lunedì, 18 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

“High Flying Birds”, Noel Gallagher torna a volare a Roma”.
Pubblicato il 12-03-2012


“Gli Oasis sono stati un gruppo rock britannico…”, così esordisce Wikipedia se provate a ricercare informazioni sulla band dei fratelli Gallagher. Io però non sono d’accordo, e soprattutto ora, alla vigilia del concerto da solista del big brother Noel a Roma (Pala Atlantico 13 marzo tutto esaurito), dimostrerò che il fenomeno Oasis è tutt’altro che passato, ma che anzi è ancora un magnifico progetto che ha riscritto la storia della musica britannica dai primi anni ’90 fino ad oggi.

La forza della formazione mancuniana è da sempre stata la spavalderia, il mettere nero su bianco, l’affermare prepotentemente che loro sono i migliori, che tutto il resto è schifo, e che ”chi se ne frega a noi interessa solo il Manchester City e il rock’n’roll”.

Tutto ebbe inizio alla periferia di Manchester alla fine degli anni ’80 quando i The Rain, i primi Oasis senza Noel per intenderci, iniziarono a strimpellare affascinati dal fenomeno Stone Roses e ovviamente dai mastodontici Beatles. Ad affiancare ben presto il giovane Liam arriva il fratello maggiore Noel che prende in mano le redini della band, la maggior parte delle canzoni degli Oasis sono infatti firmate da lui, e inizia così a sfornare numerosi singoli come ”Columbia” “Shakermaker” e “Live Forever” che porteranno nell’ agosto 1994 alla pubblicazione del loro primo album, ”Definitely Maybe”: 150.000 copie vendute nei soli primi tre giorni, record assoluto per il Regno Unito.

Da questo momento la strada sarà tutta in discesa: la graffiante voce di Liam, che non tutti ameranno, le accattivanti melodie di Noel, i costanti litigi tra i fratelli, l’abuso di droghe, la rivalità con i Blur e così via, faranno in modo che il fenomeno Oasis venga conosciuto in tutto il mondo influenzado ben più di una generazione.

Dopo “Definitely Maybe” è il momento “(What’s the Story) Morning Glory?”: il secondo album dei fratelli Gallagher vanta il terzo posto tra gli album venduti di tutti i tempi in Inghilterra ed oltre 25 milioni di copie vendute nel mondo grazie sopratutto a hit come ”Wonderwall”, ”Dont’ Look Back In Anger” e ”Champagne Supernova”, solo per citarne alcune. La band è ora all’apice, la sfida con i Blur è stata stravinta e il continuo gossip sugli eccessi e litigi tra i due fratelli fanno sì che gli Oasis, assieme a poche altre band come i Pulp, i Verve e già citati Blur, divengano i paladini del nuovo Brit Pop. La Gallagher mania è dilagante: quasi tutti i ragazzi portano ora capelli a caschetto come loro, scarpe e felpette dell’ Adidas. E’ “Working Class Hero Mania”, i giovani di periferia che riescono a sfondare: sono gli anni ’90, gli anni di Trainspotting, dei Chemichal Brothers e dei fratelli Gallagher.

Nell’agosto del 1997 esce ”Be Here Now”, terzo album in studio per la band mancuniana: lanciato dal singolo ”D’You Know What I Mean”, ”Be Here Now” è l’album più discusso del gruppo, con giudizi che vanno dal capolavoro fino al lavoro più pessimo. Sicuramente un album corale ed eclettico che consacra i fratelli come paladini del Brit Pop e sottolinea ancora di più la genialità compositiva di Noel: brani come ”All Around The World”, ”Stand By Me” o ”Don’t Go Away” si affermano nuovamente come ballad che in poco tempo conoscono tutti: semplici, orecchiabilissime, impossibili da dimenticare.

Dalla fine degli anni ’90 in poi si assiste ad un lieve calo di prestazioni della band: la voce di Liam non è più graffiante, aggressiva come agli esordi, la formazione subisce spesso modifiche e le composizioni di Noel non sempre sono vincenti come lo erano prima, hit da top parade. Ciò non toglie che anche fino allo scioglimento (28 agosto 2009) hanno continuato a riempire gli stadi di mezzo mondo, registrando il tutto esaurito e prolificando di nuove canzoni senza sosta. Tengo a ricordare che gli Oasis sono tra le poche band mai esistite a vantare una qualità dei b-side quasi superiore alle canzoni degli album stessi.

Durante il tour di ”Dig Out Your Soul” del 2009 gli Oasis si sciogleranno definitivamente. Noel abbandonerà il palco durante un’esibizione a Parigi: forse stanco dal lungo tour per presentare l’ultimo lavoro, anche a causa dell’ennesima lite col fratello, Noel lascia la band per sempre, e il pubblico di Parigi, già scalpitante sotto al palcoscenico, non assisterà mai a quell’esibizione.

Ora è il momento delle carriere soliste in attesa della fatidica reunion che tutti sanno prima o poi accadrà. Liam si è inventato i Beady Eye: rampante formazione nata dalle ceneri degli Oasis (insieme a lui gli ex Oasis Andy Bell, Gem Archer e Chris Sharrock). ”Different Gear, Still Speeding” è il primo lavoro ufficiale della nuova band: molto orecchiabile con forti acuti rock’n’roll/mods tipici della cultura anni 60/70 anglosassone. Tutto perfetto, se non fosse per il fatto che due elementi nati per compensarsi a vicenda non potranno mai del tutto vivere di esistenza propria; e così come ai Beady Eye mancano le ballate compositive di Noel Gallagher, ai “Noel Gallagher’s High Flying Birds” (questa la nuova formazione del fratello maggiore) manca l’aggressività della voce di Liam.

Ma questa è la legge del rock, o forse semplicemente quella delle casa discorgrafiche, fatto sta che martedì 13 Noel aizzerà nuovamente i suoi fan romani, e noi tutti sappiamo quanto il pubblico italiano sia stimato nel mondo della musica live per il suo calore (una volta Noel, ancora negli Oasis, al Palaeur di Roma, stupito per gli assordanti cori del pubblico disse “That’s like Manchester!”).

A differenza di Liam, che durante i live con i suoi Beady Eye non esegue alcuna canzone degli Oasis, Noel divide il concerto tra nuovi brani del suo lavoro da solista e canzoni degli Oasis:  si parte con ”It’s Good To Be Free”, e poi ancora ”Half The World Away”, “Talk Tonight”, le immancabili “Supersonic”, “Wonderwall” e “Dont Look Back In Anger”, per poi proseguire coi capolavori del suo nuovo album ”If I Had A Gun”, ”The Death Of You And Me”, “Everybody Is On The Run” e l’ultimo singolo “Dream On”.

Recentemente insignito con il ”Godlike Genius” agli Nme Awards, ”The Chief” incanterà il pubblico romano in un concerto di oltre un’ora dove sarà anche possibile riascoltare qualcosa dei defunti Oasis, nell’attesa che Liam torni alla destra di Noel e il miracolo si compia ancora.

Paco Cianci

Paco Cianci

Scrittore - InterRail: italiani prove di fuga!

More Posts

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. pienamente d’accordo….speriamo che tornino insieme anche perchè apparte la mediocrità dei loro lavori solisti anche i live lasciano un po a desiderare rispetto alla potenza degli oasis

Lascia un commento