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Opinioni e commenti
 

La Russa su Riccardi: “Il vero schifo sarebbe sostenere chi la pensa così”
Pubblicato il 09-03-2012


Ignazio La Russa, Coordinatore nazionale del Pdl, sentito dall’Avanti!online sulla questione Riccardi non ha dubbi: il vero schifo sarebbe sostenere chi la pensa così sulla politica. «Questi ministri fanno pura demagogia – dice La Russa – e a quel punto ciò che farebbe schifo sarebbe proprio sostenere dei ministri di questo genere». La frase potrebbe sembrare chiara e aprire ad una crisi di governo imminente ma, quando gli si chiede se il partito ha intenzione di revocare la fiducia al singolo ministro o addirittura al governo, La Russa risponde in modo più istituzionale e segue la linea Pdl: «Non firmerò richieste di sfiducia, né individuale né collettiva – dice il coordinatore – il nostro appoggio a Monti, anche se dettato da uno stato di di crisi, è corretto e proseguirà. Quando le scuse sono sentite – prosegue il coordinatore – sono sempre da apprezzare. Certo, ognuno poi le valuta secondo la propria sensibilità. Credo tuttavia che il problema non sia solo il ministro Riccardi. Il problema è che coloro che noi stiamo chiamando, forse impropriamente, “tecnici”, non riescono a cogliere il sentire comune nei confronti della politica. La liquidano dicendo che fa schifo, ma devono tenere bene a mente che esiste sì una politica “schifosa” ma esiste anche e soprattutto una politica con la “P” maiuscola. Ed è proprio a questa politica – conclude La Russa – che bisogna dar retta, è questa che bisogna sostenere».

QUALCHE PAROLINA DI TROPPO – Lo “scandalo Riccardi” scoppia a palazzo Giustiniani dove, per la presentazione della mostra sui rapporti tra Stato e Chiesa, ci sono proprio tutti. Mentre il premier Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano discutono per risolvere la situazione dei due marò italiani imprigionati in India, a pochi passi il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, fa scoppiare un altro incidente diplomatico. Chiacchierando con Paola Severino, Riccardi dichiara di non aver mandato giù l’Alfano-show del giorno prima e si dice “schifato” dalla politica.

SENATORI SCOMPOSTI – A quel punto 46 senatori del Pdl impugnano i forconi e, guidati dall’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma, scrivono dopo esattamente 24 ore una lettera indirizzata al presidente del gruppo al Senato, Maurizio Gasparri, e al vice Gaetano Quagliariello per chiedere la presentazione di una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro. «All’indomani di esternazioni del ministro Riccardi, a dir poco sguaiate, ci sembra – scrivono i firmatari – che il ricorso alla mozione individuale di sfiducia nei suoi confronti sia diventato gesto necessario ed urgente. Può darsi – insistono – che lo strumento regolamentare sia discutibile, può darsi che le scuse del ministro Riccardi siano apprezzabili, ma per evitare che un governo del quale faccia parte il professore in oggetto abbia la nostra fiducia ci è parso imprescindibile puntare su un’iniziativa ad hoc del nostro gruppo». Insomma, fiducia al governo sì ma Riccardi forse dovrà lasciare la poltrona. Il ministro, venuto a sapere del putiferio, non ha tardato a chinare il capo e si è scusato formalmente con gli illustri membri del Senato. Ormai però sembra che il danno sia fatto e che la questione sia già diventata politica: le scuse potrebbero non bastare perché, nell’ottica dei senatori, chi siede a palazzo Chigi non dovrebbe proprio permettersi uscite di quel calibro.

PALMA (PDL), DA RICCARDI FRASI OFFENSIVE –  «Le frasi di Riccardi ci offendono, nascono da un soggetto che si attribuisce una posizione di superiorità etica». Lo ha dichiarato il primo firmatario della lettera indirizzata ai capogruppo, il senatore Pdl Nitto Palma. «Non è assolutamente in discussione la fiducia al Governo Monti – precisa Palma – verso il quale la nostra lealtà e la nostra disponibilità sono garantite da Berlusconi e Alfano. Monti sin dal suo discorso di insediamento – ricorda il senatore del Pdl – ha affermato il massimo rispetto del Governo per la centralità del Parlamento. E il Parlamento è la politica. Le frasi di Riccardi – incalza l’ex Guardasigilli – non tengono conto di tutto questo e ci offendono in maniera particolare anche perché nascono da un soggetto che, autoreferenzialmente, si attribuisce una posizione di superiorità etica. Se la politica fa schifo – conclude – il ministro Riccardi ricordi che lui per primo fa politica e, se ha a cuore le sorti del Paese tanto quanto le abbiamo noi, assuma le conseguenti iniziative».

MA C’È ANCHE CHI LO DIFENDE – «Con #Riccardi forever, a lui tutta la mia solidarietà e il mio sostegno», scrive su Twitter il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «Riccardi ha detto una frase infelice ma non merita la gogna», dichiara in una nota il senatore Pd Marco Follini. «In proporzione – spiega il senatore – se per quella frase si chiedono le sue dimissioni, per le frasi di molti dei suoi predecessori si sarebbe dovuto provvedere allo squartamento per mezzo dei cavalli da tiro». Indignato Fabio Granata, vice coordinatore di Futuro e Libertà, che scrive in una nota: «Ormai la cosa che riesce meglio al Pdl è mettersi in ridicolo e non perde una sola occasione per farlo. Chiedere le dimissioni del Ministro Riccardi – precisa Granata – è decisamente fuori luogo. In particolare in questo momento in cui gli italiani sono costretti a grandi sacrifici sarebbe opportuno sostenere questo governo anziché dimostrare puntualmente una fastidiosa irresponsabilità politica». Insomma pace fatta o almeno è quello che sembra. E la testa del ministro Riccardi sembra salva, vuoi per logiche politiche di convenienza vuoi perché – in tempo di crisi – sfiduciare un pezzo importante del governo significa mettere un’ipoteca sulla stabilità economica e politica del Paese.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. le dimissioni di un ministro si chiedono solo perchè si ritiene in buona fede che non fa bene il suo lavoro, non certo perchè ci ha personalmente offeso. Questa visione dello stato come se fosse stato affidato ai cosiddetti politici in comodato tramite il voto è una visione medievale che fa decisamente schifo.

  2. Può darsi che il Ministro Riccardi abbia usato espressioni non opportune per il ruolo che riveste. Nella realtà ha interpretato molto bene il pensiero di moltissimi cittadini, in quanto la “non partecipazione all’incontro da Monti”, motivato per la RAI e la Giustizia non solo è strumentale, ma è collegato direttamente agli interessi del suo Capo Berlusconi. Il che conferma la mancanza di autonomia e di spessore politico. Se nell’accezione civile, il servilismo è uno schifo sia per chi se ne serve, che per coloro che lo subiscono, personalemnte condivido le parole del Ministro Riccardi, sperando che servano ad evitare il ripetersi di tali inauditi comportamenti di Alfano e gli sguaiati commenti di La Russa e Gasparri, non a caso ispirati ai metodi fascisti e arroganti,

  3. la politica, le istituzioni, i partiti, sono entità astratte e il loro decadimento morale è solo prodotto dalla natura umana. Certo le riforme strutturali (lasciatemi usare questo termine lombardiano) debbono ricercare il meglio, per tradurre in prassi, la giustizia sociale e la libertà, ben sapendo che il freno al cambiamento è insito nella natura umana.

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