mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Nel Pirellone nuove tangenti. Il Pm: Un milione di euro alla Lega.
Pubblicato il 07-03-2012


L’esponente lombardo del Carroccio Davide Boni, ex assessore all’Urbanistica e attualmente presidente del Consiglio Regionale, è finito oggi al centro di un’inchiesta per corruzione aperta dalla procura milanese. Il reato di corruzione che viene contestato a Boni risale a quando il politico faceva parte della giunta di Roberto Formigoni come assessore con delega all’Urbanistica, ed è proprio con questo incarico che Boni avrebbe ricevuto tangenti per alcuni appalti di edilizia commerciale. Gli inquirenti sono preoccupati, si parla di mazzette in contanti per oltre un milione di euro alla Lega, intascate negli uffici del Pirellone, da sempre simbolo del Carroccio.

FORMIGONI ALZA GLI SCUDI – Mentre la magistratura indaga, la giunta solleva le barricate e si prepara all’onda d’urto. Nettissima in particolare la posizione di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia. Ormai abituato a rilasciare dichiarazioni in merito (è il quarto ex assessore del suo team a finire nel mirino degli inquirenti), Formigoni si augura che Boni «riesca presto a dimostrare la sua totale estraneità come ha dichiarato oggi». Il governatore si appella con tenacia alla presunzione d’innocenza e a margine della presentazione di un libro sul finanziamento ai partiti (ironica coincidenza?), scarica il barile delle dimissioni dritto in testa all’ex assessore. «Lascio questo alla sua valutazione – dice Formigoni sulle eventuali dimissioni di Boni – ma sono sicuro che saprà tenere atteggiamenti coerenti. Per il resto – conclude – ricordo che le responsabilità penali sono di tipo personale, sarà la magistratura a giudicare ed emettere eventualmente le condanne».

C’È CHI GRIDA AL COMPLOTTO – Per i leghisti è tutta una grande cospirazione, tanto che Giampaolo Dozzo, capogruppo della Lega alla Camera, non ha tardato a ironizzare: «Non ci sorprende che la magistratura abbia un “occhio di riguardo” nei nostri confronti, visto che una settimana dopo la presentazione dell’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati è arrivato un avviso di garanzia al firmatario di quel testo (Gianluca Pini)». Giunge subito in suo soccorso un altro leghista, Matteo Salvini, che parla di “strane coincidenze”. «Non sono un complottista – precisa subito Salvini – ma posso dire che è sicuramente una coincidenza strana che si stia montando tutto un sistema intorno alla Lega, che è rimasta l’unica forza politica d’opposizione, anche mediaticamente parlando». E aggiunge, con uno slancio di onestà intellettuale apprezzabile per un esponente del Carroccio, che certamente «non è una bella immagine perla Regione Lombardia». E quando i politici non bastano più, una mano arriva anche dai sindacalisti. Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia, si è infatti unito al coro: «Lo stillicidio di inchieste e provvedimenti giudiziari che riguardano esponenti di primissimo piano eletti in Consiglio Regionale pone oggi più che mai una vera e propria questione etica e morale, prima ancora che politica».

LA LINEA INDECISA DEL PDL – A seguire con meticolosa dovizia la “direttiva Formigoni” c’è Maurizio Gasparri, senatore Pdl. Sentito dall’Avanti!online, Gasparri dichiara di prendere questa notizia «con le pinze, come tutte le cose che vanno verificate. In questi casi c’è sempre la presunzione di innocenza». Suscitando uno senso di deja-vù sempre più forte, Gasparri afferma poi che il Pdl «seguirà con attenzione lo sviluppo delle vicende giudiziarie in Lombardia», precisando allo stesso tempo che «ci sono dei precedenti controversi: in Lombardia spesso la magistratura ha mostrato ostilità ingiustificata verso il centrodestra. Staremo a vedere se sarà così anche questa volta». E le tangenti al Carroccio? Per Gasparri, è impossibile: «Per come conoscola Lega mi pare difficile. Non è un comportamento tipicamente leghista», ha affermato il senatore, precisando che quella del “Tanzania-gate” «è una panzana. Quei soldi erano regolari contributi al partito». Secondo Gasparri, poi, lo “scandalo Boni” non andrà ad inficiare le prossime amministrative, anche se «andiamo verso elezioni in cui tutte le forze politiche sono coinvolte in problematiche diverse. Il Pd ha avuto Palermo, noi abbiamo questo. Per noi – precisa Gasparri – è un momento politicamente complesso ma siamo abituati a un percorso di lunga durata: non saranno i momenti negativi ad affossarci». Di parere radicalmente opposto è invece il segretario del Pdl Angelino Alfano, che afferma sicuro: «Gli elettori ci vedranno alle amministrative senzala Lega al Nord». Alfano coglie poi l’occasione per piangere il Carroccio caduto e strizzare l’occhio agli elettori: «Per sostenere Monti abbiamo pagato un dazio altissimo. Abbiamo perso un alleato, sacrificando i nostri interessi per il bene dell’Italia. Noi abbiamo lasciato Bossi senza guadagnare l’alleanza con Casini. Speriamo – conclude il segretario del Pdl – che i cittadini capiscano e ce lo riconoscano».

Emanuele Ciogli

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