lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Fuorilegge o criminale?
Pubblicato il 02-03-2012


Pubblicato da poco e disponibile in libreria o in versione digitale, “Il Teppista” (di Giorgio Specchia, edizioni Indiscreto) racconta la storia di Nino Ciccarelli. Una vita passata tra la periferia scura di Milano e la Nord di San Siro; tra la passione per il calcio e il vizio per la cocaina; tra i privè delle discoteche e le sbarre del carcere. È l’ennesimo romanzo criminale o la storia di una vita fuorilegge che merita di essere raccontata?

“Dodici foglie d’edera tatuate sul mio braccio sinistro, una per ogni anno davvero scontato. Se non fossi andato in curva forse sarebbero state di più… Sono partito da Quarto Oggiaro e arrivato non so dove, rischiando più volte di morire lungo il percorso. Non sono una vittima del sistema, non sono un eroe, non cerco approvazione ideologica. Però posso guardarmi allo specchio senza provare vergogna. Non è poco.”

Poche parole, quelle di Nino Ciccarelli, per riassumere il pensiero che c’è dietro questo libro. Commentare un libro come questo non è affatto facile. Perciò e per sgombrare il campo da inutili equivoci, lo dico subito: la violenza, quale sia la sua forma, il suo luogo d’espressione e le motivazioni di chi la pratica, merita sempre e comunque una condanna decisa.

Ma le galassie del tifo estremo esistono e vanno raccontate. Senza falsi pudori e senza alcuna retorica né contraria né tantomeno favorevoli. Il protagonista di questa storia, Nino Ciccarelli, è un personaggio controverso. Uno che ha passato 12 anni di galera e non se ne vergogna affatto, anzi li porta tatuati sul corpo. Se abbiano lasciato o meno il segno nell’animo non ci è dato saperlo e, in questa sede, nemmeno ci interessa. È un vanto reale, quello di aver taciuto e di non essersi, come lui stesso sostiene, mai venduto? Esiste un etica in questa violenza da stadio o da strada? Non è un tipo di giudizi che mi interessa e se foste alla ricerca di un’opinione “etica”, potete anche fermarvi qui.

Il romanzo, titolo a parte, non racconta le vicende di un teppista da stadio e nemmeno indugia con piacere sulla violenza delle curve; racconta la fratellanza, la solidarietà e le scelte di vita. Giuste o sbagliate, non importa. Ripeto, il giudizio etico lo lascio ad altri. Per quanto mi riguarda devo ancora comprendere se Nino Ciccarelli sia stato un comune criminale oppure un affascinante fuorilegge. Ma, dico la verità, se leggendo mi fossi fatto un’idea precisa sull’argomento forse sarei irritato. Se avessi letto tra le righe l’opinione dell’autore, non sarei qui a consigliarvelo. A mio parere, Nino Ciccarelli ha vissuto in bilico tra le due verità. Quella di una strada che troppo spesso e per troppe persone diventa deviazione. Quella di una curva che per molti va oltre la semplice passione e si trasforma in famiglia, in etica individuale e di gruppo.

Spesso abbiamo la tendenza ad etichettare con troppa semplicità quello che non conosciamo da vicino. Questo libro, pur nella sua profonda parzialità – l’autore è stato curvaiolo e consoce il protagonista – restituisce un punto di vista diverso, aiuta se non altro a comprendere un fenomeno di cui si sentiamo sempre parlare sui giornali o nei comunicati di questure e ministeri.

Non eccezionale nella forma, fuori dall’ordinario nei contenuti – solo due appunti da fare; all’autore: troppo romanzati alcuni passaggi; e al protagonista: fuori i nomi dei calciatori e degli sportivi corrotti – a me il libro è piaciuto e pure molto, ma lo sconsiglio vivamente a chi dalla lettura di un romanzo si aspetta qualche forma di soddisfazione estetica. La qualità della scrittura è, infatti, a stento sufficiente. Se invece vi interessano le vicende “umane” di un protagonista, se volete conoscere l’altro punto di vista su un problema, se non vi bastano gli stereotipi raccontati dai quotidiani e dalla televisione, se vi affascinano le deviazioni e i percorsi fuori dall’ordinario, vale la pena almeno di sfogliarlo.

Se vi interessa, lo trovate qui:  www.hoepli.it/libro/il-teppista

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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