lunedì, 21 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il PSI al sud per rilanciare l’Italia e l’Europa
Pubblicato il 30-03-2012


In un periodo caotico di riforme portate avanti a colpi di fiducia, nel Paese c’è una forza che potrebbe cambiare le carte in tavola. “Mezzogiorno, porta d’Europa”: questo il titolo del nuovo convegno nazionale organizzato dal Partito socialista italiano. La conferenza rappresenta l’ultima tappa di una serie di iniziative organizzate dal Psi sul territorio, l’ultima delle quali a Salerno. I lavori si terranno a Lecce sabato 31 marzo e domenica 1 aprile e vedranno la partecipazione di Donato Pellegrino, consigliere regionale socialista; Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Psi; Luigi Nicolais, presidente del Cnr; l’economista Gianfranco Viesti; Vito Gamberale, amministratore del fondo F2I; Gioacchino Albanese, amministratore Ilia; Antonio Foccillo, segretario confederale Uil. A seguire il governatore pugliese Nichi Vendola, Lello di Gioia, della segreteria nazionale Psi; Gianvito Mastroleo (Fondazione Di Vagno); Salvo Andò (Fondazione Mediterraneo); Gim Cassano (associazione LibLab); Pietro Larizza (Fondazione Iris-Uil) e Luigi Covatta, direttore di Mondoperaio. Seguiranno gli interventi di Michele Emiliano, sindaco di Bari; gli amministratori socialisti Rocco Vita, Gennaro Oliviero, Franco Pastore, Gennaro Chierchia e Gerardo Labellarte, il senatore socialista Carlo Vizzini; Bobo Craxi, Nino Oddo, Vincenzo Maraio, Luigi Iorio e Maria Rosaria Cuocolo. Domenica 1° aprile i lavori riprenderanno con i contributi di Nicola Martinelli, prorettore del Politecnico Bari; Antonio Uricchio, preside della facoltà di Giurisprudenza di Taranto e Maurizio Ballistreri, professore ordinario della facoltà di Economia dell’Università di Messina. A seguire gli interventi di Nicola Latorre, vice capogruppo dei senatori Pd e di Vito De Filippo, governatore lucano. Alle ore 11.30 le conclusioni del segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini.

UN NUOVO MEZZOGIORNO – La priorità del Psi è quella di mettere il Mezzogiorno al centro dell’agenda politica, per rilanciare l’idea di un “nuovo meridionalismo” che sia frutto di un’inversione d’approccio: non più “cosa può fare il Paese per aiutare il Sud”, bensì “cosa può fare oggi il Sud per promuovere e rinforzare la crescita del Paese”. «Vogliamo costruire una visione un po’ diversa del Mezzogiorno – dichiara il segretario Nencini – che non sia né figlio del populismo alla De Magistris, né del voltagabbanismo alla Orlando, né di una narrazione un po’ vaga come quella pugliese». Una visione che traspare chiarissima dalle parole del coordinatore Di Lello: «Oggi Marco Polo ci restituisce quello che Colombo ci tolse cinque secoli fa. La crescita dell’Oriente – precisa il coordinatore – restituisce nuova centralità al Sud italiano, che si propone oggi come nuovo snodo dello scambio commerciale e quindi come nuova finestra dell’Europa sul mondo. Per riuscire in questo scopo ambizioso – conclude Di Lello – occorre superare i confini amministrativi e fare del Mezzogiorno un’unica, grande regione».

NUOVA CLASSE DIRIGENTE CONTRO LA CRIMINALITA’ – Il segretario Nencini aveva già dichiarato che il futuro del Sud deve necessariamente passare per un «rinnovo della classe dirigente». Per debellare il problema della criminalità organizzata, che Nencini ritiene «uno dei primi obiettivi da abbattere», oggi il segretario ha puntualizzato che «diventa fondamentale investire in un progetto di educazione civica che coinvolga le nuove generazioni, e partire da lì per lanciare una nuova classe dirigente». D’accordo anche Marco Di Lello: «Bisogna puntare sulla parte più giovane del Paese che, sensibilizzata sul tema – precisa il coordinatore – potrà traghettare il Sud verso un’economia più competitiva e minore illegalità».

SUD E RIFORMA DEL LAVORO – A quanti credono che con la riforma dell’articolo 18 il governo stia scardinando le porte del mercato del lavoro in un momento in cui il lavoro non c’é, Nencini replica che «il Sud è più debole e rischia di pagare di più». Ne è convinto anche Marco Di Lello: «nel Mezzogiorno il tema principale è l’assunzione e la riforma in questo senso è molto debole. Sono perplesso dall’approccio del governo – dichiara il coordinatore – prima di pensare alla flessibilità in uscita bisogna creare nuovi posti di lavoro».

PATRIMONIALE OGGI INDISPENSABILE – Tra gli ingredienti della ricetta socialista per risolvere il problema della crescita c’è anche l’imposta patrimoniale, che Nencini reputa «indispensabile, perché da una parte serve a ripristinare l’equilibrio utile a far fronte ai grandi problemi italiani, dall’altra è necessaria per finanziare i progetti giovani, che sono quelli sui quali noi vogliamo puntare in questa fase storica del nostro Paese». Insieme a un salvadanaio nuovo utile a svecchiare il Paese, il segretario ritiene altrettanto indispensabile «iniziare un ragionamento condiviso su forme di tutela e ammortizzatori sociali per chi ha un lavoro precario e nessuna protezione. Monti – precisa Nencini – guida un governo tecnico che sta facendo scelte politiche e su alcune questioni, purtroppo, non la pensa come noi».

Raffaele d’Ettorre

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Come mai non c’è nessuno della SINISTRA SOCIALISTA rappresentata in Segreteria da Franco Bartolomei? Troppo scomodo? A casa mia la chiamano censura preventiva….come hanno fatto a Cuba per la visita del Papa. Complimenti, continuate così.

    Stefano Longo
    PSI Federazione di Novara.

  2. Quando il comunismo era di moda, i comunisti nostrani erano soliti ripetere uno sgrammaticato slogan: “La proprietà è un furto, chi la possiede è un ladro”. Sono passati decenni, ma ancora oggi non si trova nulla di meglio, per risanare le casse statali, che riproporre la patrimoniale. Anche perchè è facile colpire la proprietà, molto più difficile è invece tassare i redditi comunque percepiti. Con questi indirizzi, continueremo ad essere il paese con il più alto tasso di evasione per i redditi, e contemporaneamente il più tassato per il patrimonio, in modo particolare per quanto riguarda quello immobiliare.

  3. 1) Nella situazione data e che potrebbe durare molto più a lungo di quanto si spera (basti ricordare che lo sviluppo giapponese si è arrestato per circa un decennio) non si capisce perchè non sia sia scelto un intervento a doppia fase, la prima immediata e tesa a dimezzare lo stock del debito da 1900 a 1000 miliardi di dollari con misure d’emergenza, quali l’alienazione del patrimonio pubblico non indispensabile ed un’obbligazione alternativa (patrimoniale o acquisto di Buoni del Tesoro a condizioni stabilite) ovvero scelta fra contributo fiscale e investimento forzato .a carico delle fasce patrimoniali più elevate e la seconda più lenta e meditata di intervento sulla formazione della spesa pubblica, che è di fatto l’impegno angoscioso di ogni giorno dell’attuale governo. Naturalmente sarebbe occorsa un’organizzazione adeguata.
    2)Non vi è dubbio che uno sviluppo economico nazionale di segno positivo richieda il miglioramento sostanziale degli indicatori occupazionali del Mezzogiorno, così come è anche richiesto dalla condizione preliminare ed extraeconomica della coesione nazionale

Lascia un commento