martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Battaglia vinta: si’ ai funerali di Stato per Placido Rizzotto
Pubblicato il 16-03-2012


Ha vinto la nostra battaglia, il nostro impegno politico e civile per una causa non soltanto giusta ma soprattutto doverosa. Ha avuto la meglio sui tanti negazionismi dell’ultim’ora la campagna che il Partito Socialista Italiano e l’Avanti! stanno conducendo ormai da giorni affinché vengano concessi i funerali di Stato a Placido Rizzotto. Con orgoglio annunciamo che il Consiglio dei ministri esprimerà questa mattina parere favorevole sulla questione. Un passo in avanti è stato fatto. Le coscienze assopite di tanti sono state smosse. L’ignavia di quelli che hanno preferito scrollarsi di dosso un fardello così ingombrante, perché tanto “nulla cambia e nulla cambierà”, si è tramutata nel coraggio delle azioni. Si chiude il cerchio della vita di Rizzotto, combattuta contro le mafie in terra mafiosa.

 

DIVERSI COME LUI – Noi dell’Avanti!online siamo diversi, o almeno ci sentiamo tali. Siamo socialisti che non dimenticano un socialista che ha speso e perso la vita in difesa della legalità, della lotta alla Mafia, della costruzione reale di una società migliore. Era questo Placido Rizzotto. Un sindacalista socialista ucciso per sopire un animo che altrimenti non si sarebbe arreso all’illegalità. Rapito nella serata del 10 marzo 1948, fu ammazzato per il suo impegno a favore del movimento contadino per l’occupazione delle terre. Il suo corpo fu gettato da Luciano Liggio, il suo assassino, nelle foibe di Rocca Busambra, nei pressi di Corleone.

CHI E’ STATO – Nato in terra di Sicilia, a Corleone, Rizzotto durante la seconda guerra mondiale prestò servizio nell’Esercito sui monti della Carnia, in Friuli Venezia Giulia, con il grado di caporale prima, di caporal maggiore poi e infine di sergente. Dopo l’8 settembre si unì ai partigiani delle Brigate Garibaldi come socialista. Rientrato a Corleone al termine della guerra, iniziò la sua attività politica e sindacale nel Psi e nella CGIL. Ricoprì l’incarico di Presidente dei reduci e combattenti dell’ANPI di Palermo e quello di segretario della Camera del lavoro di Corleone. Il 10 marzo 1948 si fermò tutto. La sua vita falcidiata in uno dei modi più atroci, il suo impegno civile e politico cancellato in una sola notte.

IL DNA E IL NOSTRO IMPEGNO – Il 9 marzo del 2012 l’esame del DNA, comparato con quello estratto dal padre Carmelo Rizzotto, morto da tempo e riesumato per questo scopo, ha confermato che i resti trovati il 7 settembre 2009 presso le foibe di Rocca Busambra appartengono a Placido Rizzotto. La richiesta di omaggio al valoroso sindacalista è stata ufficializzata ieri dai familiari e da Riccardo Nencini, Segretario nazionale del Psi, che nei giorni scorsi anche con l’appello sostenuto da Avanti!Online, aveva chiesto al presidente del Consiglio, Mario Monti, di onorare il ricordo di questo autentico socialista e grande uomo, con i funerali di Stato.

IL SEGRETARIO NENCINI AL PREMIER MONTI – L’istanza è stata formalizzata con la seguente missiva inviata dal segretario Psi al presidente del Consiglio Mario Monti: «Signor Presidente, la storia di Placido Rizzotto, sindacalista socialista ucciso dalla mafia corleonese per aver difeso le ragioni dei contadini di fronte al grande latifondo, è riemersa in tutta la sua drammaticità e in piena luce qualche giorno fa. Si tratta di una storia esemplare. La scelta di vita di chi sposò la libertà e la giustizia e in nome di entrambe si oppose ai soprusi, alle prevaricazioni, al dominio di un pugno di uomini sull’intera comunità. L’esempio di Placido Rizzotto ha reso l’Italia migliore, più civile e più libera. E’ la ragione per la quale Le chiediamo di onorarne il ricordo, che appartiene a ciascuno di noi, cittadini e istituzioni, con i funerali di Stato. Ciò che non ebbe allora, sia fatto oggi. È stato scritto che la memoria è il salvadanaio dello spirito, il luogo dove si forgia il ‘comune sentire’, il senso di appartenenza a radici condivise. Placido Rizzotto ha dato la vita perché le nostre radici fossero più salde».

LE PROSSIME TAPPE – Questa mattina davanti al prefetto di Palermo, il Consiglio dei ministri deciderà. Poi ci vorranno un paio di giorni per completare la procedura: il tempo che il magistrato consegni ai familiari l’atto giudiziario con il quale sarà certificato il riconoscimento che quelle poche ossa tirate fuori dalle foibe di Rocca Busambra a Corleone il 7 novembre 2009 sono di Placido Rizzotto. Il sindacalista socialista rapito e ucciso dalla mafia avrà quindi il riconoscimento delle esequie solenni. La sua memoria sarà onorata nel modo migliore. Il suo impegno non sarà vano. La nostra battaglia potrà farci dire orgogliosi di essere socialisti.

Roberto Capocelli

 

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Giusto il funerale di Stato per Rizzotto. Ma chi
    vieta ai socialisti, vecchi e nuovi, iscritti o no, di mobilitarsi per una grande manifestazione nazionale, a Corleone, per ricordare con Rizzotto, Carnevale, Cangialosi, Azoti e tutti gli altri dirigenti socialisti uccisi dalla violenza mafiosa? Le lotte contadine in Sicilia e nel Sud, a cominciare dal movimento dei Faci Siciliani. non hanno solo scritto pagine di storia, ma hanno segnato l’identità dei socialisti.

    • Sig. Direttore, concordo con chi propone una manifestazione nazionale a ricordo di tutti i compagni socialisti morti, uccisi dalla mafia, un omaggio doveroso e, forse potrebbe essere anche l’inizio di una nuova azione incisiva del P.S.I. “Partito di lotta e di governo”, gli Italiani accoglierebbero con favore, soprattutto in questo momento un Partito chiaramente schierato dalla parte di chi vive del proprio lavoro.

  2. questa mattina ho letto un articolo sul corriere della sera sul funerale di Placido Rizzotto, vi era una nota che richiamava il suo impegno e le responsabilità che ha ricoperto tranne che era un militante e dirigente locale socialista.

  3. Caro segretario
    Mi associo a quanti vogliono una manifestazione nazionale a Corleone per i funerali del Compagno Placido Rizzotto.
    A sesantaquattro anni dall’omicidio, il P.S.I. con orgoglio deve dimostrare all’Italia intera di onorare un compagno che diede il suo sacrificio per il bene dei poveri e degli oppressi, tenendo alto gli ideali del Socialismo riformista. Onorando il compagno Rizzotto onoreremo anche tutti gli altri compagni uccisi dalla mafia. Questo è il momento di avere uno scatto di orgoglio di dire all’Italia intera che le ragioni del Socialismo sono le ragioni per una Italia democratica e libertaria.
    Viva il Compagno Rizzotto, viva il P.S.I.

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