martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Corna 2.0: Gleeden fa pubblicità all’infedeltà di coppia
Pubblicato il 12-03-2012


Gleeden, il primo sito di incontri extraconiugali in Italia, ha tappezzato Milano con la sua campagna pubblicitaria, basata su titoli trasgressivi come: “Essere fedeli a due uomini significa essere due volte più fedeli”. Più di trecento manifesti hanno celebrato i 50mila iscritti del capoluogo lombardo, un successo per il sito, presente nel nostro paese con risultati soddisfacenti: siamo i secondi per numero di utenti dopo la Francia.

Gleeden parla soprattutto alle donne, in maggioranza sposate o in coppia, che costituiscono il 37% degli iscritti, e a loro dedica una serie di “agevolazioni”: l’iscrizione, per le donne, è infatti gratuita, e solo loro hanno la possibilità di “recensire” gli uomini che incontrano, dando modo alle altre iscritte di farsi un’opinione in anticipo sui gentiluomini in questione. Ingresso omaggio per le donne, uomini in maggioranza numerica: sembra di stare in una discoteca il sabato sera, ma senza essere costretti a ore di musica assordante e ubriachezza molesta, e con in più la discrezione di un social network costruito sul concetto di infedeltà di coppia.

Gridiamo allo scandalo, alla morte della famiglia, alla fine della coppia monogama come metafora della relatività culturale dell’occidente? Anche no! Le “corna” 2.0 non sono che la trasposizione nel mondo dei social media di comportamenti già ampiamente diffusi, e il numero di cornificatori aumenterà, se deve aumentare, in ragione delle intenzioni personali, e non di certo per via dell’esistenza di un comodo strumento virtuale.

Più che la provocazione in sé, colpisce il fatto che ancora una volta la fine di una certezza venga comunicata come un miglioramento, un moltiplicarsi delle opportunità contro la noia di una scelta definitiva: se è monotona una posizione lavorativa a tempo indeterminato figuriamoci una relazione di coppia, e se essendo fedeli a due uomini si può essere fedeli due volte, è evidente che fare due lavori contemporaneamente vuol dire essere doppiamente impiegati, e quindi molto più fortunati di quei poveretti che di contratto ne hanno uno solo, noiosissimo e senza possibilità di uscita.

Maria Lo Bianco

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Commenti all'articolo
  1. L’eccesso di offerta e la pubblicità, crea la domanda. Vediamo almeno di non criticare i musulmani che hanno più mogli. Si invita e si stimola a fare le corna al coniuge o compagno/a creando un sito internet con il solo obiettivo di fare sodli. Siamo davvero caduti così in basso?

  2. Io credo che il sito si indirizzo solo ad un pubblico che esiste già. Vediamo di non scaricare la colpa dei nostri costumi su uno strumento quale è internet. Appunto uno strumento che ognuno usa a sua modo. Se il sito esiste e funziona potendosi permettere una pubblicità che tappezza le strade di milano, vuol dire che la richiesta è tanta. E allora perché no, perché non concedersi uno spazio fuori dal reale nel virtuale?

  3. Non sono d’accordo che sia la pubblicità che crea la domanda… troppo facile scaricare le nostre responsabilità sul mezzo! No, ammettiamolo il tradimento è sempre esistito e non è certo un sito che lo ha inventato. Il mezzo è solo al passo con i tempi, dove prima c’erano i bar, strade ecc… ora c’è internet. Ma è sempre stato cosi, allora forse vuol dire che questi del sito non hanno tutti i torti e che forse una parentesi virtuale o reale la cerchiamo tutti!

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