domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Sacra Sindone, L’Un. Parma: Prodotta da un fulmine o dalla Resurrezione
Pubblicato il 14-03-2012


Nell’immagine della Sindone di Torino scienza e religione si incontrano. E’ questa la conclusione a cui è arrivato il professor Giulio Fanti dell’Università di Padova che in base alle ricerche da lui stesso compiute sostiene che “l’effetto corona”, in seguito a «un fulmine» o «al fenomeno descritto dalle Sacre Scritture in quella Domenica di Pasqua» sia all’origine dell’immagine corporea sul telo di lino della Reliquia. Lo studioso passa in rassegna tutte le ipotesi formulate sulla genesi dell’immagine impressa sul lenzuolo di lino conservato a Torino e che la tradizione attribuisce a Gesù in qualità di telo usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro. Le conclusioni a cui arriva puntano sulla radiazione perché «l’immagine appare anche in aree dove non avrebbe potuto esserci qualsiasi contatto con un telo».

CREDENZE GIUDAICHE E CENSURA – Queste affermazioni avvicinano in maniera incredibile l’immagine evangelica del sudario di Cristo alla reliquia religiosa più importante della storia. Secondo il racconto dei Vangeli, dopo la sua morte il corpo di Gesù fu deposto dalla croce, avvolto in un lenzuolo (sindone) con bende e trasposto nel sepolcro. Nei Vangeli di Luca e Giovanni si menzionano i tessuti funebri anche dopo la risurrezione. Del sudario non vengono fornite informazioni circa dimensioni, forma, materiale. Viene solo indicato che fu utilizzato un telo per il corpo e un fazzoletto separato per la testa. Non ci sono invece notizie nei Testi Sacri sulla formazione di una immagine su uno di questi tessuti. Molti studiosi riconducono questa mancanza di notizie precise al fatto che secondo le credenze giudaiche erano da ritenersi impuri gli oggetti venuti a contatto con un cadavere ed in conseguenza di ciò simili informazioni sarebbero state occultate anche per non incorrere in persecuzioni.

MISTERI IRRISOLTI – Le prime notizie della Sindone di Torino risalgono al 1353, quando il cavaliere Goffredo di Charny ne entrò in possesso con modalità che ancora oggi risultano ignote. Il lenzuolo passò poi nelle mani dei Duchi di Savoia e nelle mani della casa reale dove rimase fino al 1983, quando Umberto II lo lasciò in eredità alla Santa Sede. Controversa è ancora oggi la questione sulla proprietà del lenzuolo dato che esso sarebbe diventato dello Stato Italiano in base alla XIII disposizione, comma 3, della Costituzione Repubblicana e quindi il legato testamentario di Umberto II sarebbe nullo. Le prime immagini fotografiche del sudario sono del 1898, quando si scoprì che l’immagine impressa nel lenzuolo presenta le caratteristiche del negativo fotografico.

L’EFFETTO CORONA – Adesso l’Università di Padova torna a cercare di fare luce su una delle questioni più dibattute dalla storiografia mondiale. Nell’articolo del prof. Fanti vengono messe a confronto tutte le ipotesi formulate fino ad oggi sulla formazione dell’immagine corporea presente sulla Sindone. Da questo confronto emerge come l’ipotesi che a crearla sia stata una sorgente di radiazione ed in particolare un “effetto corona” sia la più attendibile. Nello studio si precisa che risultati completi non si possono ottenere a causa delle difficili e pericolose condizioni ambientali richieste per riprodurre un effetto corona come quello che avrebbe stampato sul sudario l’immagine del corpo di Cristo. «L’effetto corona può essere causato da diverse fonti più o meno scientificamente identificate come fulmini, terremoti o ambienti radioattivi, ma forse la verità sta oltre la scienza», precisa Fanti nel documento. L’effetto corona soddisfa tutte le caratteristiche peculiari dell’immagine corporea della Sindone. Negli esperimenti condotti a Padova si è lavorato su pezzi di tessuto dell’ordine del centimetro quadrato, arrivando a sprigionare tensioni elettriche di circa 500.000 volt. «Ma per ottenere un’immagine grande come quella presente sul telo torinese sarebbero necessarie tensioni fino a 10 milioni di volt. Oppure, uscendo dal campo scientifico, un fenomeno legato alla Resurrezione».

Marco Bennici

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