia il lotto era già stato prenotato su Internet a una quota di 5.000 euro. Le numerose contrattazioni, tra persone fisicamente presenti in sala, ma anche collegate attraverso il telefono o internet, hanno portato invece a un rilancio fino a 17mila euro a partire da una base d’asta di 1.500 euro. «Hanno ucciso Moro per la seconda volta». Ha sbottato su tutte le furie Giovanni Berardi, figlio del maresciallo Rosario Berardi, ucciso dalle Brigate Rosse. «Dovevano acquisirli le istituzioni – ha gridato Berardi che teneva in vista l’edizione straordinaria della Gazzetta del Popolo con il titolo a nove colonne “Hanno rapito Moro scorta sterminata” – in questo modo calpestano la memoria di 500 morti e di oltre 5 mila feriti. I terroristi adesso sono in Parlamento, al Comune di Milano e al Comune di Torino. Questi documenti dovevano essere acquisiti dal ministero dei Beni Culturali o dell’Interno». Berardi ha quindi affermato: «Il nostro primo nemico e’ sempre stato lo Stato. Hanno fatto decine di leggi per i terroristi e qualche leggina per i familiari delle vittime che aspettano ancora la pensione». Alla domanda del perché accade tutto questo, Berardi ha spiegato: «i politici forse sono impegnati con le loro concussioni e sono dei vampiri, pensano ai loro interessi e comunque in Parlamento ci sono gli ex terroristi». A Berardi e’ quindi stato fatto notare che i volantini sono stati acquisiti da una biblioteca di livello nazionale di proprietà, tra l’altro, del senatore della Repubblica Marcello Dell’Utri: «Voglio vedere cosa Dell’Utri farà di questi volantini. In futuro potrebbe anche farne dei coriandoli. Contatterò il senatore Dell’Utri per chiedergli di fare una donazione a una Fondazione affinché i giovani possano avere una documentazione per conoscere meglio la storia di quegli anni».

PROTESTA ANCHE SINDACATO POLIZIA – Carmine Abagnale, rappresentante del sindacato di polizia Coisp nonché consigliere comunale del Pdl a Milano, dopo aver protestato rumorosamente fuori dalla casa d’aste per quanto messo all’incanto, ha anticipato che nei prossimi giorni cercherà di chiedere un incontro proprio con Dell’Utri per chiedergli di donare i 17 volantini all’Associazione vittime del terrorismo. La casa d’aste Bolaffi, prima di dare il via ai rilanci, ha fatto sapere che i proventi relativi alla sua intermediazione per la messa all’incanto del lotto saranno interamente devoluti a sostegno delle iniziative benefiche di Specchio dei tempi e il quotidiano La Stampa. il presidente, Alberto Bolaffi, aveva anche manifestato al presidente dell’Associazione vittime del terrorismo la sua disponibilità a contribuire all’acquisto dei volantini che però sono stati venduti a una cifra molto superiore alle disponibilità dell’associazione.

Lucio Filipponio

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