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Opinioni e commenti
 

Ferito al volto Giampaolo Diana (Pd) dai forconi sardi dell’Alcoa in corteo a Roma
Pubblicato il 27-03-2012


Alta tensione a Roma nel corteo dei lavoratori dell’Alcoa di Portovesme che stanno presidiano la sede del ministero dello Sviluppo economico in occasione del vertice tra Governo, Regione, parti sociali e azienda per cercare di scongiurare la chiusura dello stabilimento sardo.
Quando la manifestazione e’ arrivata in piazza Barberini ci sono stati dei tafferugli con lanci di petardi, fumogeni e altri oggetti. Una sorta di bomboletta ha colpito il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Giampaolo Diana, in pieno volto: l’esponente politico e’ caduto a terra, stordito, a pochi passi dalla presidente dell’Assemblea sarda, Claudia Lombardo, che con lui sfilava al fianco degli operai e degli amministratori del territorio.

DIANA (PD) COLPITO AL VOLTO –  “Quando sono iniziati i tafferugli mi sono messo in mezzo per cercare di frenare la tensione – racconta Diana – In quel momento sono stato colpito al naso da un oggetto grande quanto due lattine. Il taglio non e’ profondo – spiega – ma mi sono preoccupato perche’ ho visto scendere il sangue fuoriuscito dai capillari superficiali. Non sono riuscito a vedere molto altro – aggiunge il capogruppo del Pd – so solo che si stava lanciando di tutto’. Diana e’ stato medicato al suo ingresso al Mise. Qualche ora fa lanci di oggetti, petardi e bombe carta contro il ministero dello Sviluppo economico. Scontri con le forze di polizia, tessere elettorali e una bandiera italiana incendiate, cariche dei manifestanti armati di bastoni. Momenti di tensione a Roma, sotto la sede del dicastero presieduto da Corrado Passera, dove e’ arrivato il corteo di circa 300 lavoratori dell’Alcoa di Portovesme che rischiano seriamente il loro posto di lavoro. La Polizia ha risposto con la ‘difesa’ dell’ingresso del palazzo ministeriale e i manifestanti sono tornati al pacifico sit-in che tenevano fino a poco prima, intonando cori e sfottò contro il governo Monti gettando a terra i caschi e gli elmetti, in attesa che termini la riunione sulla vertenza per decidere il futuro dello stabilimento dell’azienda statunitense.

LETTA, NON BASTA TURISMO CI VUOLE INDUSTRIA – «Il governo si e’ preso un’ora di tempo per fare delle proposte per un possibile accordo visto che ancora sussistono distanze tra le parti». E’ quanto riferisce Mario Ghini della Uilm a proposito del tavolo sulla vertenza Alcoa. L’incontro dovrebbe riprendere alle 14. Mentre su Twitter il vicesegretario del Pd Enrico Letta, commentando la protesta a Roma dei lavoratori Alcoa, ha scritto: «I lavoratori dell’Alcoa denunciano una situazione per l’economia della Sardegna insostenibile. Non basta il turismo. Ci vuole anche l’industria».

CAPPELLACCI NON CI STA – Il vertice sulla vertenza Alcoa in corso al Ministero dello sviluppo economico, coordinato dal ministro Corrado Passera e dal sottosegretario Claudio De Vincenti, si e’ aperto con l’introduzione del presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci che ha illustrato la posizione condivisa con i sindacati, i parlamentari e le istituzioni locali durante la riunione preparatoria svoltasi ieri mattina a Villa Devoto. «Abbiamo individuato – ha dichiarato Cappellacci – alcuni punti per noi essenziali. Il primo attiene alla scadenza che porterebbe al licenziamento dei dipendenti che avrebbe conseguenze devastanti sul territorio. Occorre eliminare tale scadenza per consentire una discussione della vertenza finalizzata a un esito positivo. Abbiamo valutato con positivita’ – ha aggiunto – l’esistenza di una serie di manifestazioni di interesse per lo stabilimento di Portovesme, ma queste devono essere assecondate da interventi sulle condizioni di contesto e in particolare su quelle attinenti alla questione energetica».


DUE SOLUZIONI POSSIBILI
– «Con riferimento al costo dell’energia – ha evidenziato il presidente della Regione- si deve ragionare su soluzioni strutturali che consentano di andare a soluzioni definitive per quel sito. Se e’ vero, come e’ vero, che e’ un sito strategico, occorre intervenire e assicurare il massimo livello di attenzione. Le possibilita’ – ha concluso – di intervento sono due: la prima e’ costituita dall’accordo bilaterale per la fornitura di energia, la seconda e’ rappresentata dalla proroga del regime dell’interrompibilita’, che costituirebbe di realizzare un arco temporale fondamentale per dare luogo agli interventi che il caso richiede. L’auspicio e’ che si possa creare questo arco temporale e esaminare gli strumenti».

GHINI (UILM) CHIEDE CONTINUITA’ – «Abbiamo chiesto al tavolo la continuita’ produttiva da parte di Alcoa degli impianti siderurgici fino al 31 dicembre come sottoscritto dall’azienda nell’intesa di Palazzo Chigi due anni fa». Così Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm, sintetizza la richiesta avanzata nell’incontro tuttora in corso al Mise tra la multinazionale americana, governo e sindacati. Il dirigente sindacale ha espresso soddisfazione per le dichiarazioni formulate dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera che ha riconfermato l’impegno del governo come ‘facilitatore’ nella vertenza Alcoa.

Emanuele Ciogli

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