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Opinioni e commenti
 

Violante e D’Alema condannati a morte dagli anarchici
Pubblicato il 15-03-2012


Gli anni ’70 e il terrorismo non sono poi così lontani. Anarchia, letteralmente sta per “mancanza di governo”. Pensiero comune? La necessità dell’annullamento dello Stato o comunque delle più incombenti forme di potere costituito. Nei fatti però questo può tradursi in preoccupanti forme di violenza finalizzate a destabilizzare lo Stato nelle sue fondamenta. Ieri mattina è stata recapitata una grave lettera di minacce nei confronti del presidente del Copasir, Massimo D’Alema, e dell’ex presidente della Camera, Luciano Violante. La missiva è siglata Fai (Federazione anarchica informale), ed è stata consegnata al Palazzo dell’Informazione del Gruppo AdnKronos, a Roma. La lettera contiene un’esplicita minaccia di morte nei confronti dei due onorevoli, una minaccia che arriva da una cellula romana della Fai ed è indirizzata a quelli che gli anarco-insurrezionalisti considerano i “veri responsabili del disagio sociale”. «Questa cellula – prosegue la lettera – li condanna a morte, dopo aver ascoltato il nostro popolo e per ricordare i nostri compagni detenuti in Indonesia e in Italia». La missiva è scritta a mano con una biro e in stampatello e, in bella mostra, riporta la famosa “A” cerchiata. A indagare sulla vicenda adesso è la Digos della questura di Roma.

 IL TESTO COMPLETO – Nella lettera si legge quanto segue: «Con questo ennesimo documento confermiamo la nostra attenzione sui veri responsabili del nostro disagio politico-sociale: Luciano Violante e Massimo D’Alema, con le loro dichiarazioni infamanti, i loro affari politico-massonici fatti di trame bipartisan con la destra autoritaria, nascoste da riunioni con le associazioni da loro presiedute. Tutto questo ha un limite. Non riusciranno a organizzare la loro politica di inciuci e affari. Questa cellula romana li condanna a morte, dopo aver ascoltato il nostro popolo e per ricordare i nostri compagni detenuti in Indonesia e in Italia».

I PRECEDENTI – La Fai è un movimento terroristico che riunisce al suo interno vari gruppi di stampo anarchico, e ha come finalità ultima la lotta armata nei confronti dello Stato e delle istituzioni. L’organizzazione si è distinta in passato per un attentato messo in atto ai danni di Romano Prodi, allora presidente della Commissione Europea. Un atto terroristico che gli anarchici avrebbero perpetrato «affinché i maiali sappiano che le manovre contro di loro sono appena all’inizio, per serrarsi contro di lui e altri come lui», come dichiarato in una lettera inviata a Repubblica. Negli anni successivi la Fai ha continuato la sua lotta terroristica con attentati di vario genere (l’ultimo dei quali alla sede di Equitalia a Roma), fortunatamente senza mai mietere vittime ma lasciando una scia di feriti più o meno gravi. La lettera di oggi segue le altre due missive inviate dalla Fai all’Adnkronos nei mesi precedenti e aventi come oggetto minacce sempre più pesanti nei confronti di D’Alema e Violante.

MANGANELLI, PERICOLO CONCRETO – Bisogna guardare «con particolare attenzione» all’area anarco-insurrezionalista. L’allarme è arrivato dal capo della Polizia Antonio Manganelli, intervenuto ad un convegno a Roma. In particolare Manganelli ha sottolineato che «l’area anarco-insurrezionalista è quella parte dell’area antagonista che rappresenta il vero pericolo, in un momento in cui l’area brigatista è sopita».

NENCINI (PSI), MASSIMA SOLIDARIETA’ – «Esprimo a nome mio e di tutti i socialisti, totale solidarietà a Massimo D’Alema e Luciano Violante per le vili minacce di morte di cui sono stati fatti oggetto». È il commento di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, all’episodio che ha coinvolto D’Alema e Luciano Violante. «Sono forme di intimidazione e violenza inaccettabili. Sono molto preoccupato per questi episodi sempre più frequenti e – conclude – auspico che le indagini facciano luce al più presto sulla faccenda per individuare le responsabilità di questi gravi atti».

BERSANI (PD), UNITI CONTRO IL TERRORISMO – Anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha espresso la sua solidarietà a Massimo D’Alema e Luciano Violante. «Siamo davanti a minacce inquietanti che non devono essere sottovalutate. È necessario che istituzioni e forze politiche siano uniti nella lotta al terrorismo e in una ferma vigilanza – ha detto Bersani- a difesa della vita democratica per isolare la cultura dell’illegalità e della violenza. Desidero esprimere, a nome mio e del Pd, tutta la solidarietà e la vicinanza possibile».

FINOCCHIARO (PD), LETTERA INQUIETANTE – «Voglio esprimere, anche a nome delle senatrici e dei senatori del Pd, grande solidarietà e vicinanza a Massimo D’Alema e Luciano Violante per le minacce di morte di cui sono stati fatti oggetto attraverso una lettera, sembra di provenienza anarchica, recapitata all’Adnkronos. Sono certa che gli inquirenti faranno luce sulla vicenda, considerato che il contenuto di questa missiva è davvero inquietante». Questo è il commento di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, che aggiunge: «Il Partito Democratico si stringe a Massimo e Luciano, che non si lasceranno intimidire e continueranno a dare il loro prezioso contributo alla vita politica del Paese».

FINI, GESTO GRAVE E VERGOGNOSO – «Nel condannare con rigore e fermezza tale grave e vergognoso gesto, esprimo la solidarietà mia personale e della Camera dei deputati, consapevole che questo episodio non inficerà in nessun modo il vostro impegno politico». È quanto ha scritto Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati, in un messaggio inviato ai due onorevoli minacciati oggi.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. Gli anarchici, sfruttano il popolo mangiando a sbafo, e disorientano i giovani.
    Il loro campo di azione è sempre lo stesso, tirare la pietra e nascondersi.
    Speriamo che gli organi preposti li prendono, soprattutto dopo questo messaggio “molto” inquietante.
    Solidarietà ai due uomini, che personalmente stimo molto.

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