domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La seconda Repubblica: Una bambina nata male e mai cresciuta
Pubblicato il 19-03-2012


La Seconda Repubblica è una bambina nata male e mai cresciuta. I genitori, con le Mani Pulite, ma con poche idee referendarie, non l’hanno proprio saputa aiutare. Avevano, i genitori, ereditato soltanto debiti dalla Repubblica precedente, che per di più era rimasta molto ubriaca dopo essersi bevuta tutta Milano (e dintorni). Avevano poi, i genitori, scommesso su Maastricht. Mal gliene incolse. Infatti, i giocatori europei non bluffano mai. Niente crescita, dunque, ma rigore per la povera bambina Seconda Repubblica. Alcuni dei parenti alla lontana, la litigiosa famiglia Referendaria, suggerirono di mandare la bambina ad una scuola speciale dove si poteva imparare l’idioma prezioso, ma complesso, del maggioritario-bipolare.

Troppo accondiscendenti con la loro figlioletta, i genitori preferirono una scuola più allegra il cui Preside si chiamava Mattarellum. A tutt’oggi non è chiaro che cosa abbia imparato la bambina. Possiamo, però, affermare con sicurezza che, promossa alla scuola del Prof padano Porcellum, la bambina a e tutti suoi amici sentono una grande nostalgia del Preside Mattarellum. Quel Preside aveva anche incoraggiato un doposcuola molto divertente nel quale si giocava alle riforme istituzionali.

Era un gioco senza regole, scriteriato. Chiunque poteva dire la sua. Non era necessario sapere niente. Molto attivo era il compagno grandicello Massimo. C’era anche lo sceneggiatore Boato instancabile e chiassoso autore di moltissime bozze. Vinceva, qualche attimo di celebrità, chi lanciava le proposte più strampalate. Venne a visitare il doposcuola anche un capocomico diventato famoso alla TV e con la TV. Entusiasti furono i bambini, più di tutti, in verità, le bambine. Silvio raccontava barzellette; giunse persino a sostenere, senza che gli scappasse da ridere, che in Italia, un paese da lui definito di m…, si stava meglio che altrove. Faceva anche molti regalini. Infatti, uomo generoso, non soltanto organizzava feste decorose ed eleganti, ma regalava posti da ministro e da sottosegretario in quantità.

Al gioco delle riforme istituzionali vinse lui. Cambiò, in maniera allegra e disordinata, 56 articoli della Costituzione su 138. Purtroppo, quei cittadini di m…. bocciarono tutto in un referendum. Alla fine della ballata e dei bunga bunga, stanco e rattristato, quell’uomo generoso si fece da parte. Era già caduto anche il suo amico Gheddafi. Non rimanevano che le confortevoli dacie del suo unico altro amico Vladimir.

Gracile, malnutrita, mesta, la bambina chiamata Seconda Repubblica accolse con curiosità l’Ispettore scolastico Mario mandato dal Presidente Napolitano. Quel Monti, al quale i posti fissi sembravano molto monotoni, decise che tutti dovevano andare a fare i compiti a casa mentre lui girava in Europa e negli USA. Nel frattempo, i molti zii della Seconda Repubblica, con degli strani nomi di partiti scombiccherati, si accodavano, si facevano scattare qualche fotografia, mostravano grande disinteresse, e si preparavano a riconquistare quel che rimaneva della Repubblica ultracentenaria (ma i tanto vituperati magistrati scoprivano che quegli zii partiti si erano pappati paccate di soldi).

La bambina non era affatto colpevole. Purtroppo, qualcuno si era rubato le due uniche medicine: elisir di maggioritario e placenta di bipolarismo, che avrebbero potuto farla crescere. Venne ricoverata e non più ritrovata. Il paese, flottante fra uno scandalo e i plastici di Vespa, s’interrogava ansioso consultando dépliants per le vacanze al mare e accogliendo un tripudio di twitter. In quali Casini sarebbe nata la bambina Terza Repubblica?

Gianfranco Pasquino

 

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Commenti all'articolo
  1. La seconda Repubblica è naufragata, il bipolarismo un paziente in agonia, solo il potere costituitosi attorno a questo modello, ancora oggi mostra resistenza. Il Parlamento di nominati non accetta la tragica fine di una esperienza che ha solo seminato nel paese più povertà e meno libertà di partecipare alle scelte della nostra nazione.

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