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Opinioni e commenti
 

Il premier Monti va in Asia a “vendere” l’Italia
Pubblicato il 26-03-2012


 

Il premier Mario Monti è partito per “vendere” l’Italia agli asiatici lasciandosi temporaneamente alle spalle le polemiche sulla riforma del lavoro. Molto attento sin dall’inizio del mandato a restituire visibilità e appeal ai mercati italiani nel mondo, il presidente del Consiglio ha intrapreso ieri un viaggio di otto giorni in Kazakhstan, Corea del Sud, Giappone e Cina. Sono le più recenti tappe di un’azione diplomatica cominciata nei mesi scorsi con visite ufficiali a Londra, Parigi, Bruxelles e Washington per rassicurare i rispettivi leader sulla credibilità dell’Italia.

Un Monti “viaggiatore”, instancabile nell’esaltare all’estero le nostre performance economico-finanziarie, non del tutto coerente con il Monti “riformatore” che invece, secondo molti, rischia di svendere il nostro Paese e soprattutto i suoi lavoratori. E anche un Monti inaspettatamente “gaffeur” che, alla vigilia della missione  all’estero, ha scatenato una piccola crisi diplomatica con la Spagna, avendo parlato al forum di Cernobbio dei rischi di un «contagio spagnolo» per la crisi economica: affermazioni che Madrid ha accolto con fastidio tanto che il quotidiano “El Pais” ha scritto di un «malessere non si diluirà tanto facilmente».

IL PARLAMENTO E’ SOVRANO – In attesa di un chiarimento con il premier spagnolo Mariano Rajoy, che forse vedrà a Seul, Monti ha incontrato ad Astana, in Kazakhstan, il suo omologo kazako Karim Masimov. Con lui ha discusso tempi e modi per un rientro da protagonista dell’Italia nel settore della produzione di greggio e gas di cui è ricco il grande Paese asiatico. I cronisti presenti sul volo lo hanno riportato nel vivo delle questioni di casa nostra, chiedendogli se sia sereno nonostante le polemiche sul delicato fronte della riforma del mercato del lavoro: “Sento il peso di decisioni non facili” dettate dal fatto che la situazione “dell’Italia era piuttosto grave” ma abbiamo “cercato di essere equi nel distribuire i sacrifici. Fermo restando che il Parlamento è sovrano – ha aggiunto – cercheremo di avere un risultato finale, in tempi non troppo lunghi, il più vicino possibile al testo varato dal Consiglio dei ministri”.

VERTICE SULLA SICUREZZA NUCLEARE – Oggi Monti partecipa alla sessione inaugurale del vertice di due giorni sulla sicurezza nucleare a Seul, capitale della Corea del Sud, Paese asiatico in forte ascesa seppure perennemente ostacolato dal conflitto latente con la confinante Corea del Nord. Nell’ambito del vertice, al quale partecipa tra gli altri il presidente degli Usa Barak Obama, Monti  incontrerà alcuni capi di Stato e di governo, tra cui il premier indiano Manmohan Singh. Con lui affronterà la questione di Paolo Bosusco, l’ostaggio italiano ancora nelle mani del gruppo di ribelli maoisti nello Stato dell’Orissa, e la vicenda dei due sottufficiali del reggimento San Marco detenuti in una prigione del Kerala dopo un’azione antipirateria in cui persero la vita due pescatori.

L’ITALIA UN PAESE DOVE INVESTIRE – Da martedì il primo ministro trascorrerà 4 giorni in Giappone, dove sono previsti incontri con il premier Yoshihiko Noda, il ministro delle Finanze Jun Azumi e rappresentanti delle principali istituzioni finanziarie del Paese. In un’intervista pubblicata domenica dal quotidiano economico giapponese “Nikkei”, il presidente del Consiglio ha dichiarato che “l’Italia sta diventando giorno dopo giorno un luogo sempre più promettente per realizzare investimenti finanziari ma anche per investimenti stranieri diretti”. Allo stesso tempo, in vista di colloqui sul libero commercio tra Giappone e Unione Europea che dovrebbero partire a luglio, ha sostenuto che “eliminare le barriere, tariffarie e non, potrebbe far aumentare fino al 70% nei prossimi dieci anni gli scambi commerciali tra Tokyo e i Paesi della Ue”.

Di grande interesse la tappa finale, in Cina, dove Monti arriverà venerdì per avere, il giorno successivo, il primo incontro ad alto livello con il premier Wen Jiabao presso l’Assemblea Nazionale del Popolo. In prospettiva l’appuntamento più importante potrebbe però essere il colloquio di domenica primo aprile con il vicepremier Li Keqiang, destinato a breve a succedere allo stesso Wen.

Luciana Maci

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