martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Dopo Strasburgo, adesso la Cassazione ha stabilito: pari diritti alle coppie gay
Pubblicato il 15-03-2012


La Cassazione ha deciso: le coppie gay hanno pari diritti. In Italia non può essere riconosciuto un matrimonio omosessuale regolarmente registrato in un Paese estero ma allo stesso tempo la coppia ha il diritto legale a ricevere un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata». La sentenza della Suprema Corte arriva dopo l’esame del caso di due uomini che, nel 2002, si sono sposati all’Aia, in Olanda, e hanno poi chiesto la trascrizione del certificato di nozze, come atto pubblico, al comune dove risiedono, quello di Latina. Al rifiuto dell’ente di riconoscere questo certificato, e quindi il matrimonio, la coppia ha fatto ricorso prima in Tribunale e poi alla Corte d’Appello di Roma. I due ricorsi sono stati respinti, e da lì è partita la nuova istanza per la Cassazione.

La sentenza della Cassazione arriva poco dopo limportante decisione presa al Parlamento Europeo in materia di diritti civili. Nei giorni scorsi, infatti, la radicale olandese Sophie In’t Veld, nel suo rapporto sulla parità uomo-donna, sottolineava l’urgenza di una regolamentazione delle unioni fra persone omosessuali in alcuni governi europei. Il Partito Popolare Europeo si è opposto, ribadendo la sovranità dei singoli Stati in materia, e ha apposto subito un emendamento al rapporto dei radicali. Emendamento che, votato in assemblea plenaria, è stato infine bocciato, con 322 voti favorevoli e 342 contrari. Anna Paola Concia, deputato del Pd che da sempre fa sue queste battaglie, in esclusiva all’Avanti!online ha dichiarato la propria soddisfazione per la decisione presa a Strasburgo, sottolineando come la battaglia adesso vada però combattuta anche sul suolo italiano.

Il Giornale di Sallusti questa mattina ha titolato così: “Hanno vinto i gay”.

Magari! Significherebbe che in Italia esiste la lobby gay. Purtroppo non è così. Se fossimo veramente così uniti come ci dipinge il Giornale, se fossimo una forza compatta, avremmo vinto le nostre battaglie da un bel pezzo.

Se “hanno vinto i gay”, come dice il Giornale, chi ha perso?

Bisognerebbe chiederlo a Sallusti e a quelli che la pensano come lui. Sicuramente hanno vinto la civiltà, la giustizia sociale e i diritti civili. La verità è che a Strasburgo tantissime persone hanno vinto oltre ai gay. Ha vinto, soprattutto, l’idea di una società migliore.

Da Strasburgo all’Italia il tragitto però è lungo.

Quello di Strasburgo sicuramente è un segnale importante. Attenzione, però: il Parlamento europeo non può andare più in là di ciò che è il suo mestiere, cioè dibattere gli argomenti fondamentali per l’Unione e adottare le direttive necessarie. Per questo è nato: per omologare la linea degli Stati dell’Unione europea su tutti i temi importanti.

Crede che Monti, finora europeista convinto, recepirebbe una direttiva del genere?

Dovrà farlo, prima o poi. L’Italia sarà costretta. Quasi tutti i Paesi europei si sono ormai adeguati al dato di fatto che le coppie gay esistono, fanno parte della società e vanno tutelate di conseguenza. Adesso tocca a noi. È una grande battaglia, che prima o poi, con l’aiuto dell’Europa, speriamo di vincere. Ed è una battaglia che coinvolge tutti i cittadini italiani, non solo gli omosessuali ma anche gli etero, perché da soli non la vinciamo. Adesso il centrosinistra deve avere il coraggio di combattere fino in fondo, senza alcun tentennamento. E quando dico “il centrosinistra” intendo tutte le forze che lo compongono: dal Pd al Psi, compresi Idv e Sel, fino a Rifondazione. Tutti devono premere.

Oggi in Italia le coppie gay vengono tutelate a sufficienza?

Zero.

Perché?

Perché noi siamo un Paese bloccato, economicamente e socialmente. Bloccato da un’incapacità, un’inerzia della politica, incapace di far crescere l’Italia sotto il profilo sociale ed economico. A noi manca questo nesso consequenziale: i paesi europei sono ricchi socialmente e nei diritti civili prima ancora che economicamente. Il secondo punto è la conseguenza del primo, non ci vuole tanto a capirlo.

Come si possono smuovere le acque qui da noi?

Un buon primo passo sarebbe approvare le unioni delle coppie omosessuali. Il matrimonio, le unioni civili…ci sono diverse soluzioni che andrebbero adottate, e invece oggi siamo paralizzati da un immobilismo imbarazzante.

È un problema esclusivamente politico?

È innanzitutto sociale e politico, ma è ormai innegabile la debolezza dello Stato italiano di fronte a quello Vaticano.

Come reagirebbe la Santa Sede di fronte a una legge che approvi le unioni gay in Italia?

Può reagire come vuole: gli Stati devono andare avanti, possibilmente ognuno per la sua strada.

Raffaele d’Ettorre

 

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Commenti all'articolo
  1. Sono d’accordo che in Italia venga riconosciuto un diritto sacrosanto degli omosessuali di potersi unire in matrimonio.
    Però non condivido alcune loro rivendicazioni che coinvolgono altre persone, ovvero adottare un bambino.
    Ogni persona deve avere il diritto e la libertà di unirsi in matrimonio con chi gli pare e piace, altro è far ricadere su un bambino le loro scelte.
    Da sempre la natura ha dato la possibilità di procreare con l’accoppiamento tra una femmina ed un maschio, sia nel mondo vegetale che animale, questa regola naturale non può essere adattata agli egoismi personali.

    • Vorrei invitarti a studiare meglio Biologia….La Natura ha adottato molteplici modi per consentire la prosecuzione della specie, tra questi ermafroditismo, cambio di sesso, duplicazione cellulare…ecc ecc.

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