giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

In mostra un inedito Modì: ebreo ed enfant prodige
Pubblicato il 29-03-2012


 

Un Modigliani inedito, fortemente legato alla cultura ebraica. Modì il maledetto torna in mostra assottigliando sempre più la linea di demarcazione tra l’artista e l’uomo: una figura al di fuori di ogni convenzione, distaccata dalla realtà circostante, quasi come nel turbine di un sogno in cui maturava la sua poetica e soprattutto la sua personalità. Questa spiccata individualità seduce Palazzo della Cancelleria, a Roma, che da ieri ospita la mostra ‘Modigliani. Segno e tradizione’, organizzata da Modigliani Institut e Keren Hayesod. L’allestimento, in programma fino all’11 aprile, prevede l’esposizione di ottanta fra disegni e documenti che ricostruiscono un originale percorso sulle radici creative del genio livornese, mostrando per la prima volta le tracce del suo forte legame alla cultura ebraica.

L’INEDITO LEGAME CON LA CULTURA EBRAICA – «Una raccolta di documenti, fotografie e reperti dell’epoca che testimoniano la verità della sua esperienza creativa. Oggetti, manoscritti e missive che chiudono la porta e spazzano via tutte le false leggende, che cancellano, se ce ne fosse ancora bisogno, il vecchio concetto di facilità». Afferma Christian Parisot, Presidente del Modigliani Institut e biografo ufficiale dell’artista livornese. «La realizzazione materiale e fisica delle sculture – continua il promotore dell’evento – e dei disegni di Modigliani non può sottostare a questo paradigma di leggerezza. In realtà sono opere sofferte, opere scarne, levigate e forme plastiche portate alla loro essenza». L’allestimento sarà nutrito di fotografie e documenti dell’Archivio Modigliani, fra cui interessanti inediti, e opere della Scuola di Parigi a tracciare un percorso per immagini nella vita del grande artista, aprendo così uno squarcio su un aspetto poco noto della sua personalità creativa: il legame non solo familiare con la tradizione ebraica.

IL MODIGLIANI BAMBINO – Ugualmente interessanti, tra gli 80 contributi, alcuni documenti inediti esposti, fra cui il contratto di matrimonio dei genitori di Modigliani, scritto in ebraico, e il libro dei ‘memini’ con la firma dai tratti ancora infantili del futuro grande artista: una prova concreta della sua educazione in seno alla comunità ebraica fra Livorno, sua città natale e Marsiglia, luogo di origine della madre. Infine la commovente nota sulla pagina del diario della madre, Eugénie Garsin, in occasione del ‘Miniam’, la cerimonia della conferma davanti a dieci testimoni. Dunque, un Modigliani da riscoprire in questa originale esposizione che vaglia l’essere Modigliani, pro e contro di un genio, e che, tra pubblico e privato, tra il tormento e l’estasi ci racconta un uomo, che non temeva e non rincorreva la felicità. Ci riconsegna colui che alla domanda: «Avete conosciuto tanta infelicità nella vostra vita?» avrebbe risposto: «No, che cosa ve lo fa pensare? Sono sempre stato un uomo felice».

Emanuele Ciogli

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