martedì, 21 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dai Bronzi al patrimonio dimenticato
Pubblicato il 05-03-2012


Venerdì scorso i giornalisti Stella e Rizzo dal Corriere della Sera hanno tuonato sullo stato dei Bronzi di Riace, ancora sdraiati nell’androne del Consiglio regionale calabrese, causa assenza del loro museo. Il giorno prima il governatore della Regione Giuseppe Scopelliti comunicava finalmente la prossima fine dei lavori del Museo Nazionale della Magna Grecia, grazie al reperimento dei fondi che il Cipe delibererà nei prossimi giorni. La scorsa settimana il Domenicale del Sole 24 Ore, lanciando un manifesto sulla cultura riceveva dai Ministri Ornaghi, Passera e Profumo ringraziamenti per lo stimolo e forti rassicurazioni sul patrimonio culturale italiano; risorsa da tutelare, preservare e valorizzare. Potrei continuare con riferimenti legislativi, etici ed di opportunità.

IN ITALIA 45 SITI RICONOSCIUTI DALL’UNESCO – Ma siamo già avvezzi a proclami e dichiarazioni d’intenti, per lo più rimasti tali nel tempo e nell’avvicendamento politico. Eppure l’Unesco ci ha riconosciuto ben 45 siti ufficiali sul territorio nazionale, quali degni di “adorazione”e non semplice tutela e valorizzazione. Siamo immeritati detentori di circa il 70-75% del patrimonio artistico mondiale. Uno studio di Banca Intesa e Università Bocconi (fonte il Sole 24 Ore) valuta il fatturato commerciale di tutti i luoghi d’arte italiani pari a quello di un solo grande museo americano. La cruda verità è che abbiamo tesori straordinari poco valorizzati o dimenticati.

Quindi che fare? Mi rivolgo al Governatore Scopelliti, indicando due precisi riferimenti che potranno interrompere l’inarrestabile processo di consunzione che interessa gran parte del patrimonio artistico italiano (Pompei, il Colosseo ecc.) e nello specifico quello calabrese, dove i favolosi Bronzi di Riace giacciono da troppo tempo supini. Per i soldi, invito a riprendere il primo decreto legislativo (Calderoli) o decreto sul federalismo demaniale, che disciplina, il trasferimento di parte del patrimonio immobiliare statale a Regioni, Province e Comuni. Questi, avranno l’onere e l’onore di mettere a reddito tale ricchezza, che apparterrà Loro nella gestione e non solo per ubicazione territoriale.

LE TASSE DI SCOPO – Difatti, con specifiche “Tasse di scopo”, le Amministrazioni potranno chiedere ai cittadini un contributo per i beni (siti) da valorizzare e quando genereranno reddito, lo stesso – come da decreto Calderoli – potrà essere ridistribuito ai cittadini quali nuovi azionisti del bene/sito. Poichè i Bronzi sono territorialmente dei reggini e di tutti i cittadini calabri, si chiederà loro, di divenirne, con contributo chiaro e trasparente, comproprietari per la “messa a reddito“.  Altro strumento potrebbe essere il DDL 1600 su “Disposizioni in materia di tutela, valorizzazione, recupero, e messa in reddito del patrimonio culturale Italiano” ideato e redatto da chi scrive, in collaborazione con il senatore del Pdl De Lillo.

Presentato al Senato nel 2009 ed alla Camera l’anno seguente, il disegno di legge ha lo scopo di promuovere una nuova accezione del turismo, quella culturale, con la creazione di un “Sistema Culturale Italiano”, in grado di portare a reddito l’intero patrimonio artistico. I siti censiti verranno proposti per “l’adozione” a soggetti italiani o stranieri (musei, società, cooperative, enti, Paesi) che potranno averne la gestione a tempo determinato. Tale operazione rivitalizzerà gli stessi siti, portando nuove entrate nelle casse dello Stato e del “soggetto-gestore”, avvierà la divulgazione della nostra cultura e creerà nuova e specializzata occupazione.

VALORIZZAZIONE CULTURALE – Non modificando l’attuale proprietà, finalmente i siti potranno essere soggetti alla necessaria manutenzione programmata. Valorizzare e gestire i nostri gioielli artistici è un dovere morale e civico. Avviando il processo di corresponsabilità e/o comproprietà delle bellezze regalateci dal passato potremo finalmente rispolverare il dimenticato orgoglio nazionale e riscoprire il sano attaccamento al proprio territorio, valorizzandolo per trarne economia e benessere.

Pio Daniele Mizzau

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento