domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

La Cassazione: litighi ancora con la tua ex? Niente più affido congiunto
Pubblicato il 29-03-2012


Genitori divorziati, attenzione: da oggi il comportamento che avrete potrà inficiare sull’affido dei pargoli. Difatti una sentenza della Corte di Cassazione ha deciso per l’affido disgiunto di una bambina, poiché la «mancanza di comunicazione tra i due genitori» stava comportando «pressioni e tensioni eccessive» sulla minorenne. Una palese esagerazione? No: a quanto pare i due ex, non parlando tra loro, decidevano autonomamente le attività della figlia, costretta a fare due turni a scuola, due diverse attività sportive e persino due diete alimentari. Il regime di affidamento condiviso era stato dunque ritenuto «nocivo per la minore e possibile fonte di future patologie, in quanto generante ansia, confusione e tensione».

SENTENZA CHE FARA’ DISCUTERE – Una sentenza che rappresenta una svolta nelle dinamiche familiari e che sicuramente farà discutere. La decisione è arrivata al termine di un iter giudiziario lungo: la prima sezione civile della Cassazione ha confermato le decisioni del Tribunale prima e della Corte d’Appello di Roma poi, con cui era stato stabilito l’affidamento in via esclusiva alla madre della bambina, inizialmente affidata a entrambi i genitori. Tale decisione era stata presa sulla base del fatto che la stessa bambina aveva riferito di trovarsi meglio con la madre, anche se vivere con lei voleva dire trasferirsi a Napoli, manifestando vivo disagio con il padre «privo di abitazione e costretto all’ospitalità di parenti e amici», nonché ostile nei confronti della ex. Ma la storia non finisce qui: contro le sentenze dei giudici di merito, il padre si era rivolto alla Suprema Corte, la quale però ha rigettato il suo ricorso. Ovviamente non basta una breve scaramuccia per essere “diffidati”: «La mera conflittualità esistente tra coniugi – si legge nella sentenza numero 5108 depositata oggi – non preclude il ricorso» al regime dell’affidamento condiviso «solo se si mantenga nei limiti di un tollerabile disagio per la prole».

CAMBIANO LE REGOLE – La conflittualità tra genitori «assume invece connotati ostativi alla relativa applicazione ove si esprima in forme atte ad alterare e a porre in serio pericolo l’equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli, e dunque tali da pregiudicare il loro superiore interesse».  Dunque da oggi non solo si dovrà essere in possesso dei requisiti minimi per l’affido, ma si dovrà altresì cercare di non litigare con l’ex coniuge. Litigate, ma con moderazione. Purtroppo, sentenza a parte, il problema resta sempre lo stesso: tra bagarre familiari e caratteri più o meno compatibili a rimetterci sono sempre i bambini, che divisi tra mamma e papà finiscono per essere le sole vittime.

Diletta Liberati

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