mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

I tuoi amici sono il tuo capitale: il business di successo si fa col crowdfunding
Pubblicato il 02-03-2012


Il web è sempre più il regno del Crowd che in inglese significa ‘moltitudine’ e lascia spazio ad una carrellata di possibilità veramente infinite. Già da tempo si è cominciato a parlare di crowdsourcing e poi di crowdfunding. Due modi per esternalizzare porzioni di lavoro oppure parti di costi di progetti da realizzare. Il crowdfunding in particolare sta prendendo piede nel nostro Paese come modalità con cui finanziare parti di progetti editoriali, di produzioni artistiche o di progetti scientifici. Un modello in cui le risorse finanziarie arrivano dal basso invece che da investitori istituzionali che è sempre più difficile trovare specialmente in tempi di crisi.

POTERE ALLA GENTE – Sarà anche solo per avere il proprio istante di celebrità, ma a tutti piacerebbe vedere il proprio nome scorrere nei titoli di coda di un film o apparire nei credits di qualche disco da classifica. Adesso c’e la possibilità di farlo e potrebbe costarvi solo 10 euro o poco più. Dall’altra parte il beneficiario della somma potrà realizzare qualcosa che altrimenti sarebbe costretto a tenere in un cassetto. Un meccanismo che alcune piattaforme consentono di utilizzare anche per finanziarie inchieste giornalistiche in nome delle libertà di informazione e di quel nuovo paradigma del giornalismo partecipativo che il web indubbiamente ha l’onore di avere contribuito a creare.

PRODUTTORI DEL WEB – Democratico fin da principio. Potremmo definire proprio in questa maniera il meccanismo che sta alla base del crowdfunding. E’ la gente stessa a decidere se finanziare o no un certo tipo di progetto. Che sia un libro, un prodotto discografico o un importante progetto di ricerca scientifica non importa. Il meccanismo e’ esattamente lo stesso. Gli utenti della rete possono decidere di comprare una piccola parte di esso. E nel caso venga realizzato se ne potrà avere in contropartita la possibilità di essere citati come produttori dello stesso e nel caso di prodotti editoriali ne potranno ricevere anche copia. Un meccanismo che sta prendendo piede anche in Italia. I più arditi nella ricerca dei fondi arrivano anche a promettere concerti personalizzati a domicilio in cambio della produzione di un cd musicale.

IL MECCANISMO – Non sono poche le piattaforme di crowdfunding che parlano italiano. Le regole per potervi accedere sono semplici. Una volta registrati si può inserire il progetto per cui si stanno cercando finanziatori. La raccolta delle quote avviene in un periodo di tempo definito. Alla scadenza se tutto il capitale e’ stato raccolto il progetto viene realizzato mettendo in evidenza in varie forme i vari sottoscrittori. Altrimenti ognuno rientra in possesso delle proprie quote che potranno andare a beneficio di altri progetti. Il resto lo fanno i social network per chi sa utilizzarli per crearsi un commitment favorevole ai propri progetti. Alcuni siti italiani che offrono agli utenti la possibilità di farsi finanziare in questa maniera sono Shinynote, Boomstarter, Eppela, Kapipal e Produzioni dal Baso.

L’IDEATORE E IL VADEMECUM – E’ tutto italiano invece il DNA di questo sistema di raccolta fondi dal basso. Il meccanismo e’ frutto della creatività di Alberto Falossi, un giovane informatico professore dell’Università di Pisa che ha sintetizzato tutti i vantaggi dei sistemi come Kapipal di cui e’ inventore in un manifesto ormai celebre nel mondo del crowdfunding: 1) i tuoi amici sono il tuo capitale; 2) i tuoi amici permettono ai tuoi sogni di diventare realtà; 3) il tuo capitale dipende dal numero di amici che hai; 4) il tuo capitale dipende dalla fiducia; 5) il tuo capitale cresce con il passaparola. Un sistema che ha già prodotto numeri molto interessanti. Solo con Kapipal si possono contare 8.000 progetti finanziati e 250.000 euro raccolti.

NO PROFIT – Tra le piattaforme esistenti ce ne sono anche alcune di carattere no profit dedicate al finanziamento di progetti umanitari, come Kiwa. Attraverso i prestiti raccolti tramite essa vengono finanziati progetti per alleviare la povertà nel mondo. Questa piattaforma si appoggia alle banche del micro credito per garantire la corretta amministrazione dei fondi raccolti sotto forma di micro prestiti. Una volta che le somme vengono restituite i vari donatori possono scegliere se riutilizzare il loro credito a beneficio di altri progetto oppure se rientrare in possesso del capitale messo a disposizione della piattaforma. Anche in questo caso i numeri sono davvero molto interessanti. Le quote di prestito possono essere anche del taglio di soli 25 dollari, i prestatori sono ad oggi quasi 700.000, i fondi raccolti ammontano in totale a 290.000.000 di dollari.

LA CAMPAGNA DI OBAMA – Il fenomeno e’ in costante crescita tanto da raccogliere le attenzioni di molti autori del mondo accademico internazionale. In alcuni casi si accoppia perfettamente al micro credito, in altri e’ stato pensato per giocare sulla leva del sentirsi utili alla realizzazione dei sogni di qualcuno e per dare veramente spazio alla creatività. Un sistema che ha sicuramente alcuni precedenti famosi visto che tramite esso Barack Obama e’ riuscito a finanziare la sua campagna presidenziale e il Louvre di Parigi ha potuto raccogliere i fondi necessari per acquistare Le Tre Grazie di Cranach. Anche nel cinema italiano si e’ ricorsi ad una forma di crowdfunding ante litteram. Guardate come va a finire ‘Innamorato Pazzo’ con Adriano Celentano ed Ornella Muti e capirete che le idee migliori sono veramente nell’aria.

Marco Bennici

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