mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

I Maoisti indiani, avete poche ore per salvare la vita dei due italiani
Pubblicato il 19-03-2012


Ancora poche ore. Poi scadrà l’ultimatum dal quale dipende la vita dei due italiani Paolo Bosusco, guida di trekking, e Claudio Colangelo, turista, rapiti due giorni fa dai ribelli maoisti fa nella zona di Surada, nello Stato nord-orientale indiano di Orissa. Rilasciare i prigionieri politici e bloccare un’operazione governativa anti-guerriglia: richieste impegnative quelle dei rapitori ma ben altro “peso specifico” ha la vita dei due connazionali e allora l’intervento italiano è stato pronto e deciso. Ma la tensione rimane alta e qualsiasi passo falso, in questi momenti, può essere fatale. La vicenda dei marò poi non preannuncia rapporti internazionali dei più distesi.

LA TRATTATIVA – “Siamo preoccupati per il sequestro, ma fiduciosi per il rilascio”, ha comunicato oggi il console generale italiano a Calcutta, Joel Melchiori. ”Sono in contatto con il ministro degli Esteri Giulio Terzi che sta seguendo la situazione, attraverso le strutture del ministero, in contatto con l’India in tempo reale, minuto per minuto, e mi tiene informato”, ha rassicurato in serata il premier Mario Monti. La conferma del rapimento, nella zona di Kandhamal, è arrivata in mattinata dalla Farnesina che ha subito stabilito contatti con le autorità indiane per cercare una soluzione immediata e pacifica della spinosa vicenda.

IL MESSAGGIO DEI MAOISTI – In un messaggio-audio inviato all’emittente televisiva indiana Ndtv, il capo dei maoisti naxaliti in Orissa, Shabyasachi Panda, ha dichiarato: «Abbiamo arrestato due turisti italiani che come centinaia di turisti stranieri trattano la gente locale come scimmie e oggetti ridicoli. Questo è contro l’umanità e vogliamo che la popolazione si sollevi». Nell’audio sarebbero state presentate richieste al governo attraverso un documento in 13 punti, sarebbe stato chiesto un riscatto e fissato un ultimatum per questa sera. Intanto il capo del governo dell’Orissa, Naveen Patnaik, ha condannato l’accaduto, si è detto pronto a trattare  e ha lanciato un appello ai rapitori affinché rilascino i due italiani “per ragioni umanitarie”.

I DUE ITALIANI RAPITI – Paolo Bosusco, 54 anni, originario di Condove (Torino) è titolare di un’agenzia viaggi, l’Orissa Adventurous Trekking, nella città di Puri, da cui organizza trekking nel rispetto della vita quotidiana delle tribù locali. Claudio Colangelo, 61 anni, medico residente a Rocca di Papa (provincia di Roma) era con Bosusco per un trekking di cinque giorni. Colangelo è impegnato in progetti internazionali legati a situazioni di povertà. Con loro, secondo i media indiani, sarebbero stati rapiti anche due abitanti locali, per poi essere rilasciati. È la prima volta che i maoisti dell’Orissa sequestrano stranieri, mentre solitamente sono protagonisti di scontri a fuoco con la polizia, attentati, estorsioni e rapimenti di residenti. Secondo alcuni commentatori, questa azione quanto meno inedita potrebbe essere il risultato di un dissidio interno al gruppo guerrigliero. Per altri, invece, la vicenda potrebbe inserirsi in una controversia che oppone il governo locale ai tour operator, i quali negli ultimi tempi stanno tentando di organizzare pacchetti turistici per visitare le tribù più remote di queste aree.

I NAXALITI – In Orissa, Stato di 37 milioni di abitanti considerato uno dei poveri dell’India con il 47% della popolazione che vive sotto la soglia minima di povertà, i guerriglieri seguaci degli insegnamenti di Mao sono attivi da una cinquantina di anni. Noti come ‘naxaliti’ dall’insurrezione del 1967 a Naxalbari, nel Bengala Occidentale, i ribelli lottano in maniera illegale contro le legittime richieste della popolazione locale, lasciata senza istruzione, collegamenti e strutture ospedaliere. Oltre all’Orissa il movimento maoista, che al suo interno è complesso e sfaccettato, è diffuso in altri Stati orientali: Jharkand, Bengala occidentale, Bihar, Chhattisgarh, Andhra Pradesh, Uttar Pradesh e Karnataka. Si stima che diverse migliaia di persone siano morte finora a causa della guerriglia. Tuttavia in loro favore si sono levate voci di intellettuali come la scrittrice pacifista Arundhati Roy, che in passato si è detta pronta a mediare in un eventuale negoziato di pace coi ribelli.

DOPO I MARÓ – Il sequestro dei due italiani non fa che rendere più complicati i rapporti tra Italia e India, coinvolte in una disputa diplomatica dal giorno dell’arresto, circa un mese fa, dei due marò italiani nel porto meridionale di Kochi, accusati di aver ucciso due pescatori indiani e attualmente in prigione in India.

Luciana Maci

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