martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La scoperta: i delfini si salutano con un fischio o sollevando piccole onde
Pubblicato il 05-03-2012


Comunicazione. Questa la parola chiave della nostra epoca e non solo per noi umani. Anche gli amici animali vogliono dire la loro e se le possibilità cibernetiche non sono per tutti, la necessità di comunicare passa per altri mezzi. A insegnarci nuovi tipi di comunicazione e nuove frontiere per il significato sono i delfini, animali da sempre considerati tra i più intelligenti, socievoli e simpatici. Infatti, è stato fatto un nuovo passo in avanti nella ‘traduzione’ del linguaggio di questi simpatici animali: uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di S. Andrews in Scozia, analizzando i suoni emessi dagli esemplari in libertà, ha identificato alcuni particolari accorgimenti attraverso i quali questi mammiferi marini comunicano tra loro e si riconoscono. Da quando si è cominciato ad analizzare il linguaggio dei delfini, ci si era sempre limitati a studi condotti su esemplari in cattività, ma attraverso l’uso di nuovi ‘sistemi acustici passivi’ i ricercatori, come riportato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, hanno potuto ascoltare i suoni emessi dai delfini nel loro ambiente naturale marino, dove vivono in gruppi di diverse decine di individui e dove le relazioni sono molto più complesse che in un acquario.

SALUTARSI CON UN FISCHIO – Vincent Janik e Quick Nicola hanno così scoperto che quando un esemplare incontra un altro delfino emette una sorta di ‘firma vocale’ – utilizzata quasi per salutarsi – che consente agli animali di riconoscersi tra loro. In cosa consisterà questo atto comunicativo? Presto detto: questo saluto avviene attraverso un fischio che peraltro non costituisce l’unico metodo di comunicazione di questi animali, altri sistemi consistono infatti nella produzione di piccole onde e nell’emissione di suoni sordi. Le osservazioni in mare aperto presentano peraltro grosse difficoltà: i suoni infatti vengono deformati col variare di determinati parametri come la salinità, la pressione, la profondità, la distanza tra chi li emette e chi li ascolta, a seconda che ci si allontani o ci si avvicini, inoltre, i fischi perdono alcune delle loro componenti. Non si può escludere pertanto che, più del fischio in sé, contino come elemento significante le ‘frequenze dominanti’, che verrebbero emesse e percepite come una sorta di alfabeto Morse.

A SCUOLA DI DELFINI – La scoperta scientifica e bimbi alla scoperta del mondo che li circonda: stiamo parlando del ‘Progetto Delfini’: una serie di attività educative proposte anche quest’anno dall’Ente nazionale protezione animali (Enpa) che ha coinvolto circa 220mila bambini, insieme a oltre mille scuole e 10mila classi raggiunte dai volontari nel, che ha lanciato il progetto nel 2000. Si tratta, spiega l’Enpa, di un percorso a tappe pensato per sensibilizzare i più piccoli – e attraverso di loro gli adulti – al rispetto per gli animali e, più in generale, al diverso da sé . Il viaggio di quest’anno alla scoperta dell’alterità è iniziato a Milano, con una lezione itinerante degli alunni della quinta elementare a bordo del ‘Tramito’. Il secondo step sarà la giornata ‘Rifugi Aperti’, in calendario sabato 12 maggio, che consentirà di visitare 13 rifugi dell’Enpa. «I ‘cucciolotti d’uomo’ sono il nostro investimento per il futuro. Per raggiungere i loro cuori è necessario usare strumenti educativi innovativi, coinvolgendo attivamente i bambini con il gioco, il divertimento e l’esperienza in prima persona – spiega Marco Bravi, responsabile Comunicazione e Sviluppo Enpa. «Per questo – prosegue – abbiamo voluto creare un legame speciale tra bimbi e quattrozampe con la più grande iniziativa di adozione a distanza mai realizzata. A finanziare l’adozione – conclude – è un album di figurine chiamato ‘Amici Cucciolotti 2012». Acquistando le figurine, i bambini hanno adottato a distanza più di 3.500 randagi accuditi dall’ Enpa, e nella giornata ‘Rifugi Aperti’ potranno far visita, insieme alle famiglie, agli animali che hanno aiutato. Insomma bambini e mondo animale sempre più vicini, nella comunicazione come nella solidarietà.

Emanuele Ciogli

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